Giustizia e politica: la ricerca dell’equilibrio tra applicazione della rule of law e esercizio del potere

Pubblicato sul Quotidiano Giuridico del 20 agosto 2013

La ricerca dell’equilibrio tra giurisdizione e esercizio della sovranità popolare, espresso attraverso decisioni del potere legislativo ed esecutivo, coinvolge il dibattito pubblico in diverse parti del mondo. Di seguito si dà conto delle decisioni più interessanti e recenti sul tema

Negli Stati Uniti, nonostante le recenti pronunce della Corte Suprema in tema di matrimoni tra persone dello stesso sesso, in particolare sul Defense of Marriage Act (DOMA) e sulla Proposition n. 8, il dibattito giurisprudenziale non ha ancora trovato requie, soprattutto in relazione all’ultima vicenda. Si tratta della consultazione referendaria promossa nel 2008 per inserire nella Costituzione californiana la definizione di matrimonio quale istituto esclusivo all’uomo e alla donna. I promotori della Proposition vinsero, tuttavia le coppie composte da persone di orientamento omosessuale impugnarono il referendum sostenendo che convocare una consultazione popolare sul riconoscimento di un diritto fondamentale, quale il matrimonio, non è una scelta democratica, ma è contrario alla Costituzione perchè consiste in una violazione dei diritti delle minoranze. La causa è giunta davanti alla Corte Suprema che lo scorso 15 giugno 2013, nella decisione Hollingsworth v. Perry ha rilevato l’inammissibilità della domanda perchè le autorità californiane convenute non si sono più costituite in sede d’appello, mantenendo così ferma la decisione di primo grado che invalidava il risultato referendario. Ciò nonostante le amministrazioni locali deputate al rilascio delle licenze matrimoniali hanno risollevato la questione sostenendo che la decisione della Corte Suprema consentisse di ottenere la licenza matrimoniale ai soli ricorrenti contro la Proposition n. 8. La Corte Suprema Californiana ha rigettato questa istanza con una frase di una sola riga, senza ulteriore motivazione. Ne consegue che le autorità californiane preposte sono tenute a rilasciare le licenze matrimoniali alle coppie formate da persone dello stesso sesso.
Nello stesso giorno della pubblicazione delle decisioni Windsor (DOMA( e Hollingsworth (Proposition n. 8), la Corte Suprema ha emanato decisione Fisher v. University of Texas at Austin, in tema di affirmative action (azioni positive), in particolare in merito alle policy di accesso riservato a certe categorie sociali all’Università del Texas. La ricorrente, studentessa bianca, ha affermato di essere stata discriminata sulla base della razza in violazione della “Equal Protection Clause” del XIV Emendamento. I criteri dell’Università del Texas stabiliscono che solo il 10% dei migliori studenti delle scuole texane possano venire ammessi sulla base dei loro voti, mentre ai sensi del Texas House Bill 588, più dell’80% viene accettato sulla base di altri requisiti, quali l’appartenenza a certe categorie sociali o di provenienza. La Corte Suprema ha deciso di rinviare la causa alla giudice del Fifth Circuit, affinchè rivaluti il suo strict scrutiny. La soluzione della questione potrebbe avere importanti conseguenze sulle politiche di affirmative action nelle università pubbliche statunitensi.
Nei giorni scorsi ha fatto molto scalpore la notizia che l’amministrazione pubblica della municipalità di Detroit abbia chiesto di accedere alla procedura di bancarotta conosciuta nel diritto USA come “Chapter 9”. Infatti, a causa dello spopolamento subito negli anni e dei conseguenti minori introiti fiscali, Detroit si ritrova senza più mezzi economici per far fronte all’enorme debito pubblico, considerato il più grave nella storia degli Stati Uniti. Tuttavia il provvedimento è stato impugnato e un giudice statale ha ordinato il ritiro della procedura poiché incostituzionale in quanto lesivo dell’articolo IX, Sect. 24, della Costituzione del Michigan, il quale prevede il diritto dei dipendenti dell’amministrazione municipale a conservare i diritti quesiti sulle loro pensioni. Altresì il giudice ha ordinato la notifica del provvedimento al Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.
Sempre in tema di finanza e enti pubblici, si segnala la decisione della High Court of Justice che ha risolto a favore delle banche creditrici una disputa avanzata dalla Regione Piemonte sul pagamento di prestiti finanziari stipulati attraverso contratti derivati. L’amministrazione convenuta si era difesa affermando che il funzionario delegato aveva una scarsa conoscenza della lingua inglese, lingua nella quale erano stati redatti i contratti. La questione era sorta dopo che lo scorso anno la Regione stessa, con una decisione di natura politica della giunta regionale instauratasi nel 2010, aveva sospeso i pagamenti rendendosi inadempiente.
In Germania, con una decisione molto discussa dall’opinione pubblica il Bundesverwaltungsgericht ha confermato che i servizi segreti tedeschi possono continuare a mantenere il segreto di stato sui documenti che dimostrerebbero una possibile conoscenza da parte delle autorità tedesche della presenza del gerarca nazista Adolf Eichmann in Argentina già dal 1952. Eichmann venne prima rapito dai servizi segreti israeliani in Argentina nel 1960, poi processato a Gerusalemme nel 1962 e condannato all’impiccagione.
In Argentina, la Corte Suprema de la Justicia de la Nación ha invalidato le riforme costituzionali promosse dal Governo guidato dalla “Presidenta” Cristina Kirchner, in particolare l’introduzione della nomina dei giudici attraverso una procedura elettiva.

Supreme Court of California, S212172, Dronenburg v. Brown, 23.7.13
US Supreme Court, Fisher v. University of Texas, 15.6.13
Circuit Court for the County of Ingham, Webster et al. v. State of Michigan et al., 19.7.2013
Intesa Sanpaolo SPA v Regione Piemonte [2013] EWHC 1994 (Comm) (16 July 2013)
Bundesverwaltungsgericht, BVerwG 7 A 15.10, 27.6.13
Corte Suprema de la Justicia de la Nación, Rizzo v. Poder Ejecutivo Nacional, 18.6.13

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