Foto sul web: le recenti sentenze sulla violazione del diritto d’autore in ambito artistico

Pubblicato sul Quotidiano Giuridico del 31 maggio 2017

In Germania, il Bundesgerichtshof (BGH) ha deciso che la c.d. “libertà di panorama”, che consente di scattare e riprodurre fotografie di luoghi pubblici e i monumenti ovvero opere d’arte in essi inseriti. Secondo il recente orientamento del BGH, tale diritto riguarda anche le opere d’arte che non sono “stazionarie”. Il caso si riferisce alla diffida a diffondere fotografie delle navi di una compagnia di navigazione turistica che si distinguevano per il grande disegno decorativo di occhi e bocca invitanti e sorridenti sui lati della prua, definito “AIDA Kussmund” (cioè “Aida bocca da baciare”). L’artista autore di siffatta opera “non stazionaria” ha concesso alla compagnia navale il diritto esclusivo e illimitato di utilizzo della sua creazione. Tuttavia, il gestore di un sito web turistico ha pubblicato la foto della nave con la raffigurazione dell’opera d’arte, senza autorizzazione della compagnia navale, che ha agito in giudizio per lamentare la violazione del § 59, co. 1, prima frase della Urheberrechtsgesetz-UrhG (la legge tedesca sul diritto d’autore), il quale escluderebbe la fotografia oggetto del contenzioso dall’applicabilità dell’eccezione sulla “libertà di panorama”. Tuttavia, tale richiesta è stata respinta in tutti i gradi di giudizio, infatti il BGH ha confermato la decisione delle corti di merito sostenendo che la fotografia di quella nave della compagnia, dipinta con l’opera della quale l’autore ha ceduto i diritti, è comunque riproducibile poiché tale opera si trova negli spazi pubblici, luoghi all’aria aperta ed è visibile da tutti coloro che sono colà presenti. La corte sottolinea come nella fattispecie in esame, l’opera in questione non sia fissata al suolo, ma possa percorre spazi pubblici come porti marittimi o il mare aperto.

In Inghilterra la High Court of England and Wales (Chancery Division) ha deciso una controversia sulla riproducibilità attraverso il web di un progetto immobiliare. Nel 2014, la società immobiliare “F” acquisì un lotto da sviluppare nel centro di Sheffield. Il progetto di sviluppo comprendeva la costruzione di una residenza per studenti, regolarmente autorizzata. Tuttavia tale autorizzazione non era stata ottenuta dal venditore, ma dalla società “S” che in precedenza non era riuscita a portarne a termine la realizzazione, ma i cui architetti avevano elaborato il progetto e sulla base di questo documento allegato alla pratica edilizia le autorità urbanistiche avevano concesso il permesso di costruire. Tale progetto era stato pubblicato, ai sensi di legge, sul sito web dalle autorità locali ai fini di trasparenza sul progetto stesso e per il controllo dell’andamento dei lavori. Con l’acquisto del lotto la società costruttrice “F” aveva commissionato ai propri architetti di modificare il progetto secondo le proprie indicazioni. A questo proposito i professionisti incaricati avevano scaricato dalla rete il vecchio progetto senza autorizzazione dei colleghi incaricati da “S”, copiandolo in parte e utilizzando i nuovi disegni non soltanto per ottenere la variazione urbanistica, ma per pubblicizzare la nuova versione del progetto, anche online. Siccome l’utilizzo di tali disegni è stato ultroneo rispetto al limitato scopo consentito di permettere il pubblico controllo sull’andamento della costruzione, il giudicante ha condannato la società immobiliare “F” per violazione del diritto d’autore, nonché a pagare i danni (da quantificare) alla “S” e ai suoi architetti.

In Canada, il mercato delle auto usate online è dominato da due importanti società “T” e “C”. “T” è proprietaria di una vasta banca dati di fotografie di veicoli (circa 150.000 foto) e i giudici della Superior Court of Ontario, hanno riconosciuto a favore di questa società un risarcimento del danno di più di trecentomila dollari canadesi a carico della concorrente per violazione del diritto d’autore perché questa avrebbe utilizzato senza autorizzazione le suddette foto di auto sul proprio sito e attraverso app per device mobili. Questa sentenza si segnala per le interpretazioni del Copyright Act canadese in tema di utilizzo degli strumenti di localizzazione, applicazione dei principi di equità, e calcolo del risarcimento del danno.

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