Commissione Europea, e-books e concorrenza

Pubblicato sul Quotidiano Ipsoa del 23 aprile 2013

Il caso
La comunicazione della Commissione pubblicata ai sensi dell’art. 27, paragrafo 4, del regolamento (CE)n. 1/2003 del Consiglio relativa al caso COMP/39.847/E-BOOKS” inerisce all’indagine effettuata dalla Commissione relativamente alla condotta dei gruppi editoriali (nello specifico Penguin Group, Hachette Livre SA, Harper Collins, Holtzbrinck/Macmillan, Simon & Schuster) e di Apple, contro Amazon, in merito ai prezzi di vendita al dettaglio degli e-book, i libri elettronici.
La questione sorge da una situazione verificatasi prima del 2009, quando i citati gruppi editoriali sopraindicati hanno condiviso preoccupazioni riguardo ai prezzi al dettaglio degli ebooks fissati da Amazon, il noto sito di vendita al dettaglio online, a un prezzo uguale o inferiore a quello di vendita all’ingrosso. Secondo la Commissione gli editori citati avrebbero avuto contatti diretti e indiretti, attraverso Apple, al fine di aumentare i prezzi rispetto a quelli di Amazon (come nel caso del Regno Unito) o di evitare che siffatti prezzi giungessero nel SEE (Spazio Economico Europeo). Al fine di raggiungere siffatti obiettivi i gruppi editoriali sopracitati e Apple si sono accordati per sostituire congiuntamente il modello di vendita all’ingrosso di libri elettronici (dove è il rivenditore a stabilire i prezzi al dettaglio) con il modello di agenzia (dove è l’editore a stabilire i prezzi al dettaglio). Si trattava di una strategia mondiale e con le medesime condizioni economiche di base, prima con Apple e poi con altri rivenditori, tra questi anche Amazon. Di fronte a questo panorama, la Commissione ha preliminarmente ritenuto che per ottenere siffatta situazione, ciascuna parte coinvolta abbia rivelato ovvero ricevuto informazioni rilevanti sulle future strategie aziendali sulla conclusione di contratti internazionali, compresa la presenza di una clausola NPF (nazione più favorita) in relazione al prezzo del beni al consumo, ai prezzi più bassi per i medesimi ebooks e così via. Secondo la Commissione, date le ripercussioni finanziarie avute sui gruppi editoriali, la clausola NPF sul prezzo al dettaglio abbia funto da “dispositivo di impegno” comune. Ciascuno dei gruppi editoriali si trovava in una posizione così forte da obbligare Amazon ad accettare la sostituzione con il modello di agenzia per non dovere altrimenti correre il rischio di vedersi negato l’accesso ai libri elettronici di ciascun gruppo editoriale”. Pertanto, nella valutazione preliminare, la Commissione afferma che l’obiettivo di Apple era di raggiungere un accordo per allineare i prezzi di vendita al dettaglio a quelli di Amazon, mantenendo il margine desiderato. Tuttavia, ciò costituisce una violazione degli artt. 101 TFUE e dell’art. 53 dell’accordo SEE.
Nel frattempo, il 12 dicembre 2012 la Commissione aveva adottato nei confronti di Hachette Livre SA, Harper Collins, Holtzbrinck/Macmillan, Simon & Schuster, una decisione ai sensi dell’art. 9 del Regolamento CE n. 1/2003 chiudendo la procedura nei loro confronti, ma non di Penguin Group, il quale è interessato direttamente dalla Comunicazione in commento.

Contenuto degli impegni proposti
Gli impegni proposti, sottoposti alle osservazioni attraverso la pubblicazione della comunicazione in commento, riguardano principalmente uno soltanto degli editori: Penguin Group. Questo si impegna a terminare gli accordi di agenzia come sopra descritti con Apple, o con altro operatore di vendita di ebook al dettaglio al quale offrirà di terminare gli accordi di agenzia che restringano, limitino ovvero impediscano al riveditore la sua libertà decisionale sul prezzo o contemplino la clausola di NPF come prevista nei precedenti accordi con Penguin. Ulteriormente, per due anni Penguin si impegna ad astenersi dall’influenzare le politiche di determinazione del prezzo dei rivenditori che trattino i suoi libri elettronici. L’unico limite richiesto da questo editore riguarda i contratti d’agenzia, il cui valore complessivo dei prezzi scontati o delle promozioni offerte da cun rivenditore non deve superare l’ammontare complessivo equivalente alle commissioni totali che Penguin versa a quel rivenditore nel periodo annuale per la vendita al pubblico di ebook. Infine, il medesimo editore si impegna per un quinquennio dalla notifica della decisione a non concludere contratti di vendita di ebook all’interno dello Spazio Economico Europeo che contengano la clausola di prezzo NPF.
L’invito a presentare comunicazioni contenuto nella comunicazione dura un mese dalla pubblicazione della medesima, ovvero fino al 19 maggio 2013. Alla medesima possono contribuire non soltanto le parti coinvolte, ma tutti i terzi interessati. Data l’importanza dell’innovazione nel settore editoriale, significativo motore di crescita in contrasto alla crisi dell’editoria tradizionale, sarebbe opportuno che il più ampio numero possibile di stakeholders, non solo gli operatori economici, rispondessero a questa call, al fine di contribuire alla formazione di un’opinione pubbica specializzata più ampia possibile.

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