Anteprima Postilla: Rapporto sui diritti umani di nomadi e rom

L’Ufficio del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha recentemente pubblicato il rapporto sui diritti umani di rom e popolazioni nomadi all’interno dei 47 Paesi del Consiglio d’Europa: qui.

Si tratta di una lettura foriera di molti spunti di interesse per verificare l’ampia portata ancora esistente dei pregiudizi e delle discriminazioni subite da tali popolazioni. Il rapporto tratta molteplici casi concreti focalizzandosi non solo sulla discriminazione subite da queste popolazioni (uno dei momenti più acuti si verificò nell’estate del 2010 quando in Francia si realizzò una politica di espulsione di massa contro i rom non aventi cittadinanza francese), ma pure le violenze di matrice razziale, la violazione del diritto alla vita privata (come è accaduto in Slovacchia e nella Repubblica Ceca dove si è proceduto alla sterilizzazione forzata delle donne di etnia rom senza il loro consenso informato), l’affidamento forzato dei minori a terzi, le problematiche relative al diritto matrimoniale consuetudinario, il traffico di donne e minori, il difficile accesso ai diritti sociali e alla vita politica e, non ultimo, la mancanza di documenti.

Le conclusioni del rapporto non sono rassicuranti perché esso invita gli Stati membri del Consiglio d’Europa a rafforzare l’impegno nel concretizzare alcune priorità raggiungimento di standard minimi di vita dignitosa. Tuttavia i redattori del rapporto sono sufficientemente disincantati nel affermare che la crisi economica in atto non può che rafforzare il pregiudizio e l’intolleranza; perciò essi raccomandano non solo una maggiore inclusione delle comunità  rom nelle politiche decisionali, ma la cessazione della diffusione di pregiudizi da parte dei mezzi di comunicazione e di esponenti della vita politica. Infatti, senza l’abbattimento di tali stereotipi qualsiasi iniziativa risulta essere vana.