27 agosto
Prima tappa: Lisbona. Ci rifocilliamo (di già!) con paio di pasteis e percorriamo le strette salite di Alfama. Un gruppo di ragazzini gioca sul sagrato di una chiesa e il pallone sembra cadere direttamente nel Tejo. Il contrasto tra il cielo cobalto e il bianco delle case è accecante, la luminosità del luogo è davvero particolare.
notte:
il viaggio aereo notturno è il non luogo migliore per riflettere su se stessi, tanto non si riesce a dormire, specie dopo il pasto dell’una e mezza di notte, buono ma disorienta il metabolismo.
28 agosto:
Maputo si presenta a noi. Strade dai nomi bizzarri, di un tempo che sembra resistere ormai solo qui (Av. Karl Marx, Av. Friedrich Engels, Av. Vladimir Lenina, Av. Mao Tze Tung, Av. Ho Chi Min, eccetera… ma del resto a Torino esiste ancora Corso Unione Sovietica. Segnaletica visionaria?), auto e clacson ovunque, qualche casa ristrutturata di fresco, ma la polvere alzata dal vento confonde ogni cosa. Appena entrati nella hall del palazzo dove la nostra ospite ha casa (cioè una costruzione alta 33 piani molto elegante, costruita in occasione dell’indipendenza) troviamo adagiata di fronte all’ingresso dell’ascensore ultramoderno, semiputrefatta e odorosa, una mucca dissezionata distesa su un telo da campo. Qualcuno deve aver fatto provviste.
29 agosto
Prima conoscenza con la città e con la nostra guida. Ci porta a vedere i posti più significativi e alcuni dei barrios più popolosi. Ci porta a conoscere la sua famiglia, è fierissimo della casupola di sua proprietà da lui costruita in blocchetti di cemento, una tenda per porta. Sul tavolo un pezzo di cocco pieno di mosche, sembra mancare tutto, ma non la televisione e il latte in polvere.
30 agosto
Visita di gruppo alle tombe degli esiliati sudafricani nel cimitero generale di Maputo. Impressionante stratificazione di tombe in terra. Ciascuna tomba è identificata da un numero, ma quasi nessuna ha una lapide nominativa. Folla di persone in visita e in attesa delle salme da inumare. Molti sono elegantissimi, chi se lo può permettere tra gli uomini indossa giacca e cravatta all’occidentale, le donne tutte con gli abiti tradizionali.
