La giurisprudenza comparata in materia di posta elettronica

Pubblicato sul Quotidiano Giuridico del 20 giugno 2013

Il messaggio di posta elettronica, o più comunemente conosciuta come “email” è diventato uno strumento di lavoro indispensabile tanto nella vita personale quanto in quella professionale. A questo proposito uno degli aspetti più delicati concerne l’utilizzo per scopi professionali della casella di posta elettronica aziendale. Nel dibattito sull’accessibilità del datore di lavoro nella corrispondenza scambiata dal dipendente attraverso detta email si inerisce la decisione della Cassazione francese la quale stabilisce che non ha importanza che l’indirizzo di posta elettronica contenga il nome dell’impresa datrice di lavoro al fine di essere considerato indirizzo datoriale, seppure l’uso che ne viene fatto da parte del titolare è promiscuo. L’elemento rilevante è la messa in disponibilità da parte del datore di lavoro di una casella email all’impiegato, indipendentemente dalla formulazione dell’indirizzo ad essa attribuito. Pertanto, i giudici supremi francesi hanno cassato la decisione della corte d’appello di Pau che aveva considerato prova illecita la email di un dipendente prodotta in un giudizio di concorrenza sleale.

Negli Stati Uniti due soci di una LLC (Limited Liability Company) hanno intentato causa contro il gestore dei servizi informativi della società per violazione dello Stored Communications Act, 28 U.S.C. 2701 per violazione della propria casella di posta elettronica aziendale. Gli attori hanno affermato che le policy societarie richiedevano all’uopo una decisione della società da raggiungersi con il voto di quattro voti su cinque, mentre al contrario non sarebbero state decise direttive riguardanti la consultazione delle caselle di posta elettronica dei dipendenti senza che questi non ne venissero informati, come lamentato dai ricorrenti. Inoltre, uno di essi si duole della violazione della propria casella di posta elettronica attraverso l’uso abusivo delle sue credenziali. La Corte ha negato la richiesta di stralcio dal ruolo della causa affermando che le affermazioni degli attori sono sufficienti per istruire il processo.
La decisione della Ontario Public Service Employees, Canada, concerne l’utilizzo di email e materiali contenuti nel computer di un pubblico impiegato licenziato, a suo dire, senza giusta causa e che ha impugnato il suo licenziamento. Tuttavia durante il giudizio d’arbitrato è stato dimostrato, attraverso la produzione dei suddetti materiali, che l’impiegato infedele intraprendeva una parallela attività lucrativa durante l’orario di lavoro e utilizzando i mezzi messi a disposizione dal suo ufficio, casella di posta elettronica compresa.
La decisione emanata dall’Alta Corte delle Isole Fiji riguarda l’accusa di diffamazione dell’indipendenza dell’ordine giudiziario di quello Stato da parte di un oppositore dell’attuale sistema politico contenuto nel testo di una newsletter “Tutaka”, diffusa a circa 2000 utenti. Per valutare la potenzialità offensiva delle accuse censurate, il giudice si è rifatto a molteplici precedenti di altre giurisdizioni di common law: australiane, neozelandesi, canadesi e indiane.
La sentenza emanata dal Tribunal Supremo di Madrid, Spagna, Sala de lo Penal concerne lo svelamento di un segreto istruttorio attraverso una email da parte di un membro di un sidacato di polizia.
Infine nella giurisprudenza comparata si segnala una interessante decisione tedesca relativa alla tutela dell’onorabilità e della riservatezza in Rete. In Germania, il Bundesgerichtshof ha stabilito che qualora un soggetto fosse colpito da violazioni della sua onorabilità e riservatezza attraverso la funzione “autocomplete” del motore di ricerca può richiedere al gestore (in questo caso Google) che si attivi per far cessare la lesione della sua personalità. Tuttavia, il gestore di un motore di ricerca non è regolarmente tenuto a verificare in anticipo i risultati generati dalla ricerca attraverso i suoi programmi software, infatti l’operatore è generalmente responsabile solo quando viene a conoscenza della violazione illecita dei diritti personali.

Cour de cassation Chambre sociale, M. X./La Metallerie, 16.5.2013
Joseph v. Carnes, 2013 U.S. Dist. LEXIS 68897, 14.5.13.
Ontario Public Service Employees Union (Hussain) v Ontario (Community and Social Services), 2013 CanLII 26493 (ON GSB), 19.4.13
State v Citizens Constitutional Forum Ltd, ex parte Attorney General [2013] FJHC 220; HBC195.2012 (3 May 2013)
Tribunal Supremo. Sala de lo Penal, STS 1939/2013, 3.5.13.
Bundesgerichtshof, Urteil des VI. Zivilsenats vom 14.5.2013 – VI ZR 269/12