A few remarks after the amazing conference The Dialogue of Cultures and our European Heritage happened in Toledo (Spain), September 2 – 5, 2007.

(Synagogue Santa Maria La Blanca)
Nei giorni scorsi Toledo, splendida città spagnola sul fiume Tago, ha ospitato una conferenza di rilievo sul confronto e la coesistenza di culture e religioni. Il convegno “The Dialogue of Cultures and our European Heritage”, organizzato dalla Academia Europaea in collaborazione con il ministero spagnolo della cultura e la Societad Estatal de Conmemoraciones Culturales, ha avuto quale oggetto l’influenza che Islam, ebraismo e cristianesimo hanno avuto nella formazione del patrimonio culturale europeo odierno. Anche se oggetto delle dottissime relazioni era la realtà medievale spagnola dei tempi della Reconquista sotto i diversi aspetti di filosofia della scienza, medicina, arte, matematica, astronomia, arte e letteratura non ci si è potuti esimere dal riflettere sull’eredità di quel periodo storico.
A questo proposito occorre misurarsi con i problemi che l’attualità pone nel confronto culturale, in particolare sotto il profilo politico ed istituzionale delle vicende europee, nonché nell’approccio di policy delle politiche di immigrazione.
Non è possibile ignorare o nascondere il ruolo storico, scientifico e filosofico che cultura e religione ebraica e mussulmana hanno avuto nei secoli bui del medioevo occidentale, dopo la caduta di Roma imperiale. Mentre Roma languiva, le campagne si spopolavano e gli amanuensi si consumavano a copiare testi agiografici di vite dei santi, altrove il dialogo scientifico, filosofico e culturale proseguiva in arabo ed ebraico, che per un certo periodo di tempo sono state lingue veicolari, attraverso la traduzione dei filosofi greci o la diffusione di scoperte astronomiche e di studi matematici.
Motore di questa vivacità intellettuale è la conoscenza di differenti lingue: i testi venivano tradotti dall’arabo in ebraico, o viceversa, o ancora dal greco o dal latino. La capacità e la possibilità di trasmettere in differenti lingue contenuti specialistici quali quelli matematici, astronomici, medici, farmacologici presuppone(va) sia la padronanza del linguaggio e del metalinguaggio, sia la conoscenza dei contenuti specifici. Questa, spesso, trascende la cognizione della materia ma comporta altresì l’apprendimento del contesto più generale in cui la cultura di un popolo si è formata.
In tempi di conoscenze settoriali e specializzate, nonché di generalizzata diffidenza, ci si dovrebbe rendere conto quanto sia necessaria la curiosità verso l’altro, il bisogno di accostarsi a realtà differenti, l’apertura al diverso. In questo senso l’appuntamento di Toledo ha costituito ottima occasione di studio e approfondimento, purtroppo, però, per pochi happy few.