Fantadiritto?

Prima d’ora ignoravo chi fosse Sofia Vergara, o meglio avevo la vaghissima idea che fosse un’attrice americana famosa per qualcosa. Adesso invece sono una sua attenta follower. Perché? Perché la signora in questione è stata citata davanti a una corte della Louisiana dall’ex fidanzato.  Precisamente, da un punto di vista formale e legale è stata citata, attraverso la costituzione di un trust, dagli embrioni che lei ha contribuito a formare insieme all’ex fidanzato in una clinica della fertilità in California nel 2013. Gli embrioni, denominati “Emma” e “Isabella”, lamentano che se non vengono al mondo non possono ereditare alcun patrimonio. Alla base di tutto ciò c’è un contratto secondo cui il destino degli embrioni è deciso esclusivamente con il consenso di entrambi i contraenti, cioè i “fornitori” del materiale genetico: Sofia Vergara e il suo ex, i quali evidentemente non sono d’accordo sul loro futuro: nel senso che l’ex vorrebbe impiantarli nell’utero di una surrogata per farli nascere, lei no.

Tanta roba: gli embrioni hanno soggettività giuridica? Quindi, hanno legittimazione ad agire in giudizio, anche se attraverso un trust? Quanto è fondata la loro aspettativa ereditaria? Non sono neanche nati. Come si può sbloccare una situazione contrattuale come quella?

In realtà la materia non è del tutto innovativa, perché Europa ci sono già una serie di risposta: ci ha pensato la Corte europea dei diritti umani (Evans c. Regno Unito), ma il punto qui è un po’ diverso, secondo me, cioè fondare l’azione giudiziaria sulla pretesa ereditaria di chi ancora giuridicamente non esiste.

Staremo a vedere!

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