La Corte Suprema stabilisce che la riforma sanitaria di Obama non è contraria alla Costituzione degli Stati Uniti

Pubblicato sul Quotidiano Giuridico del 6 luglio 2012

Il Patient Protection and Affordable Care Act è stato approvato dal Congresso e firmato dal Presidente Barack Obama il 23 marzo 2010 al fine di aumentare il numero dei cittadini americani coperti da assicurazione sanitaria e diminuire i costi di accesso al sistema sanitario e dei contratti di assicurazione sulla salute. La riforma si basa su due punti cardine:

  • da un lato la previsione di un “individual mandate” che obbliga la maggior parte dei cittadini statunitensi a munirsi di una copertura sanitaria minima essenziale. Questa previsione obbliga tutti coloro, che non essendo dipendenti pubblici ovvero privati il cui datore di lavoro fornisca una copertura sanitaria, a stipulare un contratto assicurativo da una assicurazione privata entro l’inizio del 2014. Nel caso detti soggetti non ottemperassero siffatto obbligo sarebbero assogettabili all’imposizione di una pena pecuniaria da versarsi all’Internal Revenue Service, insieme al versamento dell’ammontare delle tasse individuali, pertanto assimilabile ad una sanzione di natura fiscale;
  • dall’altro lato l’estensione del “Medicaid”. L’attuale programma di Medicaid fornisce fondi federali a ciascuno Stato al fine di assistere donne in gravidanza, bambini, famiglie bisognose, ciechi, anziani e disabili che abbiano ottenuto l’assistenza sanitaria ai sensi del 42 U. S. C. §1396d(a). Il Patient Protection and Affordable Care Act estende gli scopi e incrementa il numero di soggetti che gli Stati devono assistere, con la sanzione che in caso di sua mancata ottemperanza da parte dello Stato federato, questo perde non solo i fondi federali per quella categoria protetta, ma tutti i fondi federali del Medicaid cui avrebbe diritto.

Dopo la sua approvazione il Patient Protection and Affordable Care Act è stato impugnato davanti alle corti federali da ventisei Stati, da diversi singoli cittadini e dalla National Federation of Independent Business dogliandosi dell’incostituzionalità sia dell’obbligo individuale a stipulare una copertura sanitaria, sia l’espansione del Medicaid. La Court of Appeals for the Eleventh Circuit ha confermato la validità dell’estensione del Medicaid da parte del Congresso, in quanto legittimo esercizio del potere legislativo di decidere sulla spesa sanitaria. Tuttavia per quanto concerne l’individual mandate, la Corte federale ha stabilito la carenza di potere del Congresso di statuire su un obbligo individuale di quella natura.

La decisione è stata impugnata di fronte alla Corte Suprema che l’ha confermata in parte e in parte riformata. Il Chief JusticeRoberts ha scritto l’opinione di maggioranza, sottoscritta dai Justices Ginsburg, Breyer, Sotomayor e Kagan, mentre i Justices Scalia, Kennedy, Thomas e Alito hanno stilato opinioni dissenzienti. Il documento della Corte Suprema, nel suo insieme, raggiunge la lunghezza di 193 cartelle.

Il primo punto criticato si fondava sul Anti-Injunction Act il quale stabilisce “no suit for the purpose of restraining the assessment or collection of any tax shall be maintained in any court by any person,” 26 U. S. C. §7421(a), cioè che un soggetto è tenuto a versare all’Erario l’importo delle sue tasse e solo successivamente può agire per la restituzione dell’eventuale indebito. In questo modo si contestava l’equiparazione dell’obbligo di sottoscrizione della copertura sanitaria ad una tassa, in quanto non solo non era possibile chiedere la restituzione del versato, ma altresì la natura fiscale della sanzione comminata per il mancato pagamento della copertura. La maggioranza della Corte, al contrario, sostiene che il pagamento della copertura non possa essere inteso come una tassa ai sensi dell’Anti-Injunction Act, perchè il pagamento della sanzione pecuniaria non è da considerarsi una tassa ma una vera e propria pena.

Il secondo punto criticato riguardava se la previsione dell’individual mandate possa essere considerato un valido esercizio del potere legislativo del Contresso ai sensi del Commerce Clause and the Necessary and Proper Clause. Da un lato il Chief Justice Roberts ha risposto che la Costituzione attribuisce al Congresso il potere di “regolare l’esercizio del commercio”, dall’altro lato il Chief Justice rileva che l’individual mandate non regola una attività commerciale attuale, ma obbliga una attività commerciale futura, e siffatta circostanza non è pertinente ai poteri del Congresso.

Il terzo punto concerneva se l’individual mandate, costruito concettualmente come l’imposizione di una tassa a carico di coloro che non abbiano una copertura sanitaria, sia ragionevole. Il Chief Justice afferma che, se il Congresso non può imporre ai soggetti di acquistare contratti assicurativi per il futuro, il Legislatore può validamente impostare siffatto obbligo all’interno del suo potere di imporre e riscuotere tasse.

Per quanto concerne la costituzionalità delle previsioni sul Medicaid, la maggioranza dei Justices afferma che la minaccia della perdita dei finanziamenti collegata all’eventuale rifiuto di espandere il Medicaid da parte di uno Stato l’espansione del Medicaid viola la Costituzione americana. Lo Stato deve accettare consapevolmente e volontariamente la modifica di tali programmi, mentre la minaccia di interrompere l’erogazione dei finanziamenti nella misura del 10% non solo è in contrasto con la modalità organizzativa e attuativa del federalismo americano, ma pone gli Stati in una situazione senza alcuna possibile scelta autonoma, ed altresì potrebbe avere effetti draconiani sul sistema economico degli Stati interessati. Inoltre, il Patient Protection and Affordable Care Act compie un cambiamento essenziale nella natura del programma di Medicaid, poiché il programma originale è stato progettato per coprire i servizi medici a favore di particolari categorie di persone vulnerabili, mentre con la riforma esso si trasforma in un programma per soddisfare le esigenze di assistenza sanitaria di tutta la popolazione con un reddito inferiore a una certa soglia di povertà. La combinazione della minaccia di sospensione di erogazione dei fondi con la trasformazione del programma medesimo è violativo della Costituzione. Tuttavia tale ostacolo può essere superato nel caso di eliminazione della minaccia del ritiro dei fondi esistenti in caso di rifiuto di conformarsi con l’espansione.

Nel suo complesso, dunque, il Patient Protection and Affordable Care Act ha superato l’esame di costituzionalità, mentre il Presidente Obama si è impegnato a migliorarne le parti sottoposte a critica da parte della Corte Suprema.