Anteprima Postilla: Regno Unito: Stato vegetativo permanente e indicazioni giudiziarie di cura

Mentre il disegno di legge Calabrò è in attesa della sua discutibile e definitiva approvazione, dalla Gran Bretagna arriva la notizia di un nuovo caso che farà discutere (qui dal Telegraph): un giudice inglese ha rigettato l’istanza dei famigliari di staccare la spina a una donna, conosciuta come “M”, in stato vegetativo permanente a seguito di una encefalite virale. La donna, nonostante i lunghi anni di degenza, dimostrava ancora segni vitali minimi e non ha mai manifestato un orientamento da seguire qualora  si fosse venuta a trovare in siffatte condizioni.

L’orientamento del giudice inglese sembrerebbe condivisibile, ma il giudicante è stato molto severo congiunti della malata, affermando di “rendersi conto che questa decisione verrà accolta con molto disappunto dai membri della famiglia di M che hanno trascorso anni di angoscia e  dimostrando la loro profonda devozione verso di lei. Sollecito tutti coloro coinvolti nella cura di M. -medici, personale di cura e la sua famiglia – di lavorare insieme sulla predisposizione di una cura che le offra maggiori opportunità esperienziali”.

Secondo voi, il giudice non ha giudicato oltre la domanda? Sarebbe stato sufficiente dire di no, non autorizzare a sospendere le cure, ma ha proposto una soluzione alternativa, è questo il suo ruolo? E’ giusto che il giudice si trasformi in medico? Che ne pensate?