Trust testamentario sul patrimonio ereditato dal minore? Soluzione ottimale

Pubblicato sul Quotidiano Ipsoa del 29 ottobre 2013

Come è noto il trust è uno strumento di segregazione patrimoniale che ha visto la sua origine nella dicotomia common law-equity nel diritto inglese. La dottrina ricostruisce la fattispecie del trust come “quell’intesa riconosciuta dalla legge dove una persona trasferisce la sua proprietà in capo ad un amministratore e questi l’amministra a vantaggio del beneficiario o del disponente”. Secondo l’art. 2 della legge 16 ottobre 1989 che ratifica e rende esecutiva la Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, si intendono uno o più rapporti giuridici istituiti da una persona, il costituente – con atto tra vivi o mortis causa – qualora dei beni siano stati posti sotto il controllo di un trustee nell’interesse di un beneficiario o per un fine specifico.

Con il provvedimento in commento, il giudice tutelare del Tribunale di Milano ha ritenuto che l’istituzione di un trust sul patrimonio di un minore, ricevuto dalla devoluzione ereditaria a seguito della scomparsa del padre, sia vantaggiosa per il minore stesso, soggetto beneficiario del trust.

Osserva il giudice che il trust è uno strumento utile al minore, sia al momento attuale, sia pure al raggiungimento della maggiore età a causa dell’inesperienza, pertanto “non ancora pronto, per la giovane età, a gestire in piena serenità un così cospicuo patrimonio, consentendo così un’ìadeguata protezione del giovane e dei suoi beni”.

Infatti il trust è stato organizzato in modo tale che il ragazzo, una volta raggiunta la maggiore età, verrà posto “di fronte alla decisione relativa al possibile scioglimento ovvero al mantenimento del suddetto vincolo e che la medesima decisione, nel caso del mantenimento del trust potrà essere successivamente rinnovata al compimento da parte del benficiario del 26° anno di età”.

Questo orientamento giurisprudenziale aderisce a quella corrente dottrinale secondo cui grazie al trust è possibile affidare i beni ad un ente o a un soggetto fisico di fiducia che li gestirà nell’interesse del beneficiario soggetto debole, minore o disabile permettendo la conservazione del patrimonio familiare. Concorde è la dottrina sull’utilità dell’istituto in previsione della scomparsa dei familiari del soggetto quando esso sia minore, inesperto ovvero affetto da patologie invalidanti tanto fisicamente quanto psicologicamente. La dottrina afferma che sia proprio il carattere atipico del trust a farne uno strumento adattabile alle diverse situazioni ed esigenze di vita e di assistenza del beneficiario, uno strumento comunque flessibile. Attraverso l’atto istitutivo di trust è infatti possibile articolare e descrivere le esigenze da tutelare ovvero le attività di cura e di assistenza che dovranno essere garantite al beneficiario oltre ai profili più propriamente economici del rapporto.

Tribunale di Milano, Ufficio tutele, 6 marzo 2013, dott. Mazzei.