Il Bundesverfassungsgericht tedesco detta le condizioni per la ratifica del trattato ESM

Pubblicato sul Quotidiano Giuridico del 13 settembre 2012

Con l’attesissima decisione del 12 settembre 2012, il Bundesverfassungsgericht (cioè il Tribunale costituzionale federale tedesco) ha stabilito che la modifica dell’art. 136 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea), previsto dal Consiglio Europeo del 25 marzo 2011 e che contiene l’autorizzazione per istituire un meccanismo permanente di mutuo soccorso tra gli Stati membri dell’area Euro, non viola i principi di necessaria partecipazione democratica contenuti nella Grundgesetz, cioè la Costituzione tedesca.

La ratifica del Trattato, passata pressochè sotto silenzio in Italia, invece è stata portata davanti ai giudici costituzionali di altri Paesi europei come Francia ed Estonia, mentre ha provocato un vivacissimo dibattito sulla natura democratica di tali strumenti in Germania. Infatti, sono stati ben 37.000 i cittadini tedeschi che, sollecitati dal movimento politico “Mehr Demokratie”, hanno presentato una Verfassungsbeschwerde, ovvero una questione di costituzionalità, insieme a diversi professori di diritto e numerosi parlamentari (Fonte: J. Jahn, Verfassungsrichter erlauben ESM und Fiskalpakt unter Auflagen, http://www.faz.net/aktuell/wirtschaft/entscheidung-in-karlsruhe-verfassungsrichter-erlauben-esm-und-fiskalpakt-unter-auflagen-11887268.html, 12.9.12).

Nonostante le fonti informative e gli apparati politici e finanziari abbiano accolto la decisione dei giudici di Karlsruhe con entusiasmo, essa pone dei rigorosi limiti alla libertà politica della Cancelliera Merkel sulla gestione degli strumenti internazionali predisposti alla soluzione della crisi dei debiti sovrani. È vero che il Secondo Senato del Tribunale costituzionale federale tedesco ha respinto le istanze di ingiunzioni temporanee sospensive della ratifica del Trattato ESM, tuttavia ha stabilito che

  1. la limite di responsabilità di cui ai sensi dell’articolo 8 (5) frase 1 del Trattato ESM (TESM) circoscrive gli obblighi di versamento della Repubblica federale di Germania per un importo di 190.024.800.000 € e che nessuna disposizione di tale Trattato può essere interpretata in modo tale da stabilire obblighi di pagamento più elevati per la Repubblica federale di Germania senza il consenso dei rappresentanti eletti dal popolo tedesco nel Bundestag e nel Bundesrat;
  2. le disposizioni del trattato ESM relativa alla inviolabilità del segreto sui documenti del MSE [art. 32 (5), art. 34 e art. 35 (1) TESM] e il segreto professionale di tutte le persone che lavorano per l’ESM (Art. 34 TESM), misura indirizzata a proteggere la stabilità dei mercati contro le fughe di notizie a favore di terzi non autorizzati quali gli operatori sui mercati dei capitali, non possono ostacolare la completa comunicazione di informazioni al Bundestag e al Bundesrat. In altri termini, il Parlamento tedesco deve essere sempre informato sulle decisioni del Fondo MSE.

In sintesi, le argomentazioni sulla base delle quali il BVerfG ha adottato siffatta decisione richiamano la precedente e già nota giurisprudenza costituzionale tedesca, in particolare la decisione in merito agli aiuti alla Grecia e il Fondo europeo di stabilità finanziaria del 7 settembre 2011.

Già in quella sede, il BVerfG ha affermato che i membri del Bundestag, in quanto rappresentanti eletti dal popolo tedesco, devono mantenere il controllo sulle decisioni di bilancio anche in un sistema intergovernativo come quello che ha portato alla definizione del Trattato in oggetto. Soprattutto il Bundestag deve vigilare sull’erogazione e sugli importi di ciascun aiuto, fondo ovvero misura internazionale o dell’Unione Europea erogata per le note ragioni di solidarietà.

Si tratta quindi della conferma di un orientamento non nuovo del Bundesverfassungsgericht, che presenta quale filo conduttore la necessarietà del coinvolgimento delle istituzioni democraticamente elette dai cittadini. Analogo orientamento era già stato manifestato anche in occasione della nota “Lissabon Urteil”, relativa alla ratifica del Trattato di Lisbona del 2009 e addirittura in relazione alla “Maastricht Urteil” del 1992, concernente la ratifica del Trattato di Maastricht. Tuttavia i limiti posti dai giudici di Karlsruhe sono davvero stringenti e di fatto pongono l’azione europea dell’esecutivo tedesco, oggi rappresentato dalla Cancelliera Merkel, sotto uno stretto controllo delle istituzioni parlamentari nazionali e, indirettamente, agli umori dell’elettorato domestico.