Ex comunisti

Trascorsi 23 anni dalla caduta del muro di Berlino ci sono ancora tracce che ricordano i tempi dell’ex Patto di Varsavia?

Mi sono guardata intorno mentre gironzolavo in tre capitali degli Stati dell’ex Cortina di Ferro, entrati nell’Unione Europea con l'”allargamento” del 2004: Praga, Bratislava, Budapest e ho scattato alcune foto

Praga: oltre alle tracce dell’edilizia residenziale e al museo del comunismo, gli unici segni che ho notato sono i monumenti celebrativi di Jan Palach

e di lui e di Jan Zajic

Bratislava: la sede della televisione di stato (che ricorda molto da vicino la piramide rovesciata del padiglione cinese dell’expo 2010 di Shanghai: qui)

una piazza, con fontana in travertino ormai logorata dal tempo e dal vandalismo

il ponte sul Danubio con il più grande quartiere di edilizia popolare costruito in epoca comunista in Europa, Petralzka

l’autostrada che ha sventrato l’Altstadt e che passa proprio a lato della cattedrale

Budapest: le statue di Memento Park, ricollocate ai margini di Buda

Le strade del quartiere di Corvin, dove sono avvenuti gli scontri più cruenti dell’Ottobre del 1956

 Sull’epicentro degli scontri oggi esistono insieme, fusi uno nell’altro, il memoriale alle vittime e un centro commerciale

2 thoughts on “Ex comunisti

  1. Praga. Praga è una città dove non sopravvive niente di quaranta anni di guerra fredda: nessuna falce e martello, statua, monumento ricorda ciò che era fino a quindici anni fa.
    (Offlaga Disco Pax, “Tatranky”)

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