Rimozione dei limiti alla responsabilità genitoriale: la competenza è del Tribunale per i Minorenni

Pubblicato sul Quotidiano Giuridico del 28 maggio 2014

1. La questione oggetto di causa
La vicenda oggetto del decreto emanato dal Tribunale di Milano in commento riguarda l’attribuzione della responsabilità genitoriale e l’affidamento di un minore. Nel caso in esame la vertenza che coinvolge i genitori e il minore risale al 2002. Con specifico decreto la Curia ambrosiana aveva adottato provvedimenti ai sensi dell’art. 333 c.c. (rubricato “Condotta del genitore pregiudizievole dei figli), con il quale aveva disposto l’affidamento del minore al Comune con “limitazione della responsabilità genitoriale relativamente alle decisioni di maggior interesse e a quelle inerenti gli incarichi affidati al Servizio Sociale e alle decisioni relative all’educazione e all’istruzione. Dato che siffatti provvedimenti limitativi della responsabilità genitoriale sono sempre modificabili, il ricorrente aveva presentato istanza al Tribunale Ordinario per ottenerne una revisione, tuttavia va osservato che la competenza della materia in questione è stata modificata dalla legge 219/2012 che ha inciso sull’art. 38 disp. att. c.c..

2. Gli orientamenti giurisprudenziali in corso di formazione
Questa pronuncia presenta un interesse ultroneo rispetto al caso concreto cui si riferisce, poiché interviene nell’interpretazione giurisprudenziale del nuovo disposto dell’art. 38 disp. att. c.c. modificato alla riforma della filiazione avvenuta con la legge 219/2012. Una prima corrente interpretativa di tale norma afferma che la L. 219/2012, riscrivendo l’ art. 38 disp. att. c.c., ha attribuito al Tribunale ordinario la competenza a pronunciare i provvedimenti limitativi della potestà genitoriale (ex art. 333 c.c.) esclusivamente nel caso in cui sia pendente, “tra le stesse parti, giudizio di separazione o divorzio o giudizio ai sensi dell’ art. 316 c.c.”, che disciplina l’esercizio della potestà dei genitori. Pertanto, l’azione ex art. 333 c.c., relativa alla condotta dei genitori pregiudizievole per i figli, proposta in via autonoma, non rientra nella competenza del Tribunale ordinario. Infatti, il presupposto per la potestas decidendi del Tribunale Ordinario concerne la concentrazione processuale delle domande. Sul punto, si osserva che la legge richiederebbe in via esplicita che il processo penda “tra le stesse parti”, escludendo altri possibili ricorrenti, quali ad esempio gli ascendenti o i parenti collaterali poiché costoro non sono parti del procedimento di separazione dei coniugi ovvero divorzio, (Trib. Milano 7 maggio 2013), o il pubblico ministero stesso (Tribunale per i Minorenni Brescia, 1 agosto 2013).

3. La soluzione adottata nella decisione in commento
Con questa pronuncia il Tribunale Ordinario di Milano ha rafforzato l’orientamento giurisprudenziale in corso di formazione secondo cui la domanda del genitore diretta ad ottenere una modifica dei provvedimenti limitativi della responsabilità genitoriale deve essere qualificata come domanda ex art. 333 comma 2 c.c, posto che le limitazioni ex art. 333 c.c. sono sempre modificabili e revocabili ai sensi del secondo comma della citata norma. Infatti, “l’art. 38 disp. att. c.c come modificato dalla legge 219/2012 ha previsto in via generale la competenza del Tribunale dei Minori per i procedimenti di cui all’art. 333 c.c senza operare alcuna distinzione tra le ipotesi di cui al primo e al secondo comma dell’art. 333 c.c, con la sola eccezione per cui i provvedimenti di cui alla suddetta disposizione vengono attratti alla competenza del Tribunale Ordinario nell’ipotesi in cui sia in corso tra le stesse parti un giudizio di separazione o divorzio o un giudizio ai sensi dell’art. 316 c.c.”. In altri termini, l’azione ex art. 333 comma 2 c.c. proposta in via autonoma rientra nella competenza del Tribunale per i Minorenni, ma non in quella del Tribunale Ordinario, che è ipotizzabile sempre e soltanto nel caso in cui penda un procedimento di separazione, divorzio o ex art. 316 c.c. tra le stesse parti (v. art. 38, comma I, disp. att. c.c.). Inoltre, la competenza del Tribunale per i Minorenni si estende anche al provvedimento di modifica o revoca delle limitazioni genitoriali, trovando la sua disciplina normativa in seno all’art. 333 comma 2 c.c., come richiamato anche in parte dall’art. 38 disp. att. c.c.
Per quanto concerne il caso concreto oggetto della pronuncia in commento, il Tribunale ordinario, in applicazione del principio appena stabilito, ha dichiarato inammissibili le domande presentate dalle parti e ha stabilito che il provvedimento emanato venisse notificato tanto alle parti quanto al Tribunale per i Minorenni di Milano.

4. Impatto pratico-operativo
La dottrina esperta della materià aveva criticato già nel momento di promulgazione della legge 10 dicembre 2012, n. 219 il mantenimento di una doppia competenza tra Tribunale Ordinario e Tribunale per i Minorenni in materia di provvedimenti per i minori. A questo proposito, il nodo critico principale riguardava la confusa stesura della modifica testuale dell’art. 38 disp. att. c.c. Il provvedimento in esame ha il pregio di rafforzare l’orientamento della giurisprudenza di merito relativa alla ripartizione di tale competenza.

Trib. Milano, sez. IX civ., decreto 6 maggio 2014 (Pres. Servetti, est. Muscio)

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