Aborto, obiezione di coscienza e manifestazione del consenso: le decisioni delle Corti straniere

Pubblicato sul Quotidiano Giuridico del 4 marzo 2015

L’interruzione di gravidanza e i temi ad essa correlati sono oggetto di un vivace dibattito politico e giuridico in diversi Paesi e le Corti sono spesso chiamate a risolvere questioni ad esso relazionate. Ad esempio in Australia, lo State Administrative Tribunal of Western Australia ha deciso un’istanza urgente relativa alla manifestazione del consenso all’interruzione di gravidanza da parte di una giovane diciannovenne affetta da schizofrenia e alla sedicesima settimana di gravidanza. L’istanza concerneva la nomina di un tutore perché manifestasse il consenso all’aborto. La rilevanza del caso in esame concerne il fatto che, pur non comunicando verbalmente, la donna aveva “chiaramente e ripetutamente” indicato ai medici di voler interrompere la gravidanza. Pertanto era stata presentata domanda di nomina di un tutore affinché esprimesse il consenso all’uopo. Tuttavia la Corte ha accolto respinto di nominare un tutore che accossentisse all’aborto per l’incapace poiché il tutore non può manifestare un “consenso informato” per conto dell’assistita e quindi non può legittimamente autorizzare siffatta procedura.
Negli Stati Uniti, il tema relativo all’interruzione volontaria di gravidanza è sempre al centro di grande attenzione da parte dell’opinione pubblica e il dibattito pro-life vs. pro-choice è molto acceso sia a livello delle Corti federali, sia a quello delle Corti statali. Sotto il primo profilo, la US Court of Appeals for the Fourth Circuit ha accolto un’impugnazione contro la normativa del North Carolina la quale richiedeva che in precedenza all’espletamento della procedura abortiva alla donna richiedente venisse effettuata una ecografia con visualizzazione e descrizione del feto. In Indiana, la US District Court for the Southern District dell’Indiana ha emanato una permanent injunction che avrebbe modificato la disciplina sui requisiti delle cliniche abortive e conseguentemente costretto alla chiusura la sede locale della Planned Parenthood di Lafayette, che si occupava soltanto di aborti, e non di altri servizi medici. L’abrogata normativa violava l’Equal Protection Clause previsa dal XIV Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Analoghe istanze sono pendenti presso i giudici del Texas, Mississippi, Alabama.
Nel Regno Unito, la Supreme Court of United Kingdom ha deciso un caso in materia di obiezione di coscienza, come stabilita dall’Abortion Act 1967, quale espressione del diritto alla manifestazione della libertà religiosa. La Corte si è occupata di precisare quali siano i ruoli cui le ricorrenti, ostetriche di religione cattolica, possano occupare nello svolgimento delle loro mansioni ospedaliere nella delega, sorveglianza supporto di altri membri del personale che svolgono procedure abortive all’interno del loro ruolo di responsabili coordinatrici delle mansioni infermeristiche ospedaliere dell’Ospedale presso il quale sono impiegate. La decisione è rilevante sia perché approfondisce i principi stabiliti dalla Corte di Strasburgo con la causa Eweida sulla manifestazione della libertà religiosa sul luogo di lavoro e principio di non discriminazione, sia perché affronta il concetto “ragionevolezza” applicabile in tali fattispecie.
In Canada, la Ontario Court of Justice si è occupata del processo penale contro una donna fervente attivista antiabortista, solita ad attendere e “accogliere” le pazienti che si sottoponevano alla procedura abortiva all’entrata della clinica a ciò autorizzata con doni e pamphlet relativi alla procreazione e alla nascita. La donna è stata querelata per diversi reati. Tuttavia lei si è difesa affermando di aver agito in “stato di necessità” per impedire l’omicidio di esseri umani. La Corte ha rigettato siffatte difese affermando che un feto non può essere considerato parte offesa di un omicidio poiché ai sensi della legge canadese un bambino si considera nato vivo e vitale solo quando a) respira autonomamente; b) possiede una circolazione sanguigna indipendente; c) il suo cordone ombelicale è stato reciso.