Archive for March, 2009

Alcune considerazioni

March 30, 2009

In ordine sparso:

- gli americani mangiano veramente troppo: nei ristoranti, nelle confezioni, il cibo distribuito e/o consegnato è il doppio di una monoporzione “normale” secondo i nostri parametri

- gli americani hanno un curiosissimo concetto di “storia”: da un lato recuperano una roccia qualsiasi, ci scrivono sopra “1620″ e poi sostengono che su quella roccia i Padri Pellegrini posero piede scendendo a terra dalla Mayflower (anche se la versione ufficiale dice che la suddetta roccia venne individuata 121 anni dopo lo sbarco dei suddetti pilgrims da un signore novantacinquenne che quando era bambino ricevette l’indicazione sulla giustezza del sasso dal capo dei pellegrini stessi, William Bradford); dall’altro lato distruggono l’antico centro pulsante di New Bedford, caduto in rovina, per farci passare l’autostrada, quando l’antico porto delle baleniere venne semi-abbandonato. Quel poco che resta (un paio di isolati di case vittoriane) lo si deve alle pagine di Melville, i turisti vengono a vedere i luoghi del romanzo (e del film con Gregory Peck) e si lamentano se poi tutto non è perfettamente uguale al film, con consguenti aggiunte posticce…

- Il suddetto crollo economico, finanziario e politico di New Bedford e del collegato mercato di prodotti provenienti dalla caccia alle balene, il tentativo, parzialmente riuscito, di riconvertire la città alla produzione di vetri e tessuti, dovrebbe insegnare qualcosa, anche ai nostri tempi.

-le visite a Cape Cod e a Provincetown, soprattutto a Provincetown, sono state assolutamente istruttive: sicuramente i miei temi di ricerca ne gioveranno, ma devo ancora ruminarci sopra.

- agli americani (e anche a noi) piace andare in giro sulle infinite autostrade che passano tra i boschi ascoltando e cantando musica, folk, rock, country americana. Sembra di vivere un film, anzi, il proprio personale road movie

- le città, le strade, i porti, la stessa new york avvolti dalla pioggia e dalla nebbia assumono un volto inaspettato che sorprende piacevolmente: si tratta di altre inquadrature da inserire nel proprio personale road movie

- Andare a toccare con mano lo smantellamento del negozio Virgin Store a Times Square non è una cosa da appassionati di musica, ma di curiosi ed interessati dei comportamenti umani: il negozio semivuoto fa impressione nella sua vacua vastità, gli ultimi avventori impegnati nell’affannosa ricerca di un cd scontato (ma neanche tanto) incuriosiscono, sembrano alla ricerca di chissà quale tesoro, ma ciò che rende affascinante l’esperienza della visita è la vendita degli arredamenti, dei manichini e degli scaffali dello store, compreso il cartellone pubblicitario di Penthouse autografato dalla velina senza veli del mese.

Intanto, fuori piove.

Il canone televisivo sulla connessione Internet

March 27, 2009

Interessante e dibattuta decisione dell’Oberverwaltungsgericht Rheinland-Pfalz, giurisdizione amministrativa in sede d’appello di Coblenza: qui, per la notizia sui giornali: qui FAZ e qui Heise.

Un avvocato decide di acquistare un computer completo di accesso ad Internet per farci le ricerche di giurisprudenza con banche dati, anche online. L’acquisto viene indubbiamente fatto per uno scopo lavorativo. 

L’ente televisivo SWR (SuedWestRundfunk), proprio sulla base della possibilità di connessione e quindi di fruibilità di canali radiofonici e televisivi di sua pertinenza, gli ingiunge il pagamento del canone televisivo per l’ammontare di 5,51€ mensili.

Il legale rifiuta e si va in contenzioso amministrativo.

Il giudice amministrativo afferma che si, l’ente escussore può pretendere il pagamento del canone in quanto il computer connesso ad Internet è in grado di diffondere programmi radiotelevisivi, come qualsiasi altro “Rundfunkgerat”, apparecchio radio – televisivo.

Sicuramente l’avvocato impugnerà la decisione presso la corte amministrativa federale superiore di Lipsia, quindi non è detta l’ultima parola, ma quelle pronunciate fino ad ora sono interessanti e orientate in una certa direzione, cioè trattare Internet come qualsiasi altro mezzo di comunicazione di massa, non solo sotto il profilo delle responsabilità di tipo editoriale, ma anche di natura fiscale.

Tozzer Library

March 26, 2009

Entrando in questa library, passeggiando tra i suoi scaffali, scorrendo gli indici delle riviste, scorgendo i titoli e sfogliando i volumi è possibile reagire in due modi diametralmente opposti:

a) ma come è possibile che si siano potute finanziare certe ricerche, che “impact factor” possono avere, che utilità concreta per qualcuno, che effetti sulla società, sulla produttività delle aziende, sui destini del mondo, ma sono davvero utili all’umanità?

b) l’antropologia è una materia bellissima, affascinante e interessante, che mette a nudo l’animo umano nelle diverse epoche della storia e nello sviluppo delle società complesse, dagli australopitechi agli homo sapiens sapiens (sapiens de che?). Inoltre, l’antropologia è una materia estremamente utile che libera dal soffocamento del rigoroso positivismo, anche giuridico.

Io propendo per l’ipotesi b

Questione di cuore

March 26, 2009

Tra le molte targhe e iscrizioni murarie sparse sui muri di Harvard, di Cambridge e di Boston dove si ricorda che questa è una terra di immigrazione, dove genti di tutto il mondo è giunta per migliorare la propria vita, costruirsi un futuro, trovare un nuovo scopo e nuove opportunità, questa trovo sia una delle più belle e poetiche. Quando l’ho letta ho pensato alle cronache italiane (ed europee) in tema di immigrazione e la vorrei riproporre qui.

Widener Library

March 24, 2009

Mentre attendo che i libri richiesti mi vengano consegnati metto su file alcune considerazioni immediate:

- nella luminosissima sala della biblioteca generale di Harvard riservata ai docenti e i ricercatori ospiti vi è una netta prevalenza di laptop grigi o bianchi, ma comunque contrassegnati dalla mela morsicata;

- le battaglie dei garanti della privacy europei sulla riservatezza dei dati dei passeggeri imbarcati verso gli Stati Uniti sono assolutamente inani e superate dalla schedatura elettronica dei profili di ogni persona attraverso l’uso della carta di credito: senza carta di credito praticamente non si fa nulla, ergo il governo degli Stati Uniti sa tutto di tutti senza colpo (diplomatico) ferire;

- L’ESTA (Electronic System for Travel Authorization) da applicare via Internet prima di partire online è inutile, visto che comunque i moduli di carta vanno compilati durante il volo e consegnati all’Immigration;

- Fa veramente molto freddo, ma le giornate sono stupende: terse e soleggiate

- Entrando in questo Paese ho lasciato le impronte digitali delle mie dieci dita scannerizzate e ho pure già subito almeno un paio di foto digitalizzate. No, le impronte delle dita dei piedi ancora non me le hanno prese, ma non si può mai sapere… E neppure ho avuto occasione di attraversare il rilevatore magnetico “nude look”.

- Starbucks offre una posizione di osservazione antropologica delle differenze tra “noi” (europei in generale, ma soprattutto relativamente ai comportamenti italiani e tedeschi) e “loro” (americani) estremamente interessante

- La reazione delle persone alla tremenda crisi economica che sta mordendo le fondamenta di questo Paese è ammirevole: invece di piangersi addosso sul lavoro perduto nel tentativo di mantenere privilegi ormai insostenibili, si notano un proliferare di iniziative concentrate sugli aspetti di cambiamento e quindi di opportunità.

- Lo schermo televisivo mignon inserito nel poggiatesta dello schienale della poltroncina di fronte sembrerebbe una accattivante distrazione per far passare veloce il già breve tragitto del volo interno, ma io preferisco guardare giù dal finestrino: dalla pianificazione del territorio si capiscono un sacco di cose sulla storia di un popolo.

Passaggio a New York

March 23, 2009

Auguri!

March 21, 2009

A Fabrizio e Angela, oggi sposi.

Il BGH, le aste online e il diritto di recesso del consumatore

March 19, 2009

Il testo di un mio contributo pubblicato nell’ultimo volume edito del prestigioso Annuario di Diritto Tedesco: qui

falletti_il-bgh_le-aste-on-line-e-il-diritto-di-recesso-del-consumatore

L’aratro, la peste, il petrolio

March 17, 2009

Gran bel libro di W. Ruddeman che spiega in modo divulgativo l’effetto che le attività umane hanno avuto, fin dal paleolitico, sul clima. Qui la recensione del sole24ore

Riflessione sulla tutela dei diritti umani in Mozambico e sul ruolo dell’Unione Europea per la loro promozione nei Paesi in via di sviluppo

March 16, 2009

Il Mozambico è un Paese che bene si presta all’attenzione e agli interessi dei giuristi comparatisti poichè esso è un perfetto esempio di “pluralismo giuridico”. Si tratta di una realtà recentemente pacificata dopo una lunga guerra civile, è reduce dalla colonizzazione europea, specificamente portoghese, che non ha scalfito il cuore dei modelli giuridici tradizionali, è alle prese con l’implementazione dei modelli giuridici occidentali attraverso il recepimento degli accordi internazionali e dell’influenza dei grandi “donors”.
Nel contributo che segue si darà conto del confronto quotidiano tra la cultura tradizionale e la concezione degli human rights essenziali, si parlerà del ruolo svolto dalla cooperazione internazionale nello sviluppo del Paese ed infine si racconterà brevemente del dibattito avvenuto presso l’Università di Maputo, Eduardo Mondlane” sul rapporto tra diritti umani, proprietà intellettuale e accesso ai farmaci, tema di primaria importanza in una realtà dove la diffusione dell’HIV/AIDS costituisce un’emergenza sanitaria nazionale.

Pubblicato su www.europeanrights.eu, qui