Tanto tuonò che non piovve

Questa è stata la mia prima reazione di fronte al risultato del referendum costituzionale.

Dal mio punto di vista, rispettoso delle istituzioni e delle leggi, qualunque fosse stato il risultato l’avrei accettato e avrei studiato, analizzato e criticato il testo costituzionale in modo oggettivo.

Sul testo rimasto in vigore pendono alcune criticità che dovranno essere risolte, ad esempio quella che personalmente trovo una irrazionalità, come la suddivisione delle competenze tra Stato e Regioni.

Tuttavia, avrei comunque da fare alcune riflessioni di metodo  su come è stata gestita la campagna da entrambi gli schieramenti: la realtà è complessa, non bisogna averne paura, non scambiare la propria idea del mondo con il mondo reale, i mercati non votano ma speculano, chi la pensa diversamente da me non è un nemico o un cretino, la prassi costituzionale (c.d. “costituzione materiale”) riesce sempre a trovare un equilibrio tra i poteri dello stato, il linguaggio giuridico appropriato è essenziale,  ed, infine, mai personalizzare le questioni perché c’è il rischio che venga scelta sempre “l’altra” risposta.

 

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