Lüneburg, tempo e assenza

Quando si passeggia per i centri storici delle città tedesche, si visitano castelli, edifici, chiese si percepisce sempre netto quello che io definisco “il senso dell’assenza”. Generalmente i centri storici, castelli, chiese, edifici sono stati completamente ricostruiti dopo la II Guerra Mondiale. Tutti hanno un tratto in comune: l’esterno dell’edificio, castello, chiesa è rifatto in copia più o meno fedele all’originale, l’interno invece riprende lo stile architettonico dell’epoca della ricostruzione: generalmente Anni Cinquanta o Sessanta o ancora posteriore, anzi, alcuni edifici, come la Frauenkirche di Dresda, sono stati terminati da pochi anni proprio uguale a quelli che erano. Quindi, quando si entra in questi edifici ricostruiti si nota subito cosa “manca” (nel senso che è stato sostituito con artefatti moderni o del tutto cancellato): nelle chiese l’assenza riguarda le vetrate, l’organo, gli ornamenti o gli affreschi, negli castelli le decorazioni e così via.

A Lüneburg no: tutto è com’era (o quasi, quello che manca l’ha cancellato il tempo, non la guerra) e si respira la sensazione del tempo trascorso. Lüneburg dista mezz’oretta di treno da Amburgo e vale davvero la pena farci una gitarella per immaginare di camminare sullo stesso selciato di Hans Sachs o di Johann Georg Faust (cercando però di scansare le biciclette, i bus e le auto, i cui guidatori non sono rapiti dalla stessa sensazione di immedesimazione…)