Quando si dice la coincidenza

Domani, 24 gennaio 2017, la Corte costituzionale italiana e la Supreme Court of United Kingdom emaneranno ciascuna la loro attesissima sentenza. Quella della Corte costituzionale riguarderà la possibile incostituzionalità del c.d. Italicum (cioè la legge elettorale attualmente in vigore per la sola Camera dei Deputati, dopo che l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre scorso ha bocciato la riforma, tra le altre, del Senato non elettivo), mentre quella della Supreme Court concernerà il nodo sull’attivazione dell’art. 50 del Trattato di Lisbona (dopo che con il referendum sul c.d. Brexit la maggioranza della popolazione britannica ha votato “Leave” lo scorso 23 giugno 2016).

Due organi giudiziari supremi chiamati a sopperire alla doppia  e voluta irresponsabilità dei legislatori, specificamente: 1. quando decidono di indire un referendum senza essere sicuri né dell’esito, né delle conseguenze; 2. quando delegano ai giudici la soluzione dei garbugli da loro stessi creati.

Certo, poi è la magistratura a invadere il campo della politica. Come no. Infatti, in entrambi i casi sono i Parlamenti che, almeno in linea teorica, dovrebbero prendere il mano le questioni.

In ogni caso è curioso che la vicenda sia speculare, quasi identica, in entrambi i Paesi. Sarà interessante come risolveranno la questione le due Corti supreme di fronte ai loro rispettivi Parlamenti.

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