Milano rinascimentale

inCollage_20190116_201052817.jpg

(Santa Maria delle Grazie)

IMG_20190116_201547.jpg

(San Maurizio Maggiore, a 700 metri circa da Santa Maria delle Grazie, davvero la Cappella Sistina di Milano)

Advertisements

E io che pensavo

che gli scoiattoli andassero in letargo, in inverno. Invece no. Durante il periodo invernale gli scoiattoli alternano periodi di sonno profondo con altri di ricerca di cibo.

La foto è stata scattata ieri mattina nel parco della mia Università.

Facebook: scontro tra poteri e giurisdizioni in Europa e Stati Uniti

Pubblicato sul Quotidiano Giuridico del 3 gennaio 2019

Gli antefatti della vicenda analizzata riguarda una vertenza che vede contrapposti una società di sviluppo di app, Six4Three, e Facebook per l’accesso alla documentazione aziendale e a email su come la dirigenza di Facebook abbia modificato le proprie policy di privacy negli ultimi anni, garantendo ovvero escludendo di conseguenza l’accesso ai dati dei propri utenti a terzi.

Tra questi vi è una società di sviluppo di app, che a seguito di tali modifiche è stata esclusa dai suddetti dati. Nello specifico, l’app ideata da parte ricorrente, definita “Pikini” e non più fruibile dopo il cambiamento delle policy di accesso ai dati degli amici su Facebook, consentiva agli utenti di trovare foto di persone in bikini pubblicate sul social network. Costoro affermano che Facebook ha interrotto il loro ai dati degli utenti, mentre Facebook si difende affermando che la causa in questione riguarda un mero tentativo di pubblicare informazioni riservate scollegate dal contenzioso.

Parte del materiale si riferisce a come i dirigenti di Facebook hanno sviluppato politiche e pratiche sulla privacy negli ultimi anni. Per questo motivo la causa è al centro dell’opinione pubblica specializzata, anche internazionale, poiché tali documenti riguardano elementi di interesse pubblico su come Facebook gestiva i dati dei propri utenti.

Tra gli osservatori interessati vi è senz’altro la Digital, Culture, Media and Sport Committee della House of Commons, uno dei due rami del Parlamento britannico, il cui Chairman ha intimato al fondatore di Six4Three, di passaggio per affari a Londra, di rilasciare le email e altra documentazione aziendale. La peculiarità di questa fattispecie riguarda il fatto che l’intimazione è avvenuta attraverso uno strumento risalente al common law medievale,cioè l’invio di un “serjeant at arms” il cui ruolo, oggi avente una rilevanza per lo più cerimoniale, risale al XV secolo e mantiene il compito di recapitare gli ordini della House of Commons, comprese le intimazioni di arresto. Di tal fatta era quella consegnata al CEO di Six4Tree, con l’ordine di consegnare il materiale richiesto entro due ore, in caso contrario l’intimato sarebbe stato accompagnato forzosamente in Parlamento, con il rischio di venire assoggettato a multe, se non addirittura all’incarcerazione, qualora non avesse recapitato i documenti richiesti. Cosa che l’intimato ha fatto consentendo al Chairman della Digital, Culture, Media and Sport Committee di a) pubblicare un rapporto specifico con note ed il materiale segretato negli Stati Uniti dal giudice californiano e b) evidenziare come le politiche di Facebook nei confronti dell’accesso ai dati degli utenti non fossero neutrali.

La reazione “americana” di Facebook alla pubblicazione “britannica” dei materiali secretati riguarda la denucia al giudice californiano per la violazione del suo ordine da parte del CEO di Six4three. Infatti, i file non potevano essere condivisi o resi pubblici pena l’oltraggio alla corte (comptent of court) californiana. A questo proposito, l’accusa dei legali di Facebook alla loro controparte è di aver “negoziato” la consegna dei materiali al Parlamento inglese in modo da risultare obbligati alla consegna al Parlamento, nonostante il fondatore di Six4three fosse cittadino americano.

Il giudice californiano ha fortemente stigmatizzato il comportamento di parte ricorrente e dei suoi legali, poiché non solo il CEO di Six4three ha consentito l’accesso a dati “americani” ad una giurisdizione “straniera”, ma ha infranto l’integrità del sistema giudiziario americano, nonché ha affermato che il fine non giustifica i mezzi, qualsiasi cosa si cerchi di ottenere.

La controversia è ancora pendente e va sottolineato che altra analoga causa è stata presentata di fronte alla San Francisco County Superior Court.