Le Corti e la Storia: necessità di chiarezza e possibile riscrittura giudiziaria degli eventi passati

Pubblicato sul Quotidiano Giuridico del 28 agosto 2013

È possibile che una decisione giudiziaria riesca, se non a cambiare il corso gli eventi, a giudicarne gli effetti con parametri diversi da quelli degli studiosi di storia? Di seguito si presentano alcuni casi.
In Inghilterra, lo scorso settembre aveva fatto molto scalpore il ritrovamento di uno scheletro in un parcheggio a Leicester, successivamente attribuito a Riccardo III, dipinto come personificazione del male assoluto in una delle tragedie più note di William Shakespeare. Riccardo III, sconfitto nella battaglia conclusiva della Guerra delle Due Rose a Bosworth Fields, venne seppellito in un’abbazia francescana a Leicester della quale si persero le tracce dopo la dissoluzione degli ordini monastici voluta da Enrico VIII. La vertenza giudiziaria è sorta tra gli asseriti discendenti del controverso re (riuniti nella “Plantagenet Alliance”) e l’Università di Leicester e il Ministero della Giustizia inglese. La questione riguarda il nuovo luogo di sepoltura dei resti di Riccardo III. Infatti, la convenzione di autorizzazione dello scavo archeologico concessa dal Ministero all’Università di Leicester afferma che l’antico sovrano debba essere tumulato nella cattedrale di Leicester, “alla cui ombra del campanile è rimasto sepolto per più di 500 anni”. Invece gli asseriti discendenti affermano che sulla base dell’art. 8 CEDU avrebbero dovuto venire interpellati in quanto il loro avo avrebbe voluto essere sepolto nella Cattedrale di York, città di riferimento della casata della Rosa Bianca. Inoltre, i medesimi contestano la carenza di consultazione pubblica sulla decisione della nuova sepoltura. L’Administrative Court inglese ha accolto la richiesta degli attori di aprire un procedimento giudiziario. Il Justice Haddon-Cave ha negato la rilevanza dell’art. 8. CEDU, mancando rapporti diretti tra gli asseriti discendenti e il re medesimo, ma ha valutato congrue le motivazioni degli attori in relazione alla necessità di una consultazione più ampia a partire da a) i cittadini inglesi, b) agli eventuali discendenti, seppur collaterali (in quanto non risultano eredi diretti di Riccardo III sopravvissuti alla caduta della dinastia York), c) i desideri di Riccardo stesso, anche se di difficile ricostruzione, d) le istituzioni ecclesiastiche interessate a ricevere i resti del reale defunto; e) la Regina Elisabetta II medesima. Tuttavia lo stesso giudice scongiura ironicamente una nuova Guerra (legale) delle Due Rose parte seconda, nonché l’effettivo svolgimento del processo, ma piuttosto suggerisce un accordo tra tutte le parti coinvolte: “Sovereign, State and Church”.
Si riferiscono ad anni più recenti due decisioni relative a crimini di guerra e genocidi. Il Tribunale internazionale per i crimini in Bangladesh ha condannato a morte il segretario generale del partito Jamaat-e-Islami per aver commesso una serie di crimini contro l’umanità, quali sequestro e omicidio, durante la Guerra di Liberazione del Bangladesh del 1971, combattuta tra Pakistan dell’Ovest e contro India e Pakistan dell’Est, poi Bangladesh. La sentenza sta facendo molto discutere perché comminativa di una condanna a morte e i difensori del condannato hanno dichiarato che presenteranno appello. La Corte Suprema del Cile ha concesso l’estradizione in Argentina di un magistrato argentino colpevole di numerosi crimini contro l’umanità mentre ricopriva il ruolo di pubblico ministero durante la dittatura militare argentina degli anni 1976-1983. In Argentina continuano i processi contro i militari e altri funzionari dello Stato coinvolti nella sparizione di circa 30.000 persone in quegli anni.
In Australia, il rapporto tra corti e storia si arricchisce dell’intervento dell’antropologia nelle vertenze per l’identificazione dei “apical ancestors”, ovvero dei membri riconosciuti come “elementi di vertice” dalle rispettive popolazioni aborigene che, ai sensi del Native Title Act 1993, hanno il diritto riconosciuto sulla base del diritto tradizionale consuetudinario di perseguire rivendicazioni sulla gestione delle terre e delle acque. La vertenza in parola riguarda l’individuazione degli “apical ancestors” della popolazione aborigena Mamu per la gestione delle acque dei fiumi dei territori loro riconosciuti.
Negli Stati Uniti, l’annoso dibattito sul diritto costituzionalmente protetto di avere con sé armi ha conosciuto un nuovo risultato giudiziario. Come è noto il Second Amendment della Costituzione Americana è stato adottato nel 1791 e viene ricondotto al diritto all’autodifesa, alla resistenza all’oppressione e al dovere civico di agire in concerto con le autorità nella difesa dello Stato. La Corte d’Appello del Fifth Circuit, nel confermare il divieto di vendita di pistole ai minori di 21 anni, ricostruisce il percorso storico della normativa in questione alla luce delle sue origini nel Common Law inglese.

The Plantagenet Alliance Ltd, R (On the Application Of) v Secretary of State for Justice & Anor [2013] EWHC B13 (Admin), 15.8.13
ICT-BD[ICT-2] Case No. 04 of 2012: Judge Chief Prosecutor v. Ali Ahsan Muhammad Mujahid, 17.7.13
Corte Suprema del Chile, 21.8.13
Brooks on behalf of the Mamu People v State of Queensland (No 3) [2013] FCA 741, 31.7.13
United States Court of Appeals, Fifth Circuit, NRA v. BAFTE, 25.10.12/29.4.13