Tallinn

Tallinn è già stata descritta molto bene in tutte le sue sfaccettature qui.

Io vorrei solo aggiungere che la bellissima atmosfera di città anseatica tedesca che si respira nella capitale estone non l’ho percepita neanche ad Hamburg.

Suomenlinna

Queste giornate baltiche si stanno rivelando fresche, ventose e  piovose ma  bellissime.

Ieri era il primo giorno ad Helsinki, abbiamo solo intravisto una città rigorosa, sobria, ma con delle sorprese inattese per chi, come noi, proprio non sapeva cosa aspettarsi: ad esempio, l’ottimo salmone fresco alla piastra cucinato alle bancarelle del mercato e una caffetteria da sogno, elegante e con pasticceria buonissima, dove ristorarsi dopo la pioggia.

La nostra giornata è stata dedicata alla visita dell’isola-fortezza di Suomenlinna, un luogo sferzato dal vento e battuto dalla pioggia, dove non è chiaro se sia la mano umana o la forza della natura ad aver modellato le architetture militari.

Ho provato una delle più belle emozioni di questo viaggio passeggiando sui camminamenti a ridosso della scogliera mentre vento e pioggia mi annebbiavano la vista.

Turku

Turku è stata per molto tempo la città più importante della Finlandia. Eppure appena arrivi, superato il castello che pensi di visitare “poi dopo”, pensi di essere atterrato direttamente in Unione Sovietica, del resto, anche se nascosto e circondato da cacche di cane, ci trovi un busto di Lenin a imperitura memoria del passaggio in città del Vladimir Ilic durante la sua fuga dalla Russia zarista. Ti guardi intorno e vedi solo palazzoni e palazzoni quadrati e senz’anima. Hai quasi perso la speranza, che poi Turku si rivela sorprendente: eleganti edifici neoclassici, imponente cattedrale luterana, delizioso “museo dell’artigianato”. In realtà, questo museo consiste nella parte sopravvissuta della città dall’incendio del 1827: si tratta di un intero quartiere di casette di legno, destinato fin da subito alla demolizione, mai effettuata, però. Le casette sono arredate con oggetti dell’epoca e ospitano figuranti che fingono di ricamare, tessere, vendere tabacco, riparare orologi, gestire la farmacia. Doveva essere proprio dura la vita a Turku, specie in inverno, con degli spifferi larghi che ci passa un dito.

Passeggiando lungo il fiume, superati diversi battelli – ristorante attraccati alla riva, ti imbatti nel museo del mare con i suoi bellissimi velieri.

Infine, la visita al castello è altro fattore di sorpresa: labiritinico, parzialmente ricostruito dopo i bombardamenti dell’ultima guerra, è stato riempito con ogni genere di oggetto immaginabile: dagli oggetti dell’epoca napoleonica e del Ducato di Finlandia, alle bambole ed i soldatini (comprese le Ninja Turtles…), ai mobili, agli oggetti di ceramica e al vestiario. Anche se verso la fine della tua visita preghi perchè tutto questo saliscendi di scale finisca.

Eri arrivato scettico, te ne vai via piacevolmente sorpreso e contento di esserci venuto.

Tra Svezia e Finlandia

Si lascia il porto di Stoccolma intorno alle sette di sera, quando le luci del crepuscolo avvolgono l’ Arcipelago di Stoccolma in un’atmosfera magica e sospesa nel tempo, danno all’acqua una sfumatura blu metallica e nascondono le casette sparse sulle isole e i loro porticcioli.

Appena il traghetto parte la folla si accalca nella sala del buffet. Noi abbiamo un tavolo riservato vicino alle vetrate, così possiamo ammirare il panorama di fuori ed anche quello dentro. L’umanità che si accalca intorno alle cibarie è varia ed interessante assai: famigliole russe, turisti cinesi e giapponesi, molti giovani, donne e uomini, che in breve si scatenano, con i vini del Soave veneto, in brindisi chiassosissimi.

Dopo l’abbuffata è la volta della scorreria al supermercato del traghetto. Questo supermercato di fatto vende solo alcolici, ogni genere di alcolici, carissimi e senza tasse. Allora ecco che tutti si caricano di casse e casse di Lapin Kulta, la birra finlandese, che alcuni cominciano a consumare appena superate le casse, oppure di Koppabergs o altre birre svedesi. Non mancano altri superalcolici: diverse marche di vodka, ovviamente, champagne, gin, ma anche altri prodotti come il campari o il pernod.

Saziati e dissetati i passeggeri sono pronti a scatenarsi nella piccola discoteca del traghetto: le fanciulle, più finlandesi e russe che svedesi, si trasformano come supereroine dei fumetti: via il jeans, la maglietta sdrucita e la scarpa da ginnastica! La divisa d’ordinanza del divertimento è composta da microvestitini neri con paillettes dorate e da stiletti alti una dozzina di centimetri. Presto, verso le due, quando la sbornia imperversa, i piedi delle giovani  si liberano del manufatto calzaturiero e si scatenano veloci e felici in una corsa perdifiato chissà verso dove.

Il viaggio dura meno di una dozzina di ore, intorno alle sei del mattino, cioè le cinque per il bioritmo di chi arriva dalla Svezia, il traghetto attracca a destinazione, le facce assonnate, i borsoni pieni di bottiglie, i carrettini con le birre ingombrano il passaggio. E la luce è già intensa. Yawn.

Impressioni svedesi

Scrivo da Stoccolma. Tutte le impressioni sono, per ora, molto positive: la città è incantevole, sole e brezza fresca accompagnano la nostra visita.

E’ molto interessante vedere alla tv i film in lingua originale con i sottotitoli in svedese. Ovviamente a noi non interessano i sottotitoli in svedese, quelli servono agli svedesi per imparare la lingua inglese, che per l’appunto sanno benissimo tutti: dal kebbabbaro alla guida del museo.

Il bagno della nostra stanza d’albergo è bellissimo: tutto in pietra, pavimento compreso.

Dopo averne sentito tanto parlare oggi, al museo numismatico reale/museo nazionale dell’economia ho potuto vedere per la prima volta le banconote da miliardi di marchi che vennero emesse durante il periodo di iperinflazione della Repubblica di Weimar, impressionanti, sia per cosa hanno storicamente rappresentato, sia perchè è proprio difficile da leggere una cifra con tutti quei zeri. C’era pure il denaro di carta stampato durante la Rivoluzione Francese.

Nonostante IKEA abbia fatto furore in tutto il mondo esportando lo swedish way of life e omologando la maggioranza delle case, specie dei giovani occidentali, esistono ancora molti negozi, e produttori, di mobili svedesi davvero belli ed eleganti.

Interessante la chiusa che separa le acque dolci dalle acque del mare, anzi del canale del porto. Ci passano sopra una mezza dozzina di ponti (non esagero) tra autostrada, ferrovie, passaggio pedonale, metro, passaggio ciclisti.

I russi conquisteranno il mondo, per adesso si sono conquistati le primissime file alla cerimonia del cambio della guardia al palazzo reale. Come reagiscono gli altri, specie gli americani? Caricandosi sulle spalle la loro accompagnatrice che così può scattare foto dall’alto. I romani de Roma prontamente fanno propria l’idea e agiscono di conseguenza.

Domani grande giro di musei.

La vita celestiale

Sono di ritorno, ancora estasiata, dal bellissimo concerto che si è tenuto in occasione del Festival di Lucerna. Erano in programma i  Ruckert Lieder e la IV Sinfonia di Gustav Mahler, quella che si conclude con il Lied “la vita celestiale”, appunto. Esecutori, l’Orchestra del Festival di Lucerna, il mezzo soprano Magdalena Kozena e il direttore d’orchestra Claudio Abbado, qui.

Una esecuzione memorabile: una visione insieme dolcemente tenera e vigorosamente forte della musica.

Una meraviglia per il cuore e per le orecchie, ma anche per gli occhi, visto che il posto assegnatomi era il n. 5 del IV ordine di galleria, proprio sopra l’orchestra…

Bieco illuminismo?

Le reazioni della CEI e dei vescovi italiani alla pubblicazione della sentenza del TAR Lazio sulla doverosa esclusione degli insegnanti di religione dagli scrutini degli studenti e dall’assegnazione dei crediti formativi (qui dal Corriere.it) mi fa venir voglia di ripassare la Déclaration des droits de l’homme et du citoyen, qui