E’ davvero un peccato che ARD e ZDF si possano prendere solo via satellite. Pazienza per certe trasmissioni che oltre ad averle importate ci chiediamo perchè ancora ci sia qualcuno che le guardi, come Wetten Dass, cioè l’inaffondabile “Scommettiamo che” (il quale viene trasmesso ormai dal lontano 1981!). Però a parte certi peccatucci veniali la TV tedesca offre interessanti spunti di riflessione.
Avevamo già detto del Tatort ambientato nella comunità turca (qui) e giusto per approfondire la questione e chiedersi a che punto sia il processo di integrazione si farà un altro Tatort, ma stavolta sul terribile incendio di Ludwigshafen, ricordate? morirono nove donne turche di diversa età la notte di Rosenmontag, cioè durante il culmine delle feste di Carnevale qui.Siamo sicuri che non mancheranno le polemiche.
A proposito di polemiche non si può tacere di quelle suscitate dallo sceneggiato Die Gustloff, che ricorda una nave carica di profughi tedeschi in fuga dai russi affondata al largo di Kaliningrad (allora era ancora tedesca si chiamava Koenigsberg ed è passata alla storia per aver dato i natali a Kant e alla Arendt).
E’ possibile pensare i tedeschi della seconda guerra mondiale come a delle vittime? Nell’immaginario collettivo “tedesco” e “nazista” sono sinonimi. Oggi la Germania vuole scrollarsi di dosso il terribile passato e nonostante la Merkel vada alla Knesset a chiedere perdono (in tedesco) per le terribili colpe del passato, la Germania vuole passare oltre qui
Che aiuto possono dare la finzione televisiva e cinematografica? Molto, visto il successo di “Das Leben des Anderen” cioè: “la vita degli altri, film vincitore dell’oscar 2007 che ha commosso tutti i tedeschi che si sono identificati con le vittime delle spie STASI, ma ha annoiato un tantinello i non tedeschi che non hanno sentito lo scatto dell’identificazione con i protagonisti delle vite sottocontrollo; visto anche il successo dell’Hitler “umanizzato”, secondo i detrattori dell’interpretazione di Bruno Ganz, “veritiero” secondo coloro i quali pensano sia più semplice trattare il nazismo come male assoluto e irripetibile e non come fuoco mai spento che invece cova sotto la cenere, specie in certe zone di Germania.
Sempre in ottica un po’ revisionista delle vittime tedesche come non citare Dresden, lo sceneggiato con fazzolettini annessi andato in onda nel 2006 e che tratta (come è facilmente immaginabile) dei terribili bombardamenti della notte tra il 13 e il 14 febbraio 1945. Non si sa ancora oggi quanti furono i morti: dai 15.000 ai 50.000. “Morti inutili” dicono alcuni, “morti per pura vendetta” pensano altri, considerato che già allora per i nazisti/tedeschi la guerra era già ampiamente persa.
O ancora la commuoventissima storia della famiglia divisa dal muro di Berlino (Die Mauer, Berlin 1961) nella notte in cui fu costruito.
Insomma, tedeschi vittime della Storia, non solo carnefici. Non vi fa un po’ effetto? Basta davvero con i vecchi stereotipi del passato? La Storia va davvero avanti?