Mentre sui Wies’n di Monaco l’Oktoberfest impazza oggi in Baviera si sono tenute le elezioni per il rinnovo del Landtag, il parlamento regionale. Anche se si intuiva un decremento della CSU (versione bavarese della CDU, il partito della cancelliera Frau Dr. Merkel), nessuno si sarebbe mai immaginato un tracollo del genere: quasi il 20% di perdita secca nelle preferenze rispetto alle elezioni precedenti. “Katastrophe”, dice il capo del partito bavarese Seehofer in un’intervista alla FAZ, “terremoto politico”, riporta Repubblica, per chi volesse leggere la notizia in Italiano (qui). Più che un “terremoto”, uno “tsunami”. Interessanti i numeri e i grafici della Sueddeutsche, qui
I grafici illustrano il baratro nero dove è precipitata la CSU, cioè al 43% (dal 60% che era…), mentre il nuovo partito della ribelle Gabriele Pauli è al 10.2%, i liberali entrano per la prima volta dal secolo scorso nel Landtag con un buon 7,8%, la Linke di Gysi e Lafontaine sta fuori per un soffio, la SPD perde un briciolo stabilizzandosi al 18,9% ed infine i Gruene rimangono al palo del 9.1%. I “sonstige”, cioè gli “altri” partiti portano via un corposo 6.1%.
Queste elezioni non mancheranno di avere riflessi a Berlino, sia perchè la sconfitta CSU è partito di governo che sostiene la Grosse Koalition di Frau Dr. Merkel che potrebbe risultare indebolita nella riproposizione della sua candidatura al cancellierato alle elezioni federali del prossimo anno, sia perchè i seggi perduti dalla CSU in queste elezioni statali avranno una sicura ripercussione federale nelle prossime elezioni del Bundespraesident, giocando, forse, la riconferma di Horst Koeler a favore della socialdemocratica Gesine Schwan.
Ma perchè la CSU ha subito un tracollo così verticale, nel Land che amministra praticamente da partito unico con percentuali bulgare fin dal termine della Seconda Guerra Mondiale? Perchè gli elettori non hanno riconfermato fiducia a una classe dirigente che ha saputo coniugare la vocazione agricola e tradizionalista della Baviera con una considerevole ricchezza dovuta ai saggi investimenti in nuove tecnologie ed innovazione?
Probabilmente perchè l’uomo forte degli ultimi venti, anzi, venticinque anni, Edmund Stoiber, è stato prepensionato in quattro e quattr’otto lo scorso anno. Stoiber sarà stato anche antipatico (ed infatti, nonostante i risultati ottenuti nel suo Land, i tedeschi già nel 2003 preferirono riconfermare Schroeder, gigione e simpaticone, anche se con i capelli tinti) ma è stato una figura di primissimo rilievo politico, fautore di scelte coraggiose, ha avuto molta parte nei successi bavaresi.
Ebbene, pensionato lui, è stato sostituito da una serie di burocrati grigi parecchio insipidi con la naturale predisposizione per le gaffe, come il Ministerpraesident attuale, Beckstein. Volto tipicamente bavarese, forse addirittura simpatico, ma decisamente schiacciato dalla pesante eredità del suo predecessore.
Così che han fatto i bavaresi? Assenteismo di massa è stata la loro risposta, infatti solo il 57% si è recato alle urne ed è facile pensare che molti di coloro che sono mancati all’appello fossero elettori CSU delusi per la nuova classe dirigente del partito, forse stufi delle polemicuzze tra i vari papaveri, ma anche sicuri che il loro benessere non diminuirà tanto facilmente. Contenti loro.

