Può la controversia sulla sussitenza del nesso di causalità tra vaccino MPR e autismo risolversi nelle aule dei tribunali?

Pubblicato sul Quotidiano Giuridico del 4 maggio 2012

La vicenda in esame sta facendo molto dibattere l’opinione pubblica internazionale, specializzata e non, perchè riguarda nello specifico la controversia sulla sussistenza del nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino MPR (Morbillo – Parodontite – Rosolia) e l’insorgenza dell’autismo, mentre sotto un profilo più generale concerne la libertà terapeutica.

Il caso che ha scaturito le riflessioni che seguono nasce dalla lettura della sentenza in epigrafe del giudice di Rimini sulla risarcibilità del danno biologico dovuto alle complicanze che sarebbero insorte, “con ragionevole probabilità scientifica” a seguito della somministrazione del suddetto vaccino ad un paziente minorenne. Nella fattispecie in esame dette complicanze consisterebbero nell’insorgenza di un “disturbo autistico associato a ritardo cognitivo medio” subite dal bambino sottoposto a tale vaccinazione non obbligatoria ai sensi di legge. Accertato che il minore “è stato danneggiato da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazione (profilassi trivalente MPR) con diritto all’indennizzo di cui agli artt. 1 e 2 della legge n. 210 del 1992 (assegno vitalizio reversibile per quindici anni)” il giudice condanna il Ministero della Salute a corrispondere detto indennizzo compresa la “corresponsione dell’Una Tantum di cui all’art. 2 comma 2 della medesima legge” con interessi legali, rivalutazione ISTAT dalla domanda al soddisfo. Il giudice ha condiviso “le valutazioni medico – legali svolte dall’ausiliare medico – legale il quale, sulla base di un esame approfondito del caso anche alla luce di letteratura specialistica aggiornata” ha ricostruito la sussistenza del nesso di causalità tra la vaccinazione e l’insorgere della malattia.

Questi i fatti svoltisi davanti alla giurisdizione italiana per una causa ancora non terminata perchè verrà sottoposta a impugnazione (D. Cipolloni, Una sentenza non può dire che i vaccini causano l’autismo, Wired.it,http://daily.wired.it/news/scienza/2012/04/19/sentenza-vaccino-causa-autismo-63541.html, 19 aprile 2012, p. 2).

Tuttavia deve essere contestualmente segnalata la recente e importante sentenza della Corte costituzionale (Corte cost. 26 aprile 2012, n. 107) che si esprime dichiarando l’incostituzionalità dell’art. 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 [rubricata “(I)ndennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati”], nella parte in cui non prevede il diritto ad un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti di coloro i quali abbiano subìto le conseguenze previste dallo stesso articolo 1, comma 1, a seguito di vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia. I giudici costituzionali non si sono pronunciati sulla possibile sussistenza del nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e l’insorgere di patologie, piuttosto hanno fondato il loro ragionamento giuridico sull’esistenza del dovere di solidarietà sociale nei confronti di chi si sottopone a una certa profilassi per motivi prevenzione sanitaria e tutela di salute pubblica.

Infatti, scrive il relatore, il giudice Paolo Grossi, “(I)n un contesto di irrinunciabile solidarietà (…) la misura indennitaria appare per se stessa destinata non tanto, come quella risarcitoria, a riparare un danno ingiusto, quanto piuttosto a compensare il sacrificio individuale ritenuto corrispondente a un vantaggio collettivo: sarebbe, infatti, irragionevole che la collettività possa, tramite gli organi competenti, imporre o anche solo sollecitare comportamenti diretti alla protezione della salute pubblica senza che essa poi non debba reciprocamente rispondere delle conseguenze pregiudizievoli per la salute di coloro che si sono uniformati”. Tale argomentazione assume maggiore valenza se si pensa alle insistenti campagne di informazione e raccomandazione atte a sollecitare la diffusione del vaccino MPR da parte delle pubbliche autorità sanitarie, nelle loro massime istanze al fine di eradicazione delle suddette patologie.

Ciò nonostante va evidenziato come l’aspetto essenziale di siffatta vicenda riguardi il contenzioso giudiziario ancora non sopito davanti ai giudici inglesi e americani sulla sicurezza e validità scientifica del vaccino MPR e sui suoi possibili effetti collaterali. A questo punto occorrerebbe riassumerne, seppure brevemente i passaggi principali. Nel 1998 venne pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica Lancet uno studio a firma di A. J. Wakefield, primo autore insieme ad altri undici studiosi dell’articolo “Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive developmental disorder in children” dove si sosteneva il nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino MPR e l’autismo. Successivamente lo studioso venne sottoposto a un duro attacco che provocò la sua radiazione dall’albo dei medici inglese. Le accuse nei suoi confronti erano gravissime e riguardavano la manipolazione di dati sperimentali effettuata dallo scienziato a scopo di lucro. Inoltre, la rivista che accolse tale studio il 28 febbraio 1998 lo ritrattò completamente il 6 febbraio 2010 e tale ripudio scientifico è tuttora visibile su questo sito web: http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2897%2911096-0/abstract, riportato anche su Pubmed: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20137807.

Più recentemente un’altra prestigiosa rivista, il British Medical Journal, ha pubblicato una analisi su tale ricerca ipotizzando come essa fosse falsata tanto sotto un profilo della limitatezza del campione (solo 12 bambini) quanto sotto il profilo della non trasparente raccolta dei finanziamenti (Godlee F, Smith J, Marcovitch H. Wakefield’s article linking MMR vaccine and autism was fraudulent. BMJ. 2011;342:c7452. doi:10.1136/bmj.c7452, consultabile al link:http://www.bmj.com/content/342/bmj.c7452.full; Deer B. How the case against the MMR vaccine was fixed. BMJ. 2011;342:c5347. Doi:10.11396/bmj.c5347. PMID 21209059 consultabile al link: http://www.bmj.com/content/342/bmj.c5347.full). La notizia ha avuto così ampia diffusione da essere citata anche su fonti di natura non scientifica ma di immediato accesso divulgativo, come le versioni italiana e inglese di Wikipedia (precisamente, il paragrafo “La frode scientifica della falsa ipotesi vaccinale: consultabile suhttp://it.wikipedia.org/wiki/Autismo#Rapporti_storici_fra_autismo_e_psicoanalisi, mentre sulla versione inglese dell’enciclopedia la controversia sul vaccino MMR è riportata integralmente:http://en.wikipedia.org/wiki/MMR_vaccine_controversy, entrambe le voci sono state consultate il 30 aprile 2012)

Tuttavia i due principali coautori dello studio, ovvero il medesimo Wakefiel e John Walker-Smith, hanno effettuato le loro contromosse nelle corti angloamericane. Il primo ha depositato presso la Travis County Court di Austin, Texas una causa perlibel (diffamazione a mezzo stampa) per i sopracitati articoli nei confronti del British Medical Journal e del suo direttore accusandoli di essere a loro volta in conflitto di interessi con case farmaceutiche finanziatrici della rivista (I. Sample, Andrew Wakefield sues BMJ for claiming MMR study was fraudulent, The Guardian, 5 gennaio 2012, http://www.guardian.co.uk/society/2012/jan/05/andrew-wakefield-sues-bmj-mmr). Il secondo ha recentemente ottenuto dalla sezione amministrativa della England and Wales High Court l’annullamento della sua radiazione dall’albo dei medici inglesi con una decisione giudiziaria molto dettagliata nell’analisi della condotta del ricorrente durante la ricerca che ha prodotto la controversa pubblicazione di Lancet del 1998.

Per completezza di informazione va segnalato che si è verificato analogo contenzioso anche in Giappone (A. Coghlan, Autism rises despite MMR ban in Japan, New Scientist, 3 marzo 2005; http://www.newscientist.com/article/dn7076-autism-rises-despite-mmr-ban-in-japan.html; I. Chou, Japanese scientists plan MMR alternative, Nature Medicine 9, 1337 (2003) doi:10.1038/nm1103-1337b, http://www.nature.com/nm/journal/v9/n11/full/nm1103-1337b.html).

Restano al momento sullo sfondo due punti cardine di questa controversia. Il primo riguarda il bilanciamento tra la libertà di autodeterminazione terapeutica su temi scientifici di tal portata. Quali effetti può provocare su un tema di salute pubblica come quello delle vaccinazioni tanto obbligatorie quanto consigliate al fine di eradicare patologie endemiche: è ammissibile in questo caso l’obiezione di coscienza tanto del medico quanto del paziente? E se il paziente fosse minorenne? (su questo punto si suggerisce la lettura del parere del Comitato Nazionale di Bioetica, Le Vaccinazioni, Roma, 1995, disponibile sui sito http://governo.it/bioetica/pdf/20.pdf). Il secondo concerne la disciplina del conflitto di interessi tra ricercatore e finanziatore, poiché questo rapporto rischia di minare la neutralità e la correttezza sia della ricerca sperimentale del farmaco, sia la somministrazione del medesimo ai pazienti (anche su questo punto si è espresso il Comitato Nazionale di Bioetica, Conflitti d’interessi nella ricerca biomedica e nella pratica clinica, Roma 2006, disponibile su http://governo.it/bioetica/testi/Conflitti_interessi.pdf).