Elena Falletti

Archive for the ‘Varie ed eventuali’ Category

L’Italia allo specchio

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grazie allo studio “100 statistiche per il Paese” dell’Istat.

Lettura imperdibile: anche se per comprendere l’Italia, forse, basterebbe farsi un giro in treno o sul tram, oppure sfogliarsi distrattamente una copia della free press (quella proprio spiccia, che leggono tutti perchè è gratuita), il ritratto che ne esce da queste statistiche è davvero impietoso.

Sarebbe bene invertire le tendenze (se non tutte, almeno qualcuna) e senza aspettare che il nuovo governo faccia miracoli, ma iniziando dai singoli: leggere più libri, non abbandonare gli studi, non incentivare il trasporto su gomma, differenziare la spazzatura, eccetera. Sono solo piccoli accorgimenti, ma se fatti da tutti insieme, magari le statistiche migliorano.

Written by Elena Falletti

May 9, 2008 at 2:16 pm

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Multilinguismo prossimo venturo

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Questo è uno studio veramente interessante, tanto sotto il profilo della metodologia quanto per l’argomento trattato: English Next. Attraverso l’evoluzione, sia linguistica sia sociale, dell’apprendimento della lingua inglese da parte delle persone (e dei popoli) non madrelingua, l’autore, David Graddol, propone previsioni sullo sviluppo futuro del mondo sotto diversi profili: linguistici (anzi, multilinguistici), economici, tecnologici, migratori, sociali, urbanistici e così via.  A pagina 44 il paragrafo che concerne l’inevitabile approccio multinguistico di Internet. La pubblicazione è del British Council nonchè liberamente scaricabile da Internet, mentre sul FT è pubblicato un interessante approfondimento sul tema.

Written by Elena Falletti

May 3, 2008 at 7:05 am

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Lasciate in pace Internet

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Episodio 1. Tre giovani genovesi da poco maggiorenni pensano di fare uno scherzo ad un coetano aprendo un blog su di lui e pubblicando informazioni, anche false, fotografie e numero di telefono, senza che costui ne sapesse nulla, anzi indicandolo come responsabile dei materiali e della gestione del blog. Ovviamente si tratta di diffamazione, giusto che il blog sia stato oscurato. Si veda Punto Informatico

Episodio 2. Telefono Azzurro (meritoria istituzione!) mette in guardia dall’uso non appropriato di YouTube da parte di minorenni. In fondo si sa che su YouTube si può caricare di tutto, senza che nessuno controlli, filmati invasivi della privacy altrui, pornografici o violenti compresi. Qui

E questi sono solo gli episodi più recenti, cioè quelli capitati ieri. Tutti si ricorderanno dei video-bulli et similia.

Da queste parti si è già parlato di diffamazione via Internet e via blog, quindi inutile ripetersi, tuttavia viene spontaneo chiedersi perchè continuare a spaventarsi e, di conseguenza, chiedere di limitare l’uso della Rete. Internet è uno strumento, e come tale è neutro, esso rispecchia la nostra realtà quotidiana. Se le persone non riescono a rispettarsi nella vita reale esse non avranno un comportamento differente online.

La soluzione a questi problemi non è la demonizzazione della Rete, piuttosto il ritorno a delle regole semplici e banali, ma dimenticate: quelle della buona educazione.

Probabilmente ci vorrà tempo, ma poco per volta ce la si può fare.

Written by Elena Falletti

January 9, 2008 at 11:36 am

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Consultazione pubblica e immagini degradate

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La Commissione europea ha deciso di indire una consultazione pubblica in materia di contenuti digitali e DRM, qui

Interessante e meritoria iniziativa, giusto per ricordarci che nessun ordinamento giuridico è un’isola, o completamente avulso dal diritto comunitario, come sembrerebbero pensare alcuni Senatori della C0mmissione cultura che, saggiamente, hanno approvato questo disegno di legge, qui, quello famoso sulle immagini e i suoni degradati.

Abbiamo tempo fino al 29 febbraio per farci sentire.

Written by Elena Falletti

January 4, 2008 at 12:38 pm

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Come volevasi dimostrare…

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Qualche giorno fa mi preoccupavo dei miei dati raccolti nei call center et similia. Ecco, adesso sono molto più tranquilla. Tra i botti di San Silvestro il decreto Pisanu è stato prorogato. Di ben un anno..

Decreto-Legge 31 dicembre 2007, n. 248 – Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2007)

Art. 34.Proroghe in materia di contrasto al terrorismo internazionale
1. Al decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, sono apportate le seguenti modifiche:a) all’articolo 6, comma 1, le parole: “fino al 31 dicembre 2007″ sono sostituite dalle seguenti: “fino al 31 dicembre 2008″;

b) all’articolo 7, comma 1, le parole: “fino al 31 dicembre 2007″ sono sostituite dalle seguenti: “fino al 31 dicembre 2008″.

La cosa buffa è che all’epoca del Ministro Pisanu l’attuale maggioranza, allora minoranza, di governo reagì abbastanza duramente all’emanazione di tale decreto. Ora addirittura lo rinnova. I punti sono due: o si sono convertiti pure loro alle esigenze della sicurezza, oppure non sanno che fare dei dati raccolti. Certo è che non mi sono accorta se si sia tenuto un dibattito sull’efficacia ed opportunità del rinnovo o meno di tale provvedimento. Intanto, come decreto legge, esso deve passare alla valutazione del Parlamento, magari in Senato ci sarà da divertirsi, magari no, ma si spera che almeno venga valutata approfonditamente e pubblicamente l’opportunità del rinnovo, addittura potrebbe intervenire nel dibattito il Garante della Privacy… Illusa?

Written by Elena Falletti

January 2, 2008 at 10:59 am

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Per iniziare bene l’anno

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si possono leggere o sfogliare libri interessanti, come “la vita e le regole” di Stefano Rodotà, che non ha bisogno di presentazioni, o i disegni di Antoine de Saint-Exupéry, o “Failed States” di Chomsky.

Sottofondo musicale di gusto personale d’obbligo.

Written by Elena Falletti

January 1, 2008 at 1:25 pm

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Calendario 2008

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Segnare il tempo, contarlo, classificare i ricordi ed i momenti – siano essi belli o spiacevoli – è una necessità umana primaria ed insopprimibile. Attraverso quest’attività, spesso inconscia, ciascuno di noi forma il suo carattere, raccoglie le sue esperienze, delinea la sua personalità. Per ognuno il 2007 morente è stato un anno significativo che verrà ricordato per qualcosa di importante o anche solo per averlo vissuto. Dedico a tutti coloro che si soffermano su queste pagine virtuali il mio più caloroso augurio di un sereno 2008, proficuo e fecondo di avventure ed esperienze, secondo desideri ed inclinazioni personali. Per accompagnare il nuovo anno allego un piccolo calendario (in licenza di creative commons) corredato di mie foto di momenti che hanno reso l’anno vecchio caro al mio cuore. Buon anno a tutti!

calendario-2008_elena-falletti.pdf


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Written by Elena Falletti

December 30, 2007 at 4:00 pm

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I padri del telefono

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Proprio oggi che l’Authority inglese per le comunicazioni ci comunica che la maggioranza degli europei sta mandando in pensione il buon vecchio telefono fisso (articolo su Repubblica), ecco che è in uscita un nuovo libro sull’annosa questione di chi ha inventato il telefono.  Worldwide per lungo tempo si è pensato fosse stato Bell, poi poco alla volta, con una paziente opera di ricostruzione storica, si è attribuita la paternità dell’invenzione ad Antonio Meucci, il quale era così povero da non potersi pagare la brevettazione del suo trasferimento elettrico della voce (leggere it.wikipedia, con allegata la Risoluzione n. 269 dell’11 giugno 2002 sul riconoscimento della paternità dell’invenzione a Meucci, mentre su en.wikipedia c’è la ricostruzione della vicenda processuale e la segnalazione della decisione della Corte di New York del 19 luglio 1897, seppure questa voce sia segnalata come non conforme agli standard di qualità dell’enciclopedia online).Ora, arriva un giornalista e studioso, Seth Shulman, il quale propone una nuova teoria, cioè che ad inventare per primo il telefono sia stato un certo  Elisha Gray, al quale poi il cattedratico del MIT soffiò l’invenzione. L’affascinante teoria è ben riassunta qui, mentre la pagina/vetrina di Amazon dedicata al libro è questa.

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December 26, 2007 at 10:06 pm

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Tristan und Isolde

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Dopodomani, alla Scala.

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December 26, 2007 at 5:41 pm

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Nikolaustag

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Written by Elena Falletti

December 6, 2007 at 10:04 pm

Il gramo destino dei (miei) dati personali

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Tra pochi giorni finisce l’anno. Ciascuno può far bilanci secondo coscienza di questo anno che così velocemente volge al termine. Io mi chiedo, invece, che fine faranno i miei dati raccolti nelle quattro volte che dal 31 luglio 2005 ad oggi non ho potuto fare a meno di collegarmi ad Internet da un Internet point o da un call center.

Vorrei che qualcuno me lo chiarisse, visto che la legge, sul punto, non è precisa.

Cito testualmente l’art. 6 della legge 31 luglio 2005 n. 155: “Art. 6. Nuove norme sui dati del traffico telefonico e telematico. 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2007 e’ sospesa l’applicazione delle disposizioni di legge, di regolamento o dell’autorità amministrativa che prescrivono o consentono la cancellazione dei dati del traffico telefonico o telematico, anche se non soggetti a fatturazione, e gli stessi, esclusi comunque i contenuti delle comunicazioni, e limitatamente alle informazioni che consentono la tracciabilità degli accessi, nonche’, qualora disponibili, dei servizi, debbono essere conservati fino a quella data dai fornitori di una rete pubblica di comunicazioni o di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico, fatte salve le disposizioni vigenti che prevedono un periodo di conservazione ulteriore. (omissis).

Ci sono montagne e montagne di dati classificati su registri, scannerizzati in archivi, fotocopie di passaporti, carte di identità, documenti personali in attesa di un nuovo destino… E adesso? Possiamo dire che tutto ciò è servito a qualcosa? Il provvedimento verrà rinnovato? Dice qualcosa il Garante?

Written by Elena Falletti

December 3, 2007 at 8:44 am

Week end

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November 23, 2007 at 2:54 pm

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La pandemia (quasi) scomparsa

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Nei giorni scorsi l’UNAIDS, l’agenzia delle Nazioni Unite deputata alla lotta all’AIDS, ha pubblicato il suo report per l’anno corrente 2007. Si tratta di un elaborato di 60 pagine ricco di dati e statistiche. Già dalle prime righe colpisce l’occhio dell’osservatore disattento il sensibile calo delle persone affette dal virus HIV. Se nel 2006 la medesima fonte li quantificava in 39,5 milioni di individui (con una forchetta che lasciava un margine di oscillazione tra 34,1 milioni a 47,1 milioni), nel 2007 essi si sono ridotti a 33,2 milioni (con una forchetta il cui margine varia da 30,6 a 36,1 milioni).

La notizia apparentemente può dare sollievo, invece leggendo meglio si intuisce che, seppure migliorata, la diffusione della pandemia resta comunque allarmante.

La riduzione del 16% del numero degli infettati è da attribuirsi ad una diversa stima dei dati statistici, la quale ha contribuito a rivalutare al ribasso nella misura del 70% i dati in sei Paesi la cui popolazione è affetta dalla malattia: si tratta di Angola, India, Kenya, Mozambico, Nigeria e Zimbabwe.

Tale sconvolgimento rende non confrontabili i dati attuali con quelli dell’anno precedente, perché raccolti e analizzati attraverso differenti metodologie di studio. Onde esaminare dati con un fondamento di credibilità scientifica occorre risalire a quelli raccolti nel 2001, anno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tenne una sessione speciale dedicata alla diffusione del virus dell’HIV, dove vennero fissati strumenti e obiettivi nella lotta all’AIDS. Tuttavia si tratta di uno scarto temporale di sei anni.

E di questi sei anni? Dei lavori scientifici dedicati all’argomento, degli investimenti, delle strategie di contrasto all’epidemia, nulla che possa essere salvato se fondato sui dati dell’UNAIDS?

Questo cambiamento di valutazione mi lascia perplessa proprio per il destino dei dati raccolti in sei anni. Possibile che per tutto questo tempo l’ONU abbia divulgato dati rivelatisi inaffidabili?

Pubblicato anche su Persona e Danno 

Written by Elena Falletti

November 21, 2007 at 11:56 am

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Fall

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Written by Elena Falletti

October 25, 2007 at 9:52 pm

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Letture della domenica

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La piacevolezza della lettura si manifesta ancor più di domenica, quando, se liberi da impegni o lavori di vario genere, ci si può crogiolare in poltrona abbandonandosi ai libri, soprattutto se fuori dalla finestra il tempo è nebbioso e autunnale.

I libri che accompagnano questa mia domenica sono due.

Il primo riguarda un argomento di attualità: di G. Chaliand e A. Blin “Storia del terrorismo. Dall’antichità ad Al Quaeda“, UTET, 2007. Si tratta di un pregevole testo, molto documentato ed analitico, introdotto da L. Bonanate, con un saggio di accompagnamento di Ariel Merari estremamente interessante: Il terrorismo come strategia di insurrezione.

Il secondo non è propriamente un libro ma una raccolta di saggi giuridici inerenti agli “Aspetti giuridici di Internet” pubblicati dalla ISOC (Società Italiana Internet) nella collana dedicata ai “Quaderni dell’Internet italiano”. Si tratta di un pubblicazione edita in occasione del prossimo Internet Governance Forum che si terrà a Rio de Janeiro il prossimo novembre. A questo proposito, suggerirei la lettura del Final Report di V. Bertola in occasione del convegno “Dialogue Forum on Internet Rights” tenutosi lo scorso settembre a Roma.

Written by Elena Falletti

October 14, 2007 at 1:03 pm

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Oktoberfest

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Written by Elena Falletti

October 3, 2007 at 9:24 am

Una pica en Flandes

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Another advise: Una pica en Flandes (by F. Martinez Lainez), a wonderful travel book describing the “Camino Español“, the militar way from Genua to Brussels covered by the Spanish Army in XVI and XVII century during the Eighty Years’ War.

Il recente soggiorno spagnolo mi ha permesso di riscoprire un vecchio amore, non abbandonato ma solo sopito, per la lingua, la letteratura e la storia spagnola. Tale passione era così pronta a riaffiorare nella mia mente e nel mio cuore che mi ha rapito. Per esempio, questo libro, Una pica en Flandes, tratta del percorso che le armate dell’esercito spagnolo risalivano per giungere a Bruxelles e tentare di domare le selvatiche Fiandre a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Tutti sanno come è finita quella guerra (durata ben ottanta anni!), ma io ho scoperto che molti dei luoghi attraversati dal “Cammino Spagnolo” sono cari al mio cuore per motivi assai differenti tra loro. Buona lettura.

Written by Elena Falletti

September 8, 2007 at 10:34 pm

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The Dialogue of Cultures and our European Heritage

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A few remarks after the amazing conference The Dialogue of  Cultures and our European Heritage happened in Toledo (Spain), September 2 – 5, 2007.

 

(Synagogue Santa Maria La Blanca)

Nei giorni scorsi Toledo, splendida città spagnola sul fiume Tago, ha ospitato una conferenza di rilievo sul confronto e la coesistenza di culture e religioni. Il convegno “The Dialogue of  Cultures and our European Heritage”, organizzato dalla Academia Europaea in collaborazione con il ministero spagnolo della cultura e la Societad Estatal de Conmemoraciones Culturales, ha avuto quale oggetto l’influenza che Islam, ebraismo e cristianesimo hanno avuto nella formazione del patrimonio culturale europeo odierno. Anche se oggetto delle dottissime relazioni era la realtà medievale spagnola dei tempi della Reconquista sotto i diversi aspetti di filosofia della scienza, medicina, arte, matematica, astronomia, arte e letteratura non ci si è potuti esimere dal riflettere sull’eredità di quel periodo storico.

A questo proposito occorre misurarsi con i problemi che l’attualità pone nel confronto culturale, in particolare sotto il profilo politico ed istituzionale delle vicende europee, nonché nell’approccio di policy delle politiche di immigrazione.

Non è possibile ignorare o nascondere il ruolo storico, scientifico e filosofico che cultura e religione ebraica e mussulmana hanno avuto nei secoli bui del medioevo occidentale, dopo la caduta di Roma imperiale. Mentre Roma languiva, le campagne si spopolavano e gli amanuensi si consumavano a copiare testi agiografici di vite dei santi, altrove il dialogo scientifico, filosofico e culturale proseguiva in arabo ed ebraico, che per un certo periodo di tempo sono state lingue veicolari, attraverso la traduzione dei filosofi greci o la diffusione di scoperte astronomiche e di studi matematici.

Motore di questa vivacità intellettuale è la conoscenza di differenti lingue: i testi venivano tradotti dall’arabo in ebraico, o viceversa, o ancora dal greco o dal latino. La capacità e la possibilità di trasmettere in differenti lingue contenuti specialistici quali quelli matematici, astronomici, medici, farmacologici presuppone(va) sia la padronanza del linguaggio e del metalinguaggio, sia la conoscenza dei contenuti specifici. Questa, spesso, trascende la cognizione della materia ma comporta altresì l’apprendimento del contesto più generale in cui la cultura di un popolo si è formata.

In tempi di conoscenze settoriali e specializzate, nonché di generalizzata diffidenza, ci si dovrebbe rendere conto quanto sia necessaria la curiosità verso l’altro, il bisogno di accostarsi a realtà differenti, l’apertura al diverso. In questo senso l’appuntamento di Toledo ha costituito ottima occasione di studio e approfondimento, purtroppo, però, per pochi happy few.

Written by Elena Falletti

September 7, 2007 at 4:15 pm

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Advice

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Di questi tempi va di moda Pamuk, niente da dire, libri splendidi, commuoventi, ma andiamo oltre: Mario Levi, Istanbul era una favola, Baldini e Castoldi. Solo questo, perchè è parecchio denso e terrà compagnia per molti giorni.

I’m reading the Italian version of Istabul Bir Masaldi by Mario Levi. Amazing book!

Written by Elena Falletti

September 1, 2007 at 10:36 am

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