Archive for March, 2008

Transrapid affondato, definitivamente

March 27, 2008
e a causa dei costi. E’ durato veramente lo spazio di un paio di stagioni (autunno e inverno) il sogno di Edmund Stoiber, ex Ministerpraesident della Baviera, che prima di dimettersi aveva confezionato il pacchetto del Transrapid, sua eredità a spese delle casse pubbliche. Così verrà risparmiato qualche miliardo di euro, l’ambiente non subirà un impatto devastante, nè ci saranno enormi costi energetici, nè case abbattute per lasciar spazio alla ferrovia a levitazione magnetica. FAZ, Sueddeutsche
E’ davvero un’occasione persa? Credo di no, per andare dal centro di Monaco all’ aeroporto l’S-Bahn va benissimo, anzi può darsi che con i soldi risparmiati sarà potenziata. E io spero anche che il modello di ferrovia locale veloce della S-Bahn venga copiato pure da noi. Se ne gioverebbero il traffico, l’umore dei pendolari e l’aria cittadina.

Danni punitivi di importazione

March 27, 2008

Questo articolo del NYT racconta di una madre che non riesce a far riconoscere nell’ordinamento italiano una sentenza di condanna americana di un’azienda italiana che aveva prodotto un casco difettoso, il quale non ha protetto la testa del figlio morto in un incidente stradale.

La signora ha chiesto i danni alla ditta produttrice, non in Italia, ma presso la giurisdizione di casa sua, l’Alabama. La giuria le ha riconosciuto un risarcimento consistente (un milione di dollari). La signora ha tentato di escutere il denaro dalla ditta produttrice del casco, ma senza riuscirci perchè la nostra Cassazione non riconosce la suddetta sentenza di condanna poichè non è partitamente specificato quanto ammonti la voce risarcitoria compensatoria rispetto a quella punitiva, visto che nel nostro ordinamento i danni punitivi non sono ammessi perchè contrari all’ordine pubblico.

Il NYT loda il sistema giudiziario americano che, a suo parere, è unico al mondo per le tutele che offre ai suoi consociati.

Ci sarebbe da discutere su pregi e difetti, tanto sul sistema americano quanto su quello italiano, però vorrei sottolineare che tutto nasce dalla diffidenza ed ignoranza delle leggi altrui convinti che solo le proprie siano le migliori. Vista la distanza temporale dall’avvenimento dei fatti (1985) la signora avrebbe potuto decidere di far causa alla ditta italiana presso un giudice italiano. Probabilmente sarebbe arrivata in Cassazione lo stesso, però ora avrebbe un titolo efficace.

La sofferenza di Chantal e Hugo

March 20, 2008

In questi giorni è tornata alla ribalta la questione della dolce morte. Prima il Tribunale de Grande Instance di Digione (Francia) nega a Chantal Sébire il diritto di farsi aiutare a morire (in Europa l’eutanasia è ammessa dalla legge solo in Olanda, Belgio e da poche settimane in Lussemburgo), ma il giudice francese nega l’autorizzazione affermando che la legge consente solo di sospendere le cure. Ciò tuttavia non avrebbe aiutato Chantal a chiudere la propria esistenza con il volto devastato da un tumore deformante che l’ha gravemente menomata tanto nelle funzioni sensoriali quanto nella fisionomia. Stamattina Chantal è stata trovata morta nel suo appartamento, si pensa che si sia suicidata. Di fronte a questa storia così triste il presidente Sarkozy, tra un gossip e l’altro, ha dato mandato di ripensare la questione. Qui le pagine di Le Monde sulla vicenda.

Sempre di stamattina è la notizia che il grande scrittore belga di lingua fiamminga, Hugo Claus (noto per il suo bellissimo libro sulla fragilità del Belgio:  la sofferenza del Belgio, qui) ha deciso lucidamente di porre fine alla sua esistenza minata dal morbo di Alzheimer. In Belgio, appunto, l’eutanasia è legale. Qui

Di fronte a queste scelte così nette non si può che restare ammutoliti, anche sul brusio che solitamente si leva da certe parti su queste questioni. L’autodeterminazione delle persone deve essere libera, soprattutto di fronte a sofferenze così dure e invasive. La libertà di scelta deve essere lasciata al singolo, naturalmente dietro a rigorose prescrizioni di legge. In Belgio ora è già possibile, lo sarà presto anche in Francia?

Correggere e punire

March 19, 2008

Sto leggendo la monografia di Francesca Benatti: “Correggere e punire. Dalla law of torts all’inadempimento del contratto”, edita per i tipi di Giuffrè. Qui

Si tratta di un pregevole testo di comparazione giuridica sui danni punitivi. L’autrice si sofferma sul modello americano, analizzandone l’evoluzione e cercando di capire se quel modello sia esportabile nel nostro diritto. In effetti, nell’ordinamento italiano esiste un vuoto normativo in materia e si tratta di lacuna grave. Lo dimostrano i diversi casi che han visto coinvolti consumatori (anche se io preferisco ancora chiamarli “cittadini”) truffati da grandi compagnie. Ciascun può pensare a note vicende che hanno occupato le pagine dei giornali.

A proposito di modello americano, negli States normalmente l’erogazione di punitive damages è collegata all’esercizio dell’azione collettiva, la ormai nota anche da noi class action. Seppure negli USA entrambi gli istituti siano in corso di “ridimensionamento”  parrebbe opportuno imparare dalla strampalata esperienza di trapianto giuridico avvenuto di recente con le azioni collettive italiane. Si tratterebbe di inserire in un ordinamento giuridico di civil law, quale quello italiano, uno strumento potente ed efficiente (e tale è definibile tanto la class action quanto il punitive damage), che abbia uno scopo certamente correttivo, forse punitivo, ma anche preventivo.

Per questo il libro di Francesca Benatti va tenuto in considerazione nelle prossime operazioni di policy in tema di tutela dei consumatori.

Buoni consigli

March 18, 2008

Qualora il vostro fidanzato decidesse di comprare i mobili all’Ikea 
fategli cambiare idea 

La lista di Eichmann

March 16, 2008

Sarà vera o è una bufala?

Lo dice il Sunday Times qui

Io però vorrei ritrovare “La banalità del male” (nel senso della mia copia del libro di Hannah Arendt) per capire come mai il gerarca nazista al processo di Gerusalemme tacque.

March 16, 2008

Segreto Tibet

March 15, 2008

Uno dei più bei libri di Fosco Maraini, che racconta il Tibet perso per sempre, qui

Idi di marzo

March 15, 2008

Voi potreste pensare di commuovermi

s’io fossi come voi. Se pregare

sapessi anch’io per commuovere altrui,

questo vostro pregare il mio perdono

sarebbe riuscito già a commuovermi.

Ma io sono costante ed immutabile

come la Stella dell’Orsa Minore

alla cui fissità nessuna stella

è pari, nell’intero firmamento.

I cieli son dipinti

d’infinite scintille tutto fuoco,

e ciascuna rifulge come l’altre,

ma ve n’è una ch’è fissa ed immobile

sempre allo stesso punto.

Così nel mondo: è brulicante d’uomini,

fatti di carne e sangue tutti quanti,

e dotati di seme d’intelletto;

e tuttavia in questa moltitudine

io non ne so che uno

che stia saldo, ed immoto, e inespugnabile:

e quell’uno son io. E in questo caso,

anche, lasciate ch’io tale mi mostri:

sono stato costante nel volere

che Cimbro fosse stato messo al bando,

e costante rimango nel volere

che così resti.

 

(W. Shakespeare, Giulio Cesare, Atto III, scena I) 

Anniversari divertenti

March 11, 2008

Capisci quanto sei amato da come le persone si ricordano di te e degli anniversari che ti concernono.

Ieri era il 10 marzo 2008, esattamente 10 anni dalle dimissioni di G. Trapattoni da allenatore del Bayern Muenchen in una memorabile conferenza stampa (qui) dove un cognome di un giocatore venne trasformato in un insulto… (qui la trascrizione del discorso).

I media tedeschi ieri se ne sono ricordati e hanno celebrato con affetto l’evento qui e qui

Quella conferenza stampa è stata memorabile, non solo per lo sfogo e per l’indimenticabile cazziatone, ma anche perchè alcuni termini “inventati” dal noto allenatore, dopo dieci anni, sono entrati a far parte del vocabolario comune, come nel caso di “flasche-leer” (qui) o nel linguaggio politico come “ich habe fertig” (qui).