Sharing economy: dopo gli appartamenti, si condivide anche la consegna pacchi

Pubblicato sul Quotidiano Giuridico del 24 giugno 2016

Dopo il trasporto dei passeggeri e la condivisione degli appartamenti, una nuova fattispecie di sharing economy si sta affacciando sulla ribalta giuridica. Seppure non provenga dal vivace ambiente della Silicon Valley, ma dall’europea Île-de-France, (Francia), la nuova app “GoGo RunRun”, creata nel 2015, si è già guadagnata l’attenzione della giurisprudenza.

Essa consiste in un servizio di consegna collaborativa digitalizzata che si rivolge sia ai professionisti sia ai privati. Tale servizio è svolto tanto da professionisti quanto da privati, che si mettono in contatto tra loro con sia con l’app, sia con la piattaforma web. Questi consentono la gestione e il trasporto di pacchi e di pieghi di corrispondenza in breve tempo, durante tutte le 24 ore del giorno, sette giorni su sette, dietro a un corrispettivo. I mezzi di trasporto coinvolti da GoGo RunRun sono i più vari: i suoi “spedizionieri” possono essere muniti di biciclette, motoveicoli, automobili, car pooling o anche svolgere il servizio a piedi. Di fronte a questa situazione l’associazione di categoria dei trasportatori SNTL (acronimo di Syndicat National des transports légers) si è rivolta al Tribunal de Grande Instance di Parigi per vietare con un provvedimento d’urgenza lo svolgimento del servizio e interdire l’uso dell’app. Le argomentazioni delle parti riguardano da un lato l’associazione professionale degli spedizionieri che contesta il servizio svolto con l’utilizzo di veicoli a motore, senza essere autorizzato all’uopo e svolgendo quindi un’attività in concorrenza sleale. Dall’altro lato GoGo RunRun si è difesa sostenendo che quello realizzato sia un trasporto meramente ausiliario, pertanto non soggetto agli obblighi di cui all’articolo L. 411-1 del codice di trasporti francese. Tale norma definisce il trasportatore professionale come “una persona che contribuisce al funzionamento del contratto di trasporto senza effettivamente eseguirlo, o fornire mezzi di attuazione”. Di contro la SNTL osserva che la piattaforma in questione organizza la consegna dall’inizio alla fine, in nome del mittente. GoGo RunRun risponde che, seppur mettendo in contatto spedizionieri e corrieri, non è parte del rapporto contrattuale e non viene coinvolta nella scelta del percorso e delle modalità di consegna. Quest’ultimo punto è determinante per la qualifica del servizio ai sensi della legge francese. Infatti, il Tribunal de Grande Instance rigetta la domanda (e condanna parte attrice al pagamento delle spese) in quanto l’attività così come organizzata non rientra nelle categorie professionali già disciplinate, seppure GoGo RunRun non sia estranea al rapporto contrattuale poiché è proprio il suo intervento che porta alla realizzazione del servizio.

In Australia il contenzioso sulla natura locatizia di Airbnb è giunto di fronte alla Supreme Court of Victoria.La fattispecie riguarda la proprietaria di un appartamento situato in un quartiere di Melbourne. Nel 2015 la proprietaria e i convenuti stipulano un contratto di locazione per un anno. Successivamente la proprietaria adisce il Tribunale lamentando che i convenuti hanno subaffittato il suddetto appartamento su Airbnb in violazione delle clausole contrattuali che proibivano la sublocazione a terzi. La Corte adita ha rigettato l’istanza della ricorrente poiché i convenuti, pur mettendo a disposizione su Airbnb l’appartamento, non hanno violato il contratto in quanto gli ospiti soggiornavano solo per brevi periodi e ciò non integra la fattispecie di sublocazione.

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