Il mio primo codice ISBN

978-88-7589-292-0

Riguarda il testo pubblicato da HalleyEditrice su “La filiazione. Questioni sostanziali, processuali, internazionali nell’analisi della giurisprudenza”. Lo si trova qui.

Qui l’indice e la presentazione.

In sintesi, “Il volume presenta un’ampia panoramica sulla filiazione, sia in ambito nazionale sia privilegiando l’analisi critica attraverso gli strumenti del diritto comparato. Vengono trattate la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo sulla questione, le problematiche connesse alla evoluzione scientifica e tecnologica in tema di procreazione assistita con spunti di dottrina e giurisprudenza; il testo analizza quindi le implicazioni della Legge 19 febbraio 2004, n. 40 “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, dando contezza di quanto il formante comparatistico possa influenzare l’interpretazione del giudice nazionale. Per quanto concerne la dettagliata ed esaustiva analisi della legislazione e della giurisprudenza nazionali in merito alla filiazione vengono posti in evidenza i mutamenti conseguenti alla riforma del diritto di famiglia e le influenze della dottrina più recente ed innovativa in materia”.

My book on filiation in Italian law and comparative perspective. Preface and table of contents here

Riservatezza della posta elettronica e opinione pubblica

Remarks on a recent affair about the publication of a confidential e-mail on the most important Italian daily.

La vicenda che ha dato origine al provvedimento del Garante della Privacy del 24 maggio 2007 è stata originata dalla pubblicazione sul più autorevole quotidiano d’opinione italiano di alcuni stralci di messaggi di posta elettronica che la mittente ha inviato al ricorrente e a quattro testimoni per conoscenza seguendo quanto ordinato dal Corano in caso di divorzio islamico. Tale locuzione (“divorzio islamico”) è al centro di un vivace dibattito in Italia, Paese di antica migrazione e oggi alle prese con i problemi scaturiti dal confronto con il multiculturalismo e le tradizioni originate altrove. Tuttavia, il punto focale della questione trattata non dovrebbe vertere su cosa dispone il testo sacro dei mussulmani in tema di divorzio, che invece è oggetto dell’articolo del vicedirettore di quel quotidiano e del quale gli stralci della mail privata fanno parte integrante, perché nelle intenzioni dell’autore sono dimostrativi di una tesi. Il punto cruciale del problema sta altrove e risiede nel seguente quesito: è lecito pubblicare stralci di una mail, nella quale sono contenuti dati sensibili in quanto inerenti la vita personale di terzi, senza l’autorizzazione del mittente, allo scopo di avvalorare un ideale ovvero una posizione politica? Quali sono i limiti del diritto alla riservatezza e quanto può essere invadente la libertà di manifestazione del pensiero?

La lettura del provvedimento del Garante non offre soluzioni chiare. Da un lato ravvisa che “il riconoscimento della garanzia costituzionale della libertà e della segretezza della corrispondenza operano a prescindere dal mezzo di corrispondenza scelto” (e quindi anche della posta elettronica); mentre dall’altro afferma che “nel caso specifico indubbiamente sussisteva l’interesse pubblico a conoscere, seppure nei limiti dell’essenzialità, una vicenda che per la qualificazione dei protagonisti coinvolti e lo stretto legame tra ambito privato e tematiche di interesse generale presenta evidenti risvolti di carattere politico e sociale”.

Il Garante confonde: se la divulgazione della corrispondenza configura una lesione dei diritti costituzionali, questa permane comunque, nonostante l’interesse dell’opinione pubblica, in codesto caso golosamente incuriosita su di un argomento esotico quale il “divorzio islamico”.

Pubblicare indebitamente la corrispondenza privata, anche elettronica, su di un giornale a tiratura nazionale o meno non è lecito e configura una lesione alla sfera della personalità umana inerente alla riservatezza, risarcibile nelle opportune sedi. Ed è in questa piega dell’ordinamento che ci si chiede quale effettiva opportunità possa avere un provvedimento del Garante, il quale ha condannato l’editore del quotidiano a 500 Euro di spese!, quando in casi come questo la sede corretta per far valere le violate ragioni è il giudizio penale. In ogni modo, tale provvedimento dell’Authority rischia soltanto di sminuire la forza ed il prestigio del giudizio penale, essendo esso un “doppione” senza la corrispondenze forza incisiva e sanzionatoria.

Pubblicato anche su Persona e Danno. 

 


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Responsabilità e assicurazione nella circolazione stradale. Una prospettiva europea

Nel contesto più ampio dell’opera “Responsabilità ed assicurazione nella circolazione stradale” (ed. CEDAM, 2007) ho cercato di ricostruire le fonti multilivello di diritto europeo e la regolamentazione dei diritti nazionali dei principali Paesi europei in tema di assicurazione della circolazione stradale.

“Accident liability and insurance law in a European perspective”. My input on this important topic is published in the textbook linked here.

La responsabilità dell’Internet provider in diritto comparato

falletti_responsabilita-provider-in-diritto-comparato.pdf

Sempre più di frequente giungono di fronte alle corti controversie riguardanti la responsabilità, civile e penale, dell’Internet provider per materiale pubblicato online da terzi. La questione è di particolare delicatezza perché verte il bilanciamento degli interessi tra la libertà di manifestazione del pensiero e la tutela della onorabilità e della riservatezza altrui. Nel contributo che segue si indagano le soluzioni adottate in un ordinamento di Common law, quello statunitense e in un ordinamento di Civil law, quello francese.

Internet provider liability in comparative perspective: the question is about coexistence between protecting Internet free expression and fighting online defamation.

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