Episodio 1. Tre giovani genovesi da poco maggiorenni pensano di fare uno scherzo ad un coetano aprendo un blog su di lui e pubblicando informazioni, anche false, fotografie e numero di telefono, senza che costui ne sapesse nulla, anzi indicandolo come responsabile dei materiali e della gestione del blog. Ovviamente si tratta di diffamazione, giusto che il blog sia stato oscurato. Si veda Punto Informatico
Episodio 2. Telefono Azzurro (meritoria istituzione!) mette in guardia dall’uso non appropriato di YouTube da parte di minorenni. In fondo si sa che su YouTube si può caricare di tutto, senza che nessuno controlli, filmati invasivi della privacy altrui, pornografici o violenti compresi. Qui
E questi sono solo gli episodi più recenti, cioè quelli capitati ieri. Tutti si ricorderanno dei video-bulli et similia.
Da queste parti si è già parlato di diffamazione via Internet e via blog, quindi inutile ripetersi, tuttavia viene spontaneo chiedersi perchè continuare a spaventarsi e, di conseguenza, chiedere di limitare l’uso della Rete. Internet è uno strumento, e come tale è neutro, esso rispecchia la nostra realtà quotidiana. Se le persone non riescono a rispettarsi nella vita reale esse non avranno un comportamento differente online.
La soluzione a questi problemi non è la demonizzazione della Rete, piuttosto il ritorno a delle regole semplici e banali, ma dimenticate: quelle della buona educazione.
Probabilmente ci vorrà tempo, ma poco per volta ce la si può fare.