Weihnachtsmärkte und Terror

Ormai è notizia risaputa dell’attentato di ieri al Weihnachtsmarkt di Berlino che ha causato 12 morti e per il quale è stato fermato un presunto attentatore (qui, il Berliner Morgenpost; qui, in italiano, Repubblica).

Chi ha colpito ieri sapeva molto bene a cosa mirare: in Germania andare al mercatino di Natale non è solo una occasione per comprare i regali, ma è soprattutto una occasione di socializzazione: ci si dà appuntamento con gli amici (alla sera) o a pranzo (con i colleghi) per mangiare cibo di strada e bere il Gluehwein, fumare, ridere, scherzare, incontrarsi. Quindi si è voluta colpire l’allegrezza e la festa che per un mese caratterizza tutte le città e i paesi tedeschi, infatti l’usanza di organizzare i mercatini è diffusa ovunque: nei paeselli come nei quartieri delle grandi città.

Il tentativo di far piombare l’insicurezza e la paura è stato associato anche al luogo simbolo della Berlino Ovest pre-caduta del Muro, cioè la Gedächtniskirche.

Ma soprattutto l’attentatore e i suoi mandanti sanno che nell’ottobre 2017 si terranno le elezioni politiche e Frau Dr. Merkel si ripresenterà per la quarta volta e ottenere una nuova conferma, nonostante l’ascesa di partiti di estrema destra come AfD.

Però in Germania si è deciso di essere razionali, quindi i mercatini continueranno ad essere funzionanti fino al termine naturale del loro servizio, cioè la vigilia di Natale.

Con questo post voglio manifestare la mia vicinanza e il mio cordoglio per le vittime, ma anche il mio radicamento ad una manifestazione che rappresenta al contempo l’attaccamento alla tradizione e l’apertura all’accoglienza.

Le foto del collage che accompagnano il post sono recenti e pure un po’ sfocate, scattate nel fine settimana tra Bonn, Aquisgrana e Colonia, dove ho visto tra gli avventori dei mercatini anche delle famiglie di stranieri che mangiavano i dolci e compravano i giocattoli in vendita.

Tra le foto scattate a Colonia, si vede una rappresentazione originale del presepe: non la consueta coppia di genitori in attesa di fronte alla mangiatoia ancora vuota, ma la puerpera a cavallo di un asino accompagnata da Giuseppe in cerca di ospitalità davanti a una casupola con scritto “Privat!”

Non voglio credere che un camion dirottato, che paura, intolleranza ed estremismo siano sufficienti a spazzare via tutto ciò.

 

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