Anteprima Postilla: No alle liste di proscrizione

L’iniziativa di alcuni attivisti del movimento omosessuale mi sembra riconducibile ad una vera e propria lista di proscrizione: pubblicare su un blog i nomi dei politici che in pubblico hanno atteggiamenti omofobi e magari votano anche contro la legge che prevede l’aggravante che punisce l’omofobia, mentre in privato sembrerebbero vivere comportamenti omosessuali: qui da Repubblica.

“Vizi privati e pubbliche virtù!”, verrebbe da dire. “Lotta all’ipocrisia!”, è stato motivato. “Se fossimo negli Stati Uniti si sarebbero già dimessi!”, ma non siamo megli Stati Uniti.

Questo tipo di strategia di lotta è sbagliata, oltre che perchè è violativa del diritto alla privacy altrui (non si può pretendere un diritto per sè quando lo si nega ad altri, anzi, il “mettersi nei panni altrui” è il primo passo per riconoscere dignità e diritti all’altro), perchè accentua proprio lo scontro tra posizioni divergenti, buttando tutto sul piano dell’ideologia, se non della caciara. In questo modo non si lascia il minimo spazio alla tolleranza reciproca che è il primo passo per l’ampliamento del riconoscimento dei diritti e della lotta alla discriminazione.

Quando si rivendica un diritto lo si fa con azioni costruttive e positive (nel senso di “affirmative actions”), lo si fa perchè si crede che sia una rivendicazione giusta, una “verità autoevidente” (per prendere a prestito le famose parole della Dichiarazione di Indipendenza), un passaggio necessario sul percorso della civiltà e della reciproca comprensione.

Invece, con un semplice click sul tasto “publish” del blog di quella piattaforma straniera che ospita il blog si è riusciti a fare enormi salti indietro nel reciproco oscurantismo.