Caso Lambert: sospesa la procedura di interruzione dei trattamenti vitali.

Dopo la decisione della Grande Camera della Corte di Strasburgo del 5 giugno 2015 la notorietà del caso Lambert ha varcato i confini di Francia. Come si ricorderà si tratta della triste vicenda di Vincent Lambert ridotto in stato vegetativo permanente a seguito delle lesioni celebrali dovute a un incidente stradale. La famiglia del paziente si è ferocemente divisa tra la moglie e la maggioranza dei fratelli che, ricostruendo le sue determinazioni nell’eventualità di trovarsi in tali condizioni, richiedevano la sospensione della sospensione dei trattamenti vitali, e i genitori, i quali affermano che tale interruzione costituirebbe omicidio. In Francia, l’applicazione della disciplina della legge c.d. “Leonetti” ha visto l’espletamento di tutti i gradi di giudizio fin davanti al Conseil d’Etat, favorevole alla sospensione alla luce della disciplina francese vigente, per poi giungere davanti ai giudici strasburghesi, i quali hanno affermato che detta sospensione non è contraria all’art. 2 CEDU (che protegge il diritto alla vita) poiché è stata data possibilità a tutte le parti coinvolte (familiari, sanitari e giudici) di esprimersi in modo adeguato e approfondito nell’interesse del paziente.

Nei giorni scorsi, invece, è accaduto un fatto nuovo: la commissione medica dell’ospedale di Rouen, dove Vincent Lambert è ricoverato, ha sospeso la procedura prevista dalla Legge Leonetti e rinviato la questione al ministro della sanità, affermando che giuridicamente gli interessi del paziente non sono mai stati rappresentati in modo appropriato, non essendo mai stato nominato un tutore che lo rappresentasse in sede giudiziaria difendendo i suoi interessi.

Fonte: Le Figaro

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