Archive for July, 2008

Dejà vu

July 31, 2008

Molti hanno scritto della clamorosa citazione di Mediaset v. Youtube depositata al Tribunale di Roma, qui nell’articolo della Stampaonline): chi scandalizzandosi, chi pensando che si tratti di una impari lotta del vecchio contro il nuovo, chi pensando alle quotazioni di borsa e alle poste di bilancio della società attrice, chi pensando al diritto d’autore, chi pensando alla causa di Viacom (che in realtà è assai differente). Insomma una ridda di opinioni, interessanti, vivaci, anche infuocate.

Ma secondo me è un dejà vu: qui, Si, certo, il caso è un po’ differente, ma non così tanto, con la ulteriore circostanza che la proiezione dell’individuo di sè in relazione con l’ambiente che lo circonda è completamente mutata da allora. Oggi si ha anche una “personalità digitale”, essa si manifesta con i blog e con gli account su Youtube. E’ pur vero che si tratta sempre di diffusione di materiale televisivo coperto da copyright, ma non basta più piazzarsi davanti alla tv o farsi la cassetta e con il fatto ulteriore che vedere le cose via Internet non è esattamente la stessa cosa che vederle in TV. L’equiparazione “TV=Internet” non funziona, neanche in prospettiva pubblicitaria, e poi qualcuno mi deve spiegare che significa il concetto di “perdita di giornata di visione televisiva”,  non è così scontato che chi osserva il mondo dallo schermo del proprio laptop accenda anche la tv, eh…

Si lo so, transeranno, però ciò non cambia la situazione, e cioè che le regole adeguate al vecchio modo di trasmettere contenuti oggi non vanno più bene: si tratta di “ius vetus”, ma quando riusciremo ad avere uno “ius novus”?

La guerra del fumo tedesco

July 30, 2008

è giunta davanti ai giudici costituzionali di Karlsruhe, i quali hanno stabilito che le norme berlinesi e del Baden Wuerttenberg in materia di divieto di fumare nei locali pubblici sono incostituzionali.

Piacerebbe leggere la sentenza, ma in questo momento il sito del Bundesverfassungsgericht non risulta essere disponibile (troppo affollamento?). Intanto accontentiamoci di quanto riporta la FAZ

Update: è bastato attendere un po’: eccola la sentenza, qui

Hammarberg e noi

July 29, 2008

Sto leggendo il rapporto di Thomas Hammarberg sulla situazione dei Sinti e Rom in Italia. Il passaggio che più mi ha colpito? Questo, il n. 46:

46. Evictions of Roma and Sinti should never take place if the authorities are not in a position to make available alternative, adequate accommodation. If such evictions are deemed justified they should be carried out in a manner that fully respects the safety and dignity of the persons concerned and in close consultation with them or associations defending their interests. Special attention should be given to the effective protection of the human rights of Roma and Sinti children, as enshrined notably in the UN Convention of the Rights of the Child.

Non è poco, è la radice del problema.

Qui si può leggere l’intero rapporto.

Ciao Ciao Doha

July 29, 2008

Dopo sette anni di trattative varie il Doha Round, cioè il negoziato in corso fino ad oggi (queste le questione in discussione) per modificare le barriere commerciali nel commercio internazionale di prodotti agricoli ed industriali, è naufragato, leggi FT. Ovviamente si minimizza, anche per lasciare spazio ad una nuova ripresa delle trattative. Le posizioni contrapposte di Paesi già ricchi e sviluppati (e curiosamente in corso di faticoso attraversamento di una difficile crisi economica) come USA, UE (si, vero, i Paesi UE sono sempre in ordine sparso, ma stavolta avevano un negoziatore unico: Peter Madelson) e Giappone si sono scontrati frontalmente con quelli c.d. major developing countries, che però hanno già acquisito una loro posizione dominante come minimo nell’area geografica di riferimento, se non addirittura oltre, come Cina, India, Brasile e Sud Africa. Credo che quando si riapriranno le trattative qualcuno dovrà pur prendere in considerazione le circostanze di fatto e evitare di far finta come se tutto fosse rimasto fermo all’epoca del GATT.

Cronologia delle reazioni sul blog della Stampa

E-Justice. Esperienze di diritto comparato.

July 25, 2008

E’ uscita presso i tipi di Giuffrè la mia monografia dedicata all’informatica giudiziaria in prospettiva comparatistica. Si tratta della mia tesi di dottorato riveduta e aggiornata, ovviamente. Tesi che ho discusso il 20 marzo 2006 presso l’Università di Milano.

Ecco come l’Editore presenta l’opera: “Attraverso la lente del diritto comparato, l’opera illustra le più importanti applicazioni di Internet nell’amministrazione della giustizia civile. Dapprima si esaminano le diverse realizzazioni delle c.d. “strategie di rete” nella risoluzione delle controversie attraverso lo studio delle più importanti esperienze in materia. Successivamente si analizza l’esperienza proposta dai modelli statunitense e tedesco per quanto concerne l’utilizzo di Internet in ambito giudiziario. In conclusione si raffrontano  detti modelli con l’esperienza della soluzione italiana del processo civile telematico.

E’ disponibile online qui

Due considerazioni sul “Caso Mosley”

July 25, 2008

dopo il post di Guido Scorza, che riprende un articolo di Repubblica sul noto festino cui era stato protagonista il capo della FIA e diffuso dal News of the World.

All’epoca, la High Court of Justice disse che essendoci già stata la rivelazione non aveva senso chiedere la protezione della riservatezza, perchè i dati ormai erano già di dominio pubblico, quindi era contraddizione logica chiederne la tutela della riservatezza. Il claimant poteva agire solo in punto danni. Ed è quello che ha fatto Mosley. Però andiamo oltre alle apparenze e consideriamo che in Inghilterra i danni possono essere inflitti anche a titolo “esemplare” (equivalente dei punitive damages degli States).
Facciamoci due conti: quanto possono valere 60.000 sterline (cioè 76.000 euro) per il News of the world? Direi un buffetto, una carezzina, e non conta tanto il fatto che “ah, è stato confermato un principio”, questo era ovvio anche a un cieco, la questione è che questa condanna non è assolutamente disincentivante per quel tipo di comportamenti: essa costa “solo” 76.000 euro, cioè una manciata di denaro, forse meno di quanto sborsato per ottenere i filmati, sicuramente è un costo sostenibile in prospettiva delle copie vendute e dalla pubblicità ottenuta worldwide dal News of the world. E poi è ben poca cosa rispetto ai danni di immagine subiti da Mosley, considerato il suo incarico e considerato che tutti nel suo ambiente volevano giubilarlo. No, direi che il patema in senso “esistenziale” da egli sofferto in questi mesi, beh, non è stato minimamente ripagato visto il palcoscenico mondiale da lui calcato.
Giustizia “ingiusta”? forse, ma di certo efficiente perchè basata sull’analisi costi/benefici. Per noi è scandaloso, forse, ma la loro giustizia, a contrario del nostro sistema, è molto efficiente.
Credo quindi che vedremo presto altri scoop del genere.

Il nuovo JFK a Berlino

July 24, 2008

Stamattina Germania tutta è impazzita per Barack Obama in visita a Berlino.

Loro sembrano rivivere la storica visita di John F. Kennedy a Berlino Ovest, che nell’estate del 1963 di fronte al Muro disse “Ich bin ein Berliner“, emozionando tutti e introducendo una diatriba su cosa volesse veramente dire con questa frase (in realtà “io sono un berlinese, in tedesco si dice: ich bin Berliner, qualora si declinasse con l’accusativo “ich bin einen Berliner” significherebbe “io sono una pagnottella dolce ripiena alla marmellata tipica di Berlino”. Tuttavia “ich bin ein Berliner” è un nonsenso grammaticale che chiunque capisce…).

Ma Obama? Riuscirà a conquistare la Casa Bianca?

Lui per ora si gode la gioia della folla festante alla Siegssaeule: qui

Conflitto di attribuzioni?

July 24, 2008

E’ nota la vicenda che ha visto recentemente pronunciarsi la Corte d’Appello di Milano, la quale ha autorizzato la sospensione del trattamento terapeutico somministrato ad una paziente in stato vegetativo da molti anni con un decreto molto discusso.  Ad osservare il tenore delle polemiche pochissimi hanno letto quel provvedimento. Lo si può trovare su Persona e danno: qui, e se si ha la pazienza di leggerlo fino in fondo (si tratta di 62 pagine) si evince chiaramente che la funzione giurisdizionale non si è sostituita alla funzione legislativa, come invece vuole essere sostenuto da alcuni Senatori della Repubblica che stanno predisponendo un’istanza per aprire una procedura di conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale, come riportano i giornali (qui Repubblica). Per completezza di informazione si riporta anche il comunicato stampa del Primo Presidente della Cassazione che, a mio avviso, dovrebbe chiudere la questione: qui (citato sempre da Persona e Danno).

Invece no.

Evidentemente i rappresentanti del Senato non solo non si curano della costante giurisprudenza della Corte costituzionale sul diritto alla salute ed autodeterminazione dell’individuo in materia di consenso informato, ma altresì non prendono neppure in considerazione la (fondata) possibilità di rimanere soccombenti in questa possibile procedura di fronte alla Corte costituzionale.

Quello che a loro interessa è la supremazia della “politica”, tutto viene ridotto ad una questione “politica” dove solo il legislatore attuale, cioè l’odierna maggioranza, può disporre, senza tener conto di ciò che già c’è scritto nella Costituzione e nella Convenzione di Oviedo (già firmata e ratificata dal Parlamento italiano con legge 28 marzo 2001, n.145).

E’ vero, il legislatore può modificare le leggi a suo piacimento, ma qui è diverso.

Di fronte a questa che oserei definire arroganza nei confronti delle scelte del singolo di alcuni esponenti del Senato della Repubblica, i quali pretendono di far valere le proprie opinioni nei confronti di chiunque. Secondo costoro, il concetto di “diritto personalissimo” non esisterebbe più, esso dovrebbe inchinarsi supino ai voleri supremi della “politica” e delle decisioni parlamentari, incuranti che esiste una sfera individuale e personale intangibile da chiunque, anche dal Parlamento.

Vi è poi un ulteriore aspetto della questione da considerare, ovvero l’attacco frontale al potere giurisdizionale mirato nella sua funzione più alta, cioè quello di interprete ultimo delle leggi.

Come è noto, la Corte di Cassazione è stata un’istituzione nata in Francia postrivoluzionaria: qualcuno doveva pur decidere su l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge, e con la dominazione napoleonica l’istituto è arrivato in Italia, restandoci. Avere giurisdizioni di vertice che indichino quale sia la corretta e uniforme interpretazione della legge è comune a tutti gli ordinamenti. Per esempio, il compito è svolto dalla House of Lords in Gran Bretagna, dal Bundesgerichtshof, in Germania e così via.

Quando si viene a sostenere che la Corte di Cassazione ha prevaricato il suo ruolo, formando leggi, invece che interpretarle delle due l’una: o non si conosce il diritto vigente in Italia (possibile, ma improbabile) o si vuole delegittimare il ruolo istituzionale dell’organo giudiziario.

Io non voglio pensare che si tratti di questa seconda ipotesi, la Cassazione italiana è gravata da molti problemi, non ha bisogno ancora di questa gatta da pelare. Però proseguendo in questa ricostruzione mi chiedo, una volta delegittimato il giudice di legittimità, chi vuole prendersi il ruolo di interprete supremo della legge? Il Parlamento? Che cosa ne penserebbe Montesquieu?

Liechtenstein-Steueraffäre

July 19, 2008

Molti ricorderanno la polemica sulle liste degli intestatari di conti in Liechtenstein: qui

E’ di ieri la notizia che il Landgericht Bochum ha emanato la prima condanna penale contro un titolare di uno di quei conti correnti: 2 anni di reclusione e sette milioni e mezzo di euro da versare ai servizi sociali, qui il video della FAZ e qui l’articolo del Merkur di Monaco.

Quel che si dice una giustizia veloce ed efficiente…

Green Paper on Copyright in Knowledge Economy

July 17, 2008

Qui

C’è tempo per aderire alla call fino al 30 novembre 2008