Anteprima Postilla: Elezioni amministrative e diversità linguistica

Il caso che si sottopone all’attenzione dei lettori è molto interessante ed è foriero di spunti: in Arizona un giudice statale ha imposto ad una candidata alle elezioni locali una prova di conoscenza di lingua inglese e, accertata la sua scarsa capacità di interazione in quella lingua, ha deciso di stralciare la sua candidatura (qui la notizia su un giornale locale, lo Yumasun, e sul NYTimes)

L’elemento di interesse consiste che la località dove si è svolto questo fatto, San Luis,  è sul confine tra Stati Uniti e Messico e la grande maggioranza della popolazione parla spagnolo quale prima lingua, esattamente come la candidata bocciata, e non inglese. Non si tratta solo di una questione recente, collegata alla forte immigrazione che il governo tanto federale quanto statale sta cercando in tutti i modi di bloccare, ma le ragioni della prevalenza dello spagnolo in quella zona hanno profonde radici storiche, collegate alla prima colonizzazione spagnola (e poi messicana) di quei territori, come i nomi dei luoghi di tanta parte dell’Arizona (ed altresì della California, del New Mexico, del Texas) stanno a dimostrare.

Come valutare questa decisione? Non è che si sono violati i diritti di una candidata che avrebbe potuto benissimo svolgere il suo mandato, qualora fosse stata eletta, perchè in grado di interagire con la comunità che l’ha votata senza barriere linguistiche? La donna ha comunque presentato appello: qui e qui