Elena Falletti

Archive for the ‘cose tedesche’ Category

Il canone televisivo sulla connessione Internet

with one comment

Interessante e dibattuta decisione dell’Oberverwaltungsgericht Rheinland-Pfalz, giurisdizione amministrativa in sede d’appello di Coblenza: qui, per la notizia sui giornali: qui FAZ e qui Heise.

Un avvocato decide di acquistare un computer completo di accesso ad Internet per farci le ricerche di giurisprudenza con banche dati, anche online. L’acquisto viene indubbiamente fatto per uno scopo lavorativo. 

L’ente televisivo SWR (SuedWestRundfunk), proprio sulla base della possibilità di connessione e quindi di fruibilità di canali radiofonici e televisivi di sua pertinenza, gli ingiunge il pagamento del canone televisivo per l’ammontare di 5,51€ mensili.

Il legale rifiuta e si va in contenzioso amministrativo.

Il giudice amministrativo afferma che si, l’ente escussore può pretendere il pagamento del canone in quanto il computer connesso ad Internet è in grado di diffondere programmi radiotelevisivi, come qualsiasi altro “Rundfunkgerat”, apparecchio radio – televisivo.

Sicuramente l’avvocato impugnerà la decisione presso la corte amministrativa federale superiore di Lipsia, quindi non è detta l’ultima parola, ma quelle pronunciate fino ad ora sono interessanti e orientate in una certa direzione, cioè trattare Internet come qualsiasi altro mezzo di comunicazione di massa, non solo sotto il profilo delle responsabilità di tipo editoriale, ma anche di natura fiscale.

Written by Elena Falletti

March 27, 2009 at 1:51 am

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Kassensturz

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E’ nota a queste latitudini la mia passione per il “Tatort”, il Krimi del primo canale della tv pubblica tedesca in onda tutte le domeniche sera.

La puntata che andrà in onda stasera è ambientata al LIDL.

Non possiamo proprio perdercela

FAZ

DasErste

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February 1, 2009 at 5:38 pm

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Il giudice e il medico

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In un clima meno acceso e polemico il Landgericht Magdeburg deciderà su un caso di Sterbehilfe: eutanasia attiva. Qui l’articolo della FAZ

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November 20, 2008 at 9:38 pm

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Cellule staminali

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Qui un interessantissimo portale Internet divulgativo in materia di cellule staminali curato dal Max Planck Institut fuer molekulare Biomedizin di Muenster,  dalla locale università WWU, dalla chiesa evangelica e dal ministero federale tedesco per la ricerca scientifica. Della serie “tutto quello che avreste voluto sapere , ma che non avete mai osato chiedere…

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November 1, 2008 at 10:52 pm

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La guerra del fumo tedesco

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è giunta davanti ai giudici costituzionali di Karlsruhe, i quali hanno stabilito che le norme berlinesi e del Baden Wuerttenberg in materia di divieto di fumare nei locali pubblici sono incostituzionali.

Piacerebbe leggere la sentenza, ma in questo momento il sito del Bundesverfassungsgericht non risulta essere disponibile (troppo affollamento?). Intanto accontentiamoci di quanto riporta la FAZ

Update: è bastato attendere un po’: eccola la sentenza, qui

Written by Elena Falletti

July 30, 2008 at 2:39 pm

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Tv e Storia di Germania

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E’ davvero un peccato che ARD e ZDF si possano prendere solo via satellite. Pazienza per certe trasmissioni che oltre ad averle importate ci chiediamo perchè ancora ci sia qualcuno che le guardi, come Wetten Dass, cioè l’inaffondabile “Scommettiamo che” (il quale viene trasmesso ormai dal lontano 1981!). Però a parte certi peccatucci veniali la TV tedesca offre interessanti spunti di riflessione.

Avevamo già detto del Tatort ambientato nella comunità turca (qui) e giusto per approfondire la questione e chiedersi a che punto sia il processo di integrazione si farà un altro Tatort, ma stavolta sul terribile incendio di Ludwigshafen, ricordate? morirono nove donne turche di diversa età la notte di Rosenmontag, cioè durante il culmine delle feste di Carnevale qui.Siamo sicuri che non mancheranno le polemiche.

A proposito di polemiche non si può tacere di quelle suscitate dallo sceneggiato Die Gustloff, che ricorda una nave carica di profughi tedeschi in fuga dai russi affondata al largo di Kaliningrad (allora era ancora tedesca si chiamava Koenigsberg ed è passata alla storia per aver dato i natali a Kant e alla Arendt).

E’ possibile pensare i tedeschi della seconda guerra mondiale come a delle vittime? Nell’immaginario collettivo “tedesco” e “nazista” sono sinonimi. Oggi la Germania vuole scrollarsi di dosso il terribile passato e nonostante la Merkel vada alla Knesset a chiedere perdono (in tedesco) per le terribili colpe del passato, la Germania vuole passare oltre qui

Che aiuto possono dare la finzione televisiva e cinematografica? Molto, visto il successo di “Das Leben des Anderen” cioè: “la vita degli altri, film vincitore dell’oscar 2007 che ha commosso tutti i tedeschi che si sono identificati con le vittime delle spie STASI, ma ha annoiato un tantinello i non tedeschi che non hanno sentito lo scatto dell’identificazione con i protagonisti delle vite sottocontrollo; visto anche il successo dell’Hitler “umanizzato”, secondo i detrattori dell’interpretazione di Bruno Ganz, “veritiero” secondo coloro i quali pensano sia più semplice trattare il nazismo come male assoluto e irripetibile e non come fuoco mai spento che invece cova sotto la cenere, specie in certe zone di Germania.

Sempre in ottica un po’ revisionista delle vittime tedesche come non citare Dresden, lo sceneggiato con fazzolettini annessi andato in onda nel 2006 e che tratta (come è facilmente immaginabile) dei terribili bombardamenti della notte tra il 13 e il 14 febbraio 1945. Non si sa ancora oggi quanti furono i morti: dai 15.000 ai 50.000. “Morti inutili” dicono alcuni, “morti per pura vendetta” pensano altri, considerato che già allora per i nazisti/tedeschi la guerra era già ampiamente persa.

O ancora la commuoventissima storia della famiglia divisa dal muro di Berlino (Die Mauer, Berlin 1961) nella notte in cui fu costruito.

Insomma, tedeschi vittime della Storia, non solo carnefici. Non vi fa un po’ effetto? Basta davvero con i vecchi stereotipi del passato? La Storia va davvero avanti?

Written by Elena Falletti

July 8, 2008 at 9:02 am

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Alta velocità

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L’incidente occorso ieri all’ICE (Intercity Express, treno vanto di DB, notizia sulla FAZ) mi fa venir dubbi sulla necessità di correre sempre più veloci.

La dinamica dell’incidente è curiosamente simbolica: il treno è deragliato perchè all’uscita del tunnel un gregge di pecore stava passando sui binari. Robe d’altri tempi, che credevi sparite (invece no, le transumanze esistono ancora, vedere qui per credere…). Insomma, si sono scontrate la velocità e la moderna tecnologia con la millenaria attività dei pastori.

Written by Elena Falletti

April 28, 2008 at 8:14 am

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Transrapid affondato, definitivamente

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e a causa dei costi. E’ durato veramente lo spazio di un paio di stagioni (autunno e inverno) il sogno di Edmund Stoiber, ex Ministerpraesident della Baviera, che prima di dimettersi aveva confezionato il pacchetto del Transrapid, sua eredità a spese delle casse pubbliche. Così verrà risparmiato qualche miliardo di euro, l’ambiente non subirà un impatto devastante, nè ci saranno enormi costi energetici, nè case abbattute per lasciar spazio alla ferrovia a levitazione magnetica. FAZ, Sueddeutsche
E’ davvero un’occasione persa? Credo di no, per andare dal centro di Monaco all’ aeroporto l’S-Bahn va benissimo, anzi può darsi che con i soldi risparmiati sarà potenziata. E io spero anche che il modello di ferrovia locale veloce della S-Bahn venga copiato pure da noi. Se ne gioverebbero il traffico, l’umore dei pendolari e l’aria cittadina.

Written by Elena Falletti

March 27, 2008 at 2:10 pm

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Anniversari divertenti

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Capisci quanto sei amato da come le persone si ricordano di te e degli anniversari che ti concernono.

Ieri era il 10 marzo 2008, esattamente 10 anni dalle dimissioni di G. Trapattoni da allenatore del Bayern Muenchen in una memorabile conferenza stampa (qui) dove un cognome di un giocatore venne trasformato in un insulto… (qui la trascrizione del discorso).

I media tedeschi ieri se ne sono ricordati e hanno celebrato con affetto l’evento qui e qui

Quella conferenza stampa è stata memorabile, non solo per lo sfogo e per l’indimenticabile cazziatone, ma anche perchè alcuni termini “inventati” dal noto allenatore, dopo dieci anni, sono entrati a far parte del vocabolario comune, come nel caso di “flasche-leer” (qui) o nel linguaggio politico come “ich habe fertig” (qui).

Written by Elena Falletti

March 11, 2008 at 1:17 pm

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Internetrecht

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Il Professor Thomas Hoeren (uno dei più importanti giuristi tedeschi che si occupano della Rete) ha aggiornato il suo bellissimo testo in materia di diritto di Internet: qui
Si tratta di un lavoro molto ben fatto, dettagliato ed approfondito, con una impostazione dogmatica e sistematica chiara e lineare, tipica del modello tedesco.
Oltre che per i suoi meriti scientifici, l’opera si segnala per la peculiare modalità di diffusione scelta dal suo autore. Infatti il Prof. Hoeren pubblica il suo libro sul sito del dipartimento (l’ITM dell’Uni-muenster) e non attraverso le consuete modalità di diffusione dell’editoria scientifica e accademica, così tutti possono scaricare l’opera gratuitamente, mentre chi vuole può versare una somma di denaro sul conto bancario dell’università e finanziare così le attività di ricerca dell’ITM.
Ecco come coniugare l’idea di condivisione delle idee ed insieme riuscire a raccogliere fondi, senza perdere una briciola del proprio prestigio scientifico.

Written by Elena Falletti

March 10, 2008 at 9:37 am

Posted in cose tedesche, Dottrina

Senza parole (solo gesti)

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La Sueddeutsche Zeitung ci osserva (e ci critica). In questo articolo (pubblicato oggi online) ci sono alcune interessanti considerazioni sulla rilevanza penale di alcuni gesti particolari e sull’impunibilità di altri gesti.  Il riferimento è, ovviamente, “al linguaggio del corpo” posto in essere da esponenti politici prima, durante e dopo il voto di (s)fiducia all’ultimo governo.  Senza parole, appunto.

Written by Elena Falletti

March 5, 2008 at 9:47 am

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Il BVerfG e le intercettazioni telematiche

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Il Bundesverfassungsgericht (Tribunale Federale Costituzionale tedesco) ha pronunciato oggi una attesissima sentenza sulla protezione della riservatezza dalle intercettazioni telematiche. Si tratta di un vero e proprio trattato (ben 332 paragrafi di motivazione) con il quale il BVerfG stabilisce che le intercettazioni telematiche possono farsi in in determinate occasioni contro specifiche persone solo qualora esista un pericolo reale e concreto (contro l’integrità fisica, la vita e la libertà delle persone oppure che mettano in pericolo l’esistenza dello Stato) e solo dietro autorizzazione giudiziaria.

Non mi pare che tra i motivi validi per le intercettazioni telematiche sia compresa la tutela della proprietà intellettuale, ma mi posso sbagliare. Parliamone: qui la notizia sulla FAZ e qui il testo esteso della decisione

Written by Elena Falletti

February 27, 2008 at 10:15 am

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Cebit or not Cebit?

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Come tutti gli anni in questo periodo mi sto arrovellando sul quesito esposto nel titolo. Per ora le sirene incantatorie del CeBIT non mi hanno coinvolto più di tanto: non sono così attratta dall’idea di andare in treno (cioè in ICE, altrimenti non ci arrivi più…) fino ad Hannover, guadagnare ingresso e sopravvivenza nella massa dei visitatori, fare trekking tra gli stand degli espositori, eccetera. Come faccio a non ascoltare quelli che (beati loro) ci sono già stati e quindi già sanno e ti dicono in un orecchio che in fondo non è che uno SMAU, ma solo più grande?

ah beh, allora…

però dall’altro orecchio ci sono gli amici tedeschi che, se gliene parli, si illuminano loro gli occhi e ti dicono che è così cool, e che non puoi non andare almeno una volta nella vita

mumblemumblemumble

Written by Elena Falletti

February 22, 2008 at 8:46 am

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Evasione fiscale e luoghi comuni

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Da qualche giorno la Germania è in fibrillazione per quello che sembra essere il più grosso scandalo finanziario/fiscale della storia della Repubblica federale tedesca.

SZ e Handelsblatt (FT per chi preferisce l’inglese) sono le fonti principali per capire dove sono finiti 3,4 miliardi di Euro sottratti alle casse del fisco federale. Ci sono un sacco di bei nomi e di belle aziende coinvolte. Uhm… credo che bisognebbe ripensare un po’ di luoghi comuni.

Written by Elena Falletti

February 15, 2008 at 6:20 pm

La privacy di Brigitte

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Brigitte Zypries è il ministro federale tedesco per la giustizia. Oggi ha scritto un interessante articolo sulla FAZ a difesa delle scelte che il suo ministero, di concerto con quello federale degli interni, sta facendo in tema di riservatezza dei dati personali dei naviganti (tedeschi) in Rete.

Zypries, come il suo collega ministro federale degli interni Schaeuble, è golosissima dei dati personali dei naviganti tedeschi. Questione di sicurezza, dice, e di lotta al terrorismo, alla pedopornografia eccetera.

A chi le obietta la violazione del diritto alla riservatezza, garantito anche dalla Grund Gesetz, la Carta costituzionale tedesca, oltre che dalla CEDU e a altre convenzioni internazionali,  Zypries ribatte che la nostra vita sta diventando digitale e che per questo siamo comunque sottoposti a delle invasioni della riservatezza, e che oltre a ciò ci sono le esigenze della sicurezza collettiva contro minacce molto gravi quali terrorismo e pedopornografia, appunto.

Il punto, però, è che Zypries auspica una nuova concezione di riservatezza, diversa da quella dei padri costituenti scrittori della Grund Gesetz, che proprio non potevano neppure immaginare l’avvento di Internet.

Sarà, peccato però che Internet è una tecnologia, uno strumento, e come tale è neutro, e che il diritto alla riservatezza è comunque sempre il solito, quello tradizionale, quello auspicato da  Warren & Brandeis nel loro celebre articolo sulla privacy pubblicato dalla Harvard Law Review alla fine del XIX secolo, cioè la protezione della vita personale dall’invasività della tecnologia.

Concetto per me ancora validissimo, ed esattamente contrario a quanto auspicato dal Ministro federale tedesco per la giustizia.

Written by Elena Falletti

February 1, 2008 at 12:05 am

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Salcicciotti spioni o spiati?

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Sembra che non siano solo parole le intenzioni dell’amministrazione tedesca di intercettare tutto l’intercettabile (e non) che capita online. E inizieranno, sembrerebbe (qui e in italiano qui) da Skype. Bisogna essere avanti, intercettare i telefoni e i cellulari è out, passé, bisogna adeguarsi ai tempi. Ecco che quindi, per non mettere in pericolo la sicurezza nazionale, o meglio ancora, la sicurezza del Land, si partirà con le costosissime intercettazioni skyparole (cioè delle parole scambiate su skype).

Chissà come sarà interessante origliare le chiamate degli internauti, e come sarà divertente leggere le loro chattate. Centinaia di migliaia di conversazioni da non perdere… Del resto basta pensare agli argomenti dll’ultima chattata effettuata: raffreddore, fidanzato dell’amica, figli dell’altra amica, progetti di vacanze, l’ultima sfilata di Valentino, chi è veramente innovativo tra Barak Obama e Hillary Clinton… cosette così, insomma, un pour parler… che per i bavaresi è di grande interesse.

E io allora, per farli ancora più contenti, nelle prossime chattate affermerò che i bratwuerst con la senape sono veramente imperdibili, una delle ragioni della mia vita… anzi no, farò di più, mi farò un linguaggio in codice avente come riferimento principale i salcicciotti. Così mi ascolteranno/leggeranno felici come pasque, magari bevendo una Maβ.

Written by Elena Falletti

January 28, 2008 at 2:05 pm

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I nazisti e la mafia

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Die Nazis und die Mafia. Questo è il titolo dell’editoriale, a firma di Henning Kluever, delle pagine culturali della Sueddeutsche Zeitung (giornale di Monaco di Baviera) pubblicato nei giorni scorsi.

Sembrerebbe essere una rassegna dei reciproci pregiudizi: Mafiosi! Nazisti! Pizza! Birra! se non fosse per una serie di tragici eventi che si sono incrociati negli ultimi tempi. A ritroso: la strage alla Thyssen-Krupp di Torino, la strage di Duisburg, la sentenza reputata razzista a carico del cameriere sardo (per chi non si ricordasse della vicenda: qui), eccetera. Quello che rimane, dopo aver letto tutto l’articolo, è una forma di fastidio del giornalista tedesco per i pregiudizi che i giornali (e di conseguenza l’opinione pubblica) italiani avrebbero nei confronti della Germania e del suo popolo, specie dopo quanto è successo nella fonderia di Corso Regina, a Torino.

A me queste considerazioni lasciano alquanto perplessa. In fondo quella copertina dello Spiegel con la pistola sul piatto di spaghetti (anzi, spagetti, come si legge sul menu di alcuni ristoranti) fuma ancora, ed è un gran peccato perchè la Germania può essere ancora un modello per l’Italia (raccolta differenziata dei rifiuti in primis, puntualità dei trasporti in secundis etc), anche l’Italia può rappresentare un modello per i tedeschi e non solo di stile.

Tuttavia se si combatte ancora questa dura battaglia a suon di pregiudizi, la vedo grigia…

Written by Elena Falletti

January 10, 2008 at 9:08 pm

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Winter/Inverno

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Written by Elena Falletti

January 3, 2008 at 10:25 am

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Questione d’onore

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Premessa: il Tatort (trad. it. “delitto”) in Germania è un’istituzione. Si tratta di un “Krimi”, cioè di un poliziesco che viene trasmesso alla domenica sera su ARD. La produzione di ciascuna puntata del poliziesco è delle tv pubbliche dei Land, così NRD, WDR, SR, BR, eccetera hanno ciascuno una propria serie di Tatort, i cui episodi vengono trasmessi su ARD, il primo canale nazionale. Io non mi posso perdere gli episodi di WDR ambientati quasi sempre all’università di Muenster. Così cerco di curarmi la saudade per la pioggia e le biciclette che popolano la tranquilla cittadina della Westfalia. Sono stati ambientati talmente tanti omicidi in quell’università che mi chiedo come ho fatto a sopravviverci.
Nonostante la longevità, il Tatort è difficilmente esportabile, sia perchè considerato il “federalismo” con cui vengono scritti e girati gli episodi non esiste un filo conduttore comune, sia perchè la serie è così pregna di germanesimo che forse è addirittura ostica ai non tedeschi.
Tuttavia, in questi giorni la Germania è alle prese con furenti polemiche provocate da un episodio del poliziesco. La puntata, intitolata “Wem Ehre gebührt (da me liberamente tradotto “questione d’onore”) riguarda una complicata vicenda di una giovane turco-tedesca. Nella finzione la giovane rimane incinta a seguito di un rapporto incestuoso e successivamente si suicida (o viene indotta al suicidio, la questione non mi è chiara, non avendo visto io l’episodio che non è ambientato a Muenster, ma ad Hannover). Fin qui il telefilm, poi ci sono le reazioni nella vita reale. Da un lato la comunità turca alevita si è dichiarata offesa per l’onta rappresentata nell’episodio, dall’altro vi sono coloro a favore della libertà di espressione e di parola garantite dalla GrundGesetz. Sullo sfondo, vero nodo cruciale della questione, stanno le statistiche pubblicate qualche giorno fa dal Bundesinnenministerium (Ministero federale degli interni) il quale dimostra che l’integrazione dei mussulmani in Germania è ancora lontana. Può questa vicenda, paragonata dalla FAZ alle famose caricature danesi, aiutare a comprendersi meglio? Parrebbe di no, perchè tutti sembrano graniticamente solidi sulle loro posizioni. Eppure, per comprendersi, occorre, almeno un po’, mettersi nei panni dell’altro.

Written by Elena Falletti

December 31, 2007 at 12:31 am

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Frohe Weihnachten!

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Written by Elena Falletti

December 21, 2007 at 9:46 am

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La responsabilità del blogger (tedesco) per commenti di terzi

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Il Landesgericht Hamburg ha deciso che un blogger, in questo caso pure giornalista diplomato, è responsabile dei commenti che i lettori lasciano sul suo blog. La vicenda è semplice da riassumere: un tizio nottetempo (alle 3.37 del mattino) ha lasciato un commento ritenuto offensivo anche dal medesimo giornalista/blogger che ha provveduto a cancellarlo nelle ore successive (alle 11.06). Ciò non è stato ritenuto sufficiente dal Tribunale territoriale di Amburgo, che ha condannato il blogger/giornalista per non aver predisposto un controllo preventivo dei commenti.

La sentenza, ancora non pubblicata nel testo esteso, è contraria alla corrente giurisprudenziale dominante in Germania (da ultimo si era espresso in senso contrario in data 27 giugno 2007 il Landesgericht Duesseldorf), e il blogger/giornalista ha preannunciato che farà ricorso. FAZ

Written by Elena Falletti

December 8, 2007 at 11:19 pm

Nikolaustag

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Written by Elena Falletti

December 6, 2007 at 10:04 pm

I-Phone libero!

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Ed è quanto è successo in Germania grazie al Landesgericht Hamburg, il quale ha accolto il ricorso di Vodafone contro il contratto-vincolo di due anni che legava l’acquirente del giocattolo-gioiello Apple a T-Mobile. Ci sono alcune annotazioni che vanno fatte: il pacchetto T-Mobile offriva contratto biennale a canone mensile di 50€ con il I-Phone bloccato ad un prezzo di 399€, mentre ora, “grazie” all’offensiva di Vodafone, il telefonino I-Phone, almeno in Germania, è in vendita libera a 999€…

Adesso mi faccio due conti per capire quanto viene 50X24…. :)

Fonti: FAZ, Sueddeutsche, Heiseonline

Aggiornamento del giorno dopo: Leggendo FT scopro che Vodafone non è interessata a fare analoga causa presso i giudici degli altri Paesi europei. Mi domando perchè, visto che il diritto della concorrenza è comunitario, quindi per Vodafone non dovrebbero esserci problemi ad ottenere ragione anche in Inghilterra o in Francia, dove l’I-Phone è già in vendita. Poi leggo questo aggiornamento su Heise.de che riporta a questo articolo qui e… penso di comprenderne il motivo.

Nuovo aggiornamento del 4 dicembre 2007: retromarcia del

Landesgericht Hamburg, che accoglie il ricorso di T-Mobile. Il contratto biennale che lega l’acquirente dell’i-Phone alla T magenta non è lesivo della concorrenza. FAZ

Written by Elena Falletti

November 21, 2007 at 2:30 pm

Oktoberfest

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Written by Elena Falletti

October 3, 2007 at 9:24 am

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