Una mattina mi son svegliata

Stamattina ho scoperto di essermi svegliata accanto ad un “potenziale stupratore”.

Già, perchè secondo l’autorevole Presidente della Camera dei Deputati, On. Laura Boldrini, coloro che partecipano al blog di Beppe Grillo sono “dei potenziali stupratori” qui, al 21′.

Di fronte a una affermazione del genere ho di fronte a me due soluzioni: a) vestire una cintura di castità permanente; b) cercare di analizzare in modo razionale questa affermazione. Per indole preferisco la seconda ipotesi.

Ora, è naturale che chi ingiuria o diffama attraverso la Rete commette reato e pertanto va perseguito ai sensi della legge penale vigente al momento della commissione del fatto (o quella successiva più favorevole al reo), tuttavia ci si vuol soffermare sul significato giuridico, e quindi politico, dell’accusa indiscriminata a una categoria sociale, cioè gli iscritti, i commentatori, gli autori del blog di beppe grillo, definiti “potenziali stupratori”.

L’affermazione dell’Onorevole Presidente della Camera dei Deputati è fallace sotto diversi aspetti:

a) giuridico. Come può una laureata in giurisprudenza come lei dimenticare che anche un tentativo di commetere un reato deve essere supportato da elementi concreti. Quali sarebbero? La signora è mai stata in pericolo? Si sente perseguitata? Denunci alla magistratura, non criminalizzi indistintamente, valuti caso per caso, commento per commento, comportamento per comportamento. E denunci quelli specifici che integrano gli estremi di un reato. E neppure si dimentichi della presunzione di innocenza fino a che la condanna dell’imputato sia passata in giudicato.

b) morale. Come possono sentirsi le persone che uno stupro, effettivo e non potenziale, l’hanno subito veramente? Perchè questa strumentalizzazione della sofferenza, concreta, altrui?

c) politico. È davvero curioso che una persona con un passato così prestigioso, così militante, anche nella difesa della causa femminista, riproponga generalizzando il medesimo stereotipo sessista, ma nei confronti del sesso opposto, accusando una categoria sociale di “potenziali” comportamenti nefandi. Infatti, i milioni di voti, i migliaia di iscritti, gli innumerevoli curiosi che leggono il blog di Grillo, di sesso maschile, a mio parere, costituiscono una categoria sociale, riconosciuta appunto nella definizione ormai adottata comunemente di “grillini”, ma mi posso sbagliare, ovvio. Che fine hanno fatto tutti i discorsi sull’eguaglianza di genere, sulla non discriminazione? Valgono solo in un senso soltanto o sono “potenzialmente” abbandonati?

d) comunicativo. In occasione del funerale pubblico di Nelson Mandela, il Presidente della Camera dei Deputati non ha voluto perdere occasione “per imparare da Madiba” (citazione testuale di suo tweet, il cui scatto fotografico è visibile qui). Già, impariamo da Madiba, un personaggio di statura storica, che ha utilizzato la lotta armata come strumento di lotta politica, che ne ha pagato un prezzo altissimo con lustri di carcere, eppure quando è uscito da Robben Island e ha preso il potere, democraticamente eletto, ha teso la mano agli avversari di un tempo e insieme a loro si è impegnato a unificare il suo Paese.

Detto ciò, ribadisco la mia tranquillità assoluta nel dividere letto, desco e progetti futuri insieme a uno dei militanti più impegnati e fin dagli albori del Movimento 5 Stelle. Mi chiedo solo chi farà il primo passo verso il reciproco ascolto e quando ciò accadrà. Prima o poi dovrà succedere. E ci sono soggetti, che per il loro ruolo istituzionale, hanno maggiori responsabilità e doveri in questo senso.