Rassegna di giurisprudenza in materia di Internet del mese di marzo 2012

Giappone

Vendita di caramelle contraffatte su Internet e i doveri del gestore della piattaforma hosting

Intellectual Property High Court, 14.2.12

L’Alta Corte per la proprietà intellettuale di Tokyo ha stabilito che la responsabilità per la vendita sul sito web del principale Internet mall giapponese di prodotti contraffatti con segno distintivo molto simile al noto marchio italiano “chupa chups” fosse a carico del venditore e non del gestore della piattaforma. La Corte specifica che il gestore può essere condannato al risarcimento del danno per la violazione dei diritti di proprietà intellettuale solo se questi non si attiva entro i termini fissati dalla legge per far rimuovere la violazione. (Si ringrazia Andrea Ortolani per la segnalazione).

 Stati Uniti

Incostituzionale il filtraggio dei contenuti Internet effettuato dal distretto scolastico

United States District Court for the Western District of Missouri, Central Division, PFLAG v. Camdenton R–III School Dist., 16.2.12

La questione riguardava la prassi di un distretto scolastico del Missouri di filtrare contenuti su Internet inerenti alla promozione dei diritti per le persone LGBT. La Corte ha emanato una preliminary injuction ove ordina il blocco dell’utilizzo di un software di filtraggio di una black list di siti poiché tale pratica comporta una discriminazione e una violazione dei diritti protetti dal Primo Emendamento.

 Unione Europea

Controversia tra produttore e regista di film sulla titolarità dei diritti d’autore sull’opera cinematografica.

Corte di Giustizia dell’Unione Europea, causa C 277/10, 9.2.12

La controversia in epigrafe nasce a seguito della diffusione su Internet da parte del produttore cinematografico dei contenuti di un film, senza chiederne l’autorizzazione al regista. Il produttore ha infatti ceduto i relativi diritti alla Movieeurope.com. La pellicola può essere quindi scaricata da tale sito Internet sotto forma di «video on demand». Il produttore ha altresì reso accessibile su Internet il filmato promozionale della pellicola, tramite You Tube, ed ha ceduto i diritti di «pay TV» alla Scandinavia TV. A seguito di questione pregiudiziale, la Corte di Giustizia ha affermato che: “(I)l diritto dell’Unione deve essere interpretato nel senso che esso riconosce agli Stati membri la facoltà di stabilire una presunzione di trasferimento, a vantaggio del produttore dell’opera cinematografica, dei diritti di sfruttamento dell’opera cinematografica come quelli di cui trattasi nella causa principale (diritto di diffusione via satellite, diritto di riproduzione e qualunque altro diritto di comunicazione al pubblico mediante messa a disposizione), purché una simile presunzione non abbia carattere assoluto, tale da escludere la possibilità per il regista principale di detta opera di convenire diversamente.

 Stati Uniti

Prestiti online e giurisdizione esclusiva della Corti dei nativi americani

US District Court for District of Colorado, State of Colorado v. Cash Advance, 15.2.12

La questione riguarda un procedimento penale relativo alla presunta natura usuraria di alcuni prestiti di denaro effettuati attraverso siti web da parte di soggetti appartenenti a tribu native americane. La Corte distrettuale del Colorado ha affermato che essendo l’avvenuta transazione di denaro un atto privato, esso rientra nelle esclusiva competenza della giurisdizione delle Corti tribali.

Regno Unito di Gran Bretagna

Nuovo blocco giudiziario per The Pirate Bay

In the High Court of Justice, Chancery Division, [2012] EWHC 268 (Ch), 20.2.12

La High Court inglese ha deciso a favore di alcune case produttrici musicali per violazione copyright effettuato dal sito di file-sharing the Pirate Bay. Il giudice inglese ha sostenuto che i gestori del sito abbiano dolosamente violato la protezione consentendo di fare altrettanto ai fruitori dei contenuti condivisi. Nonostante gli attuali gestori di The Pirate Bay non si siano costituiti gli attori hanno ottenuto un ordine della Corte che impone agli Internet service provider di bloccare l’accesso al sito web.

Germania

Parzialmente dichiarata incostituzionale la disciplina di conservazione dei dati delle telecomunicazioni tedesca

Bundesverfassungsgericht, 1 BvR 1299/05, 24.1.12

La Corte costituzionale federale tedesca è stata nuovamente chiamata a pronunciarsi sulla costituzionalità del Telekommunikationsgesetz, in particolare della conformità dei §§111 e 112 con l’art. 10 §1 del Grundgestz. Il BVerfG ha stabilito che tali disposizioni sono parzialmente incostituzionali perchè non tutelano sufficientemente l’anonimato degli indirizzi IP dinamici e non prevedono l’autorizzazione giudiziaria per la raccolta dei dati. Il BVerfG ha stabilito che la normativa in questione deve essere cambiata entro il 30 giugno 2013.

USA

Quando il telefono cellulare è paragonabile ad una agenda cartacea

US Court of Appeals for the Seventh Circuit, United States of America v. Flores-Lopez, 29.2.12.

Nuova decisione federale in tema di tutela della riservatezza e utilizzo dei device elettronici. Questo caso si riferisce alla presunta incostituzionalità delle operazioni di raccolta del numero attribuito al telefono cellulare del sospettato se effettuata sulla scena del suo arresto. Nell’opinione redatta dal giudice Posner, la Corte ha rigettato la censura di costituzionalità perchè ha equiparato il telefono cellulare ad una agenda tascabile: se è ammissibile per la polizia leggere e trascrivere l’indirizzo del proprietario contenuto nell’agenda, è altrettanto ammissibile copiare il numero del cellulare: infatti il numero attribuito alla scheda telefonica può essere recuperato senza accedere agli altri contenuti dello strumento.