Anteprima Postilla: la rete della censura e la censura della Rete

Sfogliando le pagine di alcuni giornali indiani (ad esempio Times of India, The Economic Times, The Financial Express)  sono venuta a scoprire di due provvedimenti emanati da altrettante Corti di New Delhi che obbligano entro termini molto stretti di rimuovere dalle pagine dei social network ogni immagine riferibile a rappresentazioni divine ovvero religiose. Le istanze sono state promosse da due soggetti diversi: da un lato un giornalista, dall’altro un muftì di una scuola islamica.

Purtroppo le mie fonti sono solo le notizie di giornale, confido affidabili, visto che la notizia ha invaso il web indiano e non solo (è sufficiente verificare qui) e spero di recuperare prima o poi i provvedimenti emanati per leggerne i contenuti.

Tuttavia, da quel che risulta è interessante l’effetto paradossale: è stato considerato offensivo, e quindi va rimosso entro il 6 febbraio, qualsiasi contenuto riferibile alle immagini non solo del Profeta e di Allah, ma anche delle divinità cristiane e indù, che notoriamente sono state raffigurate con più tolleranza, almeno in tempi recenti.

E’ altresì interessante notare come se da una delle più grandi democrazie del mondo l’attacco censorio sia stato perpetrato attraverso la giurisprudenza, in quella che si considera la patria della democrazia moderna, ovvero gli Stati Uniti d’America, la censura torna a manifestarsi attraverso iniziative legislative, ovvero il SOPA (Stop Online Piracy Act, qui su en.wikipedia.org) e il Protect IP Act (Preventing Real Online Threats to Economic Creativity and Theft of Intellectual Property Act : qui su en.wikipedia.org).

Ma basteranno giustificazioni religiose ed economiche per limitare la libertà della Rete? Io confido di no, e voi, che ne pensate?