Rassegna di giurisprudenza in materia di Internet del mese di gennaio 2013

Pubblicata sul Quotidiano Giuridico del 15 gennaio 2013

Regno Unito di Gran Bretagna

Microsoft vince il contenzioso brevettuale contro Motorola su EAS e Live Messenger

Patents Court, High Court of Justice, London, Microsoft Corporation and others -v- Motorola Mobility LLC and another, [2012] EWHC 3677 (Pat), 21.12.12

La questione concerneva la validità di un brevetto europeo No. 0 847 65 relativo alla sincronizzazione dei messaggi trasmessi attraverso device mobili. Secondo il giudicante, i prodotti brevettati di Motorola, acquisiti successivamente da Google, erano carenti di innovazione e si rifacevano a nozioni già note.

Stati Uniti

Sussiste la giurisdizione USA, anche se l’accesso alla email avviene all’estero

US Second Circuit, MacDermid, Inc. v. Deiter, No. 11-5388, 26.12.12.

Il caso concerneva una dipendente canadese di una azienda americana successivamente da questa licenziata. Quale rivalsa contro il licenziamento l’ex dipendente ha effettuato l’accesso ai server della email aziendale divulgando abusivamente dati riservati. Chiamata a risponderne in giudizio, in primo grado la donna ha sostenuto la carenza di giurisdizione dei giudici statunitensi perchè gli accessi abusivi erano stati effettuati dal Canada, tuttavia in sede di impugnazione la decisione è stata ribaltata perchè i server in questione erano allocati in Connecticut e costei ne era al corrente.

Germania

Risarcimento del danno e perdita della licenza per l’utilizzo illecito di una fotografia online

OLG Hamm, I- 22 W 58/12, 13.9.12

La causa verte sull’utilizzo illecito di una fotografia violativo del §72 della legge tedesca sul diritto d’autore. La foto era stata utilizzata temporaneamente ma senza autorizzazione nell’ambito della presentazione di una offerta effettuata da un piccolo commerciante sulla piattaforma online di eBay. In questo caso il fotografo ha diritto a revocare la licenza d’uso della foto e a ottenere un risarcimento di 450€ per la violazione, raddoppiato al fine di prevenire violazioni di uguale valore.

Stati Uniti

Parte la class action sulla quotazione in borsa di Facebook

US District Court, Southern District of New York, In Re Facebook, 6.12.12

Con questa decisione il giudice distrettuale Sweet di New York ha accolto la procedura di class action proposta da diversi fondi contro la quotazione in borsa di Facebook. Le doglianze sottoposte a giudizio riguardano la presunta scorretta rappresentazione del valore economico della società quotata che dal giorno dal suo ingresso in borsa ha perso circa la metà del suo valore.

Spagna

Condanna per diffusione di materiali pedopornografici attraverso eMule.

Audiencia Provincial, Albacete, 336/2012, 17.12.12

La decisione riguarda la condanna penale per il possesso e la diffusione su archivi online di materiali pedopornografici attraverso il programma emule. Secondo i giudici spagnoli il semplice utilizzo del programma di scambio di archivi eMule costituisce un atto di distribuzione o di facilitazione degli archivi riferibili all’imputato.

Francia

Le parole chiave inserite in una ricerca perdono il loro significato scandaloso

Tribunal de Grande Instance de Paris, 31.10.12

I giudici francesi hanno confermato l’orientamento relativo alla neutralità della funzione “suggest” del motore di ricerca di Google. Nel caso in esame hanno affermato che le parole chiave inserite in una ricerca, anche se aggregate, perdono il significato scandaloso ad esse riferibile.

Italia

Impossibile molestare via email

Cassazione pen. Sez. feriale, n. 44855, 6.9.12

L’invio di una pluralità di mail non desiderate, nel caso concreto ad un’ex fidanzata, non costituisce molestia. La mail, differentemente dagli s.m.s. non ha il carattere della invasività e, per questo motivo, l’invio di una pluralità di mail pur se non desiderate non integra il reato di molestia. Il soggetto che riceve la mail, infatti, può anche decidere di non aprirla salvaguardando in tal modo, nei limiti del possibile, il proprio diritto alla riservatezza.

Canada

Lotteria online e tutela della riservatezza

British Columbia Supreme Court, British Columbia Lottery Corporation v. Skelton, 2013 BCSC 12, 8.1.13

Un acquirente compra alcuni prodotti attraverso il sito web della lotteria “Playnow.com”, successivamente ha chiesto alla British Columbia Lottery Corporation la divulgazione di alcuni dati di vendita, che la compagnia si è rifiutata di rivelargli appellandosi alla normativa sulla tutela della privacy. Tuttavia il cliente impugna e l’autorità di tutela della vita privata del British Columbia accoglie l’istanza. Il soccombente a sua volta ricorre alla Corte Suprema dello Stato, la quale annulla la sentenza per vizi di forma.

Olanda

Brevettabilità delle funzioni di ricerca di un dispositivo televisivo mobile.

District Court of The Hague, Starsight Telecast, Inc. & Rovi Guides, Inc. / Ziggo B.V., 19.12.12

La questione inerisce ad una applicazione che consente la ricezione di informazioni sulla programmazione televisiva su dispositivo mobile. Siccome il programma utilizza un noto browser è messa in dubbio la sua innovazione. Infatti, la Corte ha revocato la protezione e condannato la parte soccombente al pagamento delle spese.

Francia

Postare una foto non attribuisce la presunzione di esserne l’autore

Tribunal de Grande Instance de Paris, 20.12.12

Con questa decisione i giudici di merito francesi affermano che “la sola presenza di uno pseudonimo a lato della foto archiviata su Internet è equivoca e non può costituire sufficiente presunzione ai sensi dell’art. 113-1 del codice della proprietà intellettuale. Tale indicazione deve essere confortata da altre dichiarazioni manifestanti la volontà della persona di presentarsi come l’autrice dell’opera diffusa”.