Rassegna mensile di giurisprudenza in materia di Internet di febbraio 2012

Stati Uniti

Tracciare il GPS senza mandato è incostituzionale

US Supreme Court, United States v. Jones, 24.1.12

Trova conclusione davanti alla Corte Suprema il contenzioso relativo all’uso investigativo del Global Position System non preventivamente autorizzato da un mandato giudiziario. I giudici hanno infatti stabilito che l’utilizzo di questo strumento tracciante rientra nella previsione del IV Emendamento, che proibisce l’invasione non autorizzata nella sfera personale, nella proprietà e nel domicilio dei cittadini.

Francia

Google Maps condannato per concorrenza sleale

Tribunal de Commerce de Paris, Bottin Cartographes / Google France, Google Inc., 31.1.12

I giudici del Tribunale di commercio di Parigi hanno affermato che l’offerta gratuita dei servizi di Google Maps configura concorrenza sleale perchè sarebbe orientata a conquistare abusivamente il controllo del mercato. In conseguenza di ciò Google è stata condannata a risarcire 415.000 euro ai ricorrenti, editori cartografici, oltre alle spese.

Stati Uniti

Primarie repubblicane e video diffamatori

United States District Court – Northern District of California, Ron Paul 2012 Presidential Campaign Committee, Inc. v. Does, 25.1.12

Il comitato elettorale del candidato alle elezioni primarie del partito repubblicano Ron Paul ha citato in giudizio un anonimo utente di YouTube per aver pubblicato online un video di critica all’allora candidato concorrente Jon Huntsman, concentradosi sul suo precedente incarico di ambasciatore in Cina e invitando a votare per Ron Paul. I ricorrenti chiedevano l’identificazione di tal “NHLiberty4Paul” ed affermavano che tale video costituisse un esempio di strategia orientata a danneggiare la reputazione di Ron Paul attribuendogli delle critiche che costui non aveva manifestato e ingannando così stampa e opinione pubblica. Il giudice ha rigettato l’istanza poiché non sufficientemente esaustiva nei suoi presupposti.

Hong Kong

Diffamazione su forum Internet monitorato

The High Court of the Hong Kong Special Administrative Region, Oriental Press Group Ltd and Another v. Fevaworks Solutions Ltd [2012] Hkca 5; CACV53/2011, 11.1.12

La causa riguarda il consueto tema della responsabilità del server provider per commenti postati su forum e ritenuti diffamatori. In questo caso gli attori sono il più importante gruppo editoriale di Hong Kong e il suo proprietario e i convenuti sono i gestori di una piattaforma di discussione. Tale forum è suddiviso in più sezioni ed è monitorato quotidianamente da due amministratori dalle 10 alle 19, tuttavia il grande traffico informativo non consentiva loro un controllo approfondito sul contenuto ovvero sulla veridicità delle notizie. Nel 2009, al di fuori dell’orario monitorato, vennero pubblicati messaggi diffamatori sugli attori durante un periodo di quattro mesi, nonostante tali informazioni venissero rimosse successivamente. Applicando precedenti di common law, i giudici hanno rigettato l’appello degli attori perchè i convenuti non solo hanno cancellato gli interventi diffamatori, ma non è comunque possibile richiedere loro un’attività censoria preventiva in quanto essa sarebbe discriminatoria e non sostenibile per un piccolo operatore come quello convenuto.

Stati Uniti

Sono autorizzate le riprese video nelle Corti? Si, no, forse…

Illinois Supreme Court, 24.1.12

US Court of Appeals for the Ninth Circuit, Perry v. Schwarzenegger, 2.2.12

Come è noto è controverso negli Stati Uniti l’utilizzo della videoregistrazione delle udienze nelle Corti. Questa tendenza è confermata dai due provvedimenti che si presentano. Da un lato una autorevole corte suprema statale, quella dell’Illinois, ha permesso l’uso sperimentale di videocamere e altri strumenti elettronici di registrazione al fine di rendere trasparente al pubblico l’amministrazione della giustizia. Dall’altro lato la Corte federale d’appello (che ha recentemente deciso sulla notaProposition n. 8, relativa al referendum californiano sull’ammissibilità dei matrimoni tra persone del medesimo sesso) non ha consentito l’uso di registrazioni ovvero trasmissioni per evitare abusi e interferenze sul corso del procedimento.

Germania

Scommesse online illegali ma accessibili.

Verwaltungsgericht Köln, Az.: 6 K 5404/10, 12.1.12.

I giudici amministrativi di Colonia hanno stabilito che i fornitori di connettività non devono bloccare l’accesso degli utenti ai siti di scommesse online anche se sono illegali per il diritto tedesco perchè essi non sono responsabili dei contenuti delle pagine trasmesse in quanto semplici server provider.

Stati Uniti

Non si può rovistare nel profilo Facebook della controparte

United States District Court, Eastern District Of Michigan, Southern Division, Tompkins v. Detroit Metro. Airport, 18.1.12.

In una causa per lesioni personali gli attori hanno chiesto al giudice l’autorizzazione di consultare l’intero profilo Facebook della convenuta al fine di dimostrare la sua indole. La corte ha rigettato la domanda perchè non esiste un diritto assoluto a rovistare nelle informazioni che un soggetto, specie la controparte processuale, ha deciso di limitare alla pubblica visione.

Stati Uniti

Decrittazione di hard disk e V Emendamento

United States District Court for the District of Colorado, U. S. v. Friscou, 23.1.12

In ottemperamento di un mandato, gli agenti federali avevano proceduto al sequestro del computer di un’indagata, che però aveva criptato i suoi materiali memorizzati sull’hard disk con PGP Desktop. La donna si è rifiutata di rivelare la chiave di decrittazione asserendo che ai sensi del V Emendamento non poteva essere costretta a rivelare informazioni che avrebbero potuto consentire la sua autoincriminazione. I giudici hanno rigettato le difese della donna ordinandole di fornire copia non criptata della periferica perchè il V Emendamento concernerebbe la sola testimonianza e non le altre possibili fonti di prova.