Elena Falletti

Rassegna di giurisprudenza in materia di Internet del mese di gennaio 2012

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pubblicata sul Quotidiano Giuridico del 16 gennaio 2012

Diritto dell’Unione Europea
Il commercio elettronico su eBay di oggetti irregolarmente pervenuti nell’Unione Europea e le obbligazioni doganali
Corte di Giustizia dell’Unione Europea, causa C‑454/10
La causa che ha dato origine alla questione pregiudiziale risolta dai giudici di Lussemburgo concerneva articoli originari dalla Cina messi all’asta su eBay dove il venditore gestiva due negozi online. Egli agiva in qualità di intermediario nella conclusione dei contratti di vendita di tali merci e ne incassava il corrispettivo. Alla fissazione dei prezzi e alla fornitura di dette merci provvedeva il fornitore cinese. È quest’ultimo, infatti, che le inviava per via postale direttamente agli acquirenti residenti in Germania. Le merci di cui trattasi nella causa principale venivano consegnate a tali acquirenti senza essere state presentate alla dogana e senza il prelievo dei dazi all’importazione, apparentemente a causa di errate indicazioni comunicate da tale fornitore con riferimento al contenuto e al valore della spedizione. A questo proposito, la Corte di Giustizia ha deciso che “l’art. 202, n. 3, secondo trattino, del regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre 1992, n. 2913, che istituisce un codice doganale comunitario, deve essere interpretato nel senso che va considerato debitore dell’obbligazione doganale sorta per effetto dell’introduzione irregolare di merci nel territorio doganale dell’Unione europea colui che, pur senza concorrere direttamente all’introduzione, vi abbia partecipato come intermediario ai fini della conclusione di contratti di compravendita relativi alle merci medesime, qualora sapesse o dovesse secondo ragione sapere che tale introduzione sarebbe stata irregolare, circostanza che spetta al giudice del rinvio acclarare”.

Italia
La responsabilità dell’editore del periodico online di fronte alla Corte costituzionale
Corte costituzionale, ordinanza, 12 dicembre 2011, n. 337
La questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Alessandria riguardava la violazione all’articolo 3, primo comma, della Costituzione, della legittimità costituzionale dell’art. 11 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Disposizioni sulla stampa), nella parte in cui esclude dalla responsabilità civile ivi prevista il proprietario ed editore del sito web, sul quale sono diffusi giornali telematici. Di fronte alla sollevata questione, il Giudice delle leggi ha statuito che: “la dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma censurata dovrebbe condurre a qualificare come illecita la condotta di soggetti (il proprietario e l’editore del sito web, sul quale vengono diffusi giornali telematici recanti notizie ritenute diffamatorie) non compresi nella previsione di detta norma nel momento in cui la condotta stessa fu realizzata”. Perciò “l’eventuale accoglimento della questione non potrebbe condurre ad una pronuncia di condanna al risarcimento del danno del presunto responsabile civile (…) perché (…) «una sentenza di questa Corte non può avere l’effetto di rendere antigiuridico un comportamento che tale non era nel momento in cui è stato posto in essere».

Italia
Conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato e valore informativo dell’e-mail ministeriale
Corte costituzionale, sentenza, 22 dicembre 2011, n. 340
La questione concerne il conflitto di attribuzione proposto dalla Provincia autonoma di Bolzano nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri in relazione all’e-mail del Ministero dell’economia e delle finanze ‒ Dipartimento del tesoro datata 1° giugno 2010, registrata dal Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano in data 3 giugno 2010 sub prot. n. 2254 ed inviata dal Consorzio stesso alla Provincia autonoma di Bolzano con lettera datata 4 giugno 2010, prot. n. 2256, relativa all’obbligo di comunicazione dei dati sul patrimonio di cui all’art. 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ¿ legge finanziaria 2010). La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il sollevato conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato poiché “l’e-mail impugnato ha (…) una portata puramente informativa, essendo stata adottata dal supporto informatico appositamente istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze al solo scopo di rispondere al quesito proposto proprio dal Consorzio dei Comuni siti nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano, sull’ambito di applicazione dell’art. 2, comma 222, della legge n. 191 del 2009, risolvendosi in un mero parere tecnico, non vincolante. Essa, conseguentemente, non ha alcuna portata vincolante nei confronti delle amministrazioni alle quali è indirizzata, non contenendo alcuna manifestazione di volontà, che sia peraltro riconducibile ad un organo dell’amministrazione legittimato a rappresentare lo Stato e ad esprimerne appunto la volontà all’esterno, che si risolva nell’affermazione di una competenza propria dello Stato nell’ambito indicato”.

Stati Uniti
Il blogger investigativo non è protetto dalla “media shield law” in caso di diffamazione
United States District Court for the District of Oregon, Portland Division, Obsidian Finance Group, LLC v. Cox, 30.11.11.
Il blogger che effettui inchieste investigative e che venga citato in giudizio per diffamazione non può avvalersi della legge che garantisce al giornalista di mantenere riservate le proprie fonti. Il giudice distrettuale ha addotto all’uopo due ragioni: 1) il blogger non è riuscito a dimostrare di essere affiliato con mezzi di comunicazione come giornali, riviste, periodici, libri, pamphlet, agenzie di stampa, notiziari, sistemi di trasmissione radiofonica, televisiva o via cavo; 2) la legge invocata dal blogger esplicitamente esclude il suo scudo protettivo nei confronti di allegazioni di diffamazione in cause civili di risarcimento del danno.

Regno Unito di Gran Bretagna
Trasmissione via televisione e Internet della presunta ricostruzione dell’assassinio di Alexander Litvinenko e diffamazione
[2011] EWCA Civ 1534, Terluk v. Berezovsky, 15.12.11
L’interesse di questa decisione riguarda l’asserito contenuto diffamatorio della ricostruzione dell’omicidio di Alexander Litvinenko in un programma trasmesso da una televisione russa visibile in Inghilterra, nonché la sua diffusione via Internet. I giudici si soffermano sul concetto di “defamatory” in diritto inglese anche alla luce dell’art. 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Italia
Prima applicazione dei principi di irresponsabilità del provider statuiti dalla Corte di Giustizia nel caso SABAM
Trib. Roma, Mediaset v. Google, 2.12.11.
Il giudice romano ha applicato nei confronti di Google, e quindi contro le richieste dell’istante Mediaset, i principi giuridici stabiliti lo scorso 24 novembre 2011 della Corte di Giustizia sull’irresponsabilità del content provider. Nello specifico, la vertenza riguardava la presunta responsabilità del motore di ricerca per l’accesso a contenuti illeciti predisposti dal portale “calciolink”.

Francia
Contraffazione e contraddittorio processuale
Tribunal Grande Instance de Paris, 8.11.11
Il provvedimento in esame, una ordonnance de référé rétractation, si occupa di analizzare il corretto svolgersi del contraddittorio processuale in una causa per contraffazione di marchio e falsificazione di sito web su Internet.

Written by Elena Falletti

January 21, 2012 at 8:23 am

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Anteprima Postilla: La Grecia, i creditori e la Corte europea dei diritti umani

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Secondo questo articolo del New York Times, i rappresentanti dei fondi e delle banche creditrici del debito greco starebbero valutando se ricorrere alla Corte europea dei diritti umani perchè lo Stato greco avrebbe violato i loro diritti fondamentali mutando unilateralmente in senso retroattivo le condizioni di rimborso dei prestiti.

Dire che in Europa “property rights are human rights” mi sembra un tantinello eccessivo, in considerazione della giurisprudenza e del contesto storico in riferimento al quale la Corte di Strasburgo è stata chiamata a pronunciarsi negli anni. Ad esempio, si può paragonare l’espropriazione delle proprietà fondiarie ed immobiliari avvenuta in Germania nelle zone occupate dai sovietici nel 1945 (caso giudicato dalla Corte europea dopo la riunificazione tedesca) alle condizioni di rimborso di un bond di un fondo speculativo?

Ma soprattutto, costoro hanno idea di come funziona il meccanismo previsto dalla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali?

Mi sembra di no in entrambi i casi, comunque cercheremo di seguire gli sviluppi della situazione.

Written by Elena Falletti

January 19, 2012 at 10:24 am

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Anteprima Postilla: la rete della censura e la censura della Rete

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Sfogliando le pagine di alcuni giornali indiani (ad esempio Times of India, The Economic Times, The Financial Express)  sono venuta a scoprire di due provvedimenti emanati da altrettante Corti di New Delhi che obbligano entro termini molto stretti di rimuovere dalle pagine dei social network ogni immagine riferibile a rappresentazioni divine ovvero religiose. Le istanze sono state promosse da due soggetti diversi: da un lato un giornalista, dall’altro un muftì di una scuola islamica.

Purtroppo le mie fonti sono solo le notizie di giornale, confido affidabili, visto che la notizia ha invaso il web indiano e non solo (è sufficiente verificare qui) e spero di recuperare prima o poi i provvedimenti emanati per leggerne i contenuti.

Tuttavia, da quel che risulta è interessante l’effetto paradossale: è stato considerato offensivo, e quindi va rimosso entro il 6 febbraio, qualsiasi contenuto riferibile alle immagini non solo del Profeta e di Allah, ma anche delle divinità cristiane e indù, che notoriamente sono state raffigurate con più tolleranza, almeno in tempi recenti.

E’ altresì interessante notare come se da una delle più grandi democrazie del mondo l’attacco censorio sia stato perpetrato attraverso la giurisprudenza, in quella che si considera la patria della democrazia moderna, ovvero gli Stati Uniti d’America, la censura torna a manifestarsi attraverso iniziative legislative, ovvero il SOPA (Stop Online Piracy Act, qui su en.wikipedia.org) e il Protect IP Act (Preventing Real Online Threats to Economic Creativity and Theft of Intellectual Property Act : qui su en.wikipedia.org).

Ma basteranno giustificazioni religiose ed economiche per limitare la libertà della Rete? Io confido di no, e voi, che ne pensate?

Written by Elena Falletti

January 16, 2012 at 9:26 pm

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Rassegna di giurisprudenza internazionale del mese di gennaio 2012

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Pubblicata sul Quotidiano Giuridico del 3 gennaio 2012

Olanda
Lo Stato olandese condannato a risarcire i danni per la repressione degli indipendentisti indonesiani del 1947
Rechtsbank den Haag, 14.09.11
La vicenda riguarda una richiesta di risarcimento contro lo Stato Olandese da parte di superstiti ed eredi delle centinaia vittime uccise nel villaggio di Rawagedeh, nella parte occidentale dell’Isola di Giava, durante la repressione delle lotte per l’indipendenza dell’Indonesia nel 1947. Il Governo Olandese definì ai tempi la repressione un’azione di polizia e non intraprese mai investigazioni per attribuire le responsabilità, mentre l’allora neonata ONU dichiarò nel 1948 l’azione “deliberata e crudele”. Il governo olandese, seppure manifestando il proprio rammarico per l’avvenuta strage, si difendeva affermando che l’azione di risarcimento era ormai prescritta. Il giudice, al contrario, condannava le autorità olandesi affermando da un lato che in quanto inerente ad un crimine contro l’umanità la domanda degli eredi e dei sopravvissuti fosse imprescrittibile, mentre dall’altro ha stabilito che i danni fossero liquidati solo alle vittime dirette e ai loro aventi causa.

Stati Uniti
La donazione di midollo osseo realizzata attraverso l’aferesi può essere compensata in denaro.
US Court of Appeals for the Ninth Circuit, Flynn et al. v. Holder, 1.12.11
La Corte d’appello distrettuale per il Nono Circuito ha asserito che la donazione di midollo osseo compiuta attraverso il procedimento dell’aferesi. La Corte ha affermato che il National Organ Transplant Act 1984 (NOTA) [42 USC § 273], che punisce a titolo di reato penale il compenso in denaro per la cessione di organi umani, non si applica a questo processo in quanto esso è stato sviluppato negli ultimi venti anni. L’aferesi consiste in un particolare tipo di prelievo attraverso il quale si trasferiscono solo i componenti desiderati, restituendo al soggetto, attraverso la circolazione extracorporea, quelli che non si vogliono trattenere.

Germania
L’etichetta della crema di cacao e nocciole più famosa del mondo è ingannatoria?
OLG Frankfurt 6. Zivilsenat, 6 U 40/11, 20.10.11
I giudici dell’Oberlandesgericht di Francoforte hanno condannato la nota multinazionale dolciaria produttrice della Nutella perchè le indicazioni di vitamine e sali minerali sarebbero calcolate in modo inesatto e ciò potrebbe far cadere il consumatore frettoloso in errore.

Hong Kong
Disciplina di proprietà e locazione in una mixed jurisdiction
Court of Final Appeal of Hong Kong, [2011] HKCFA 86, 8.12.11
Una mixed jurisdiction è un sistema legale che presenta elementi coesistenti provenienti da diverse tradizioni giuridiche che si sono manifestate nel tempo in un certo ordinamento. Nel caso di Hong Kong la coesistenza di tali elementi è riconducibile al common law e al diritto cinese, vigente in quel sistema dal 1997, anno di restituzione della città alla Cina. L’oggetto del contendere concerne la disciplina della locazione di un fondo.

Stati Uniti
Non è tutelabile la privacy per chi sottoscrive la petizione per l’indizione di un referendum
United States District Court Western District of Washington at Tacoma, Doe v. Reed, 17.10.11
Sono pubblici gli elenchi dei sottoscrittori, in questo caso 137.500, che hanno firmato la petitoin per il referendum n. 71 (R-71) espletato quasi due anni fa sulla cancellazione della legge che disciplina le domestic partnership. Il giudice federale ha statuito che non era stata sufficientemente dimostrata la ragionevole probabilità che i firmatari potessero essere oggetto di minacce, molestie o attacchi. Secondo il giudice è prevalente l’interesse all’accesso agli atti pubblici; tra questi va annoverata la petizione di indizione di referendum.

Inghilterra
Commissione d’inchiesta indipendente e violazioni dei diritti umani in Iraq
England and Wales Court of Appeal, Mousa, R (on the application of) v Secretary of State for Defence & Anor [2011] EWCA Civ 1334, 22.11.11
Con questa decisione la Corte d’Appello inglese ordina l’apertura di una inchiesta pubblica su eventuali violazioni dei diritti umani, in particolare dell’art. 3 CEDU che proibisce la tortura, da parte di soldati inglesi in Iraq. Tale pronuncia ribalta la precedente decisione della High Court su una causa intentata da più di 100 cittadini iracheni che hanno denunciato abusi subiti dalle forze militari britanniche.

Nuova Zelanda
La Convenzione di Basilea sul commercio di rifiuti tossici e le attività di riciclaggio di batterie al piombo
Court of Appeal of New Zealand, [2011] NZCA 651, 15.12.11
Oggetto della sentenza è l’applicazione delle disposizioni della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione conchiusa il 22 marzo 1989, entrata in vigore il 5 marzo 1992 e recepita anche in Nuova Zelanda. La decisione in epigrafe riguarda la possibile chiusura dell’unica azienda neozelandese in grado di riciclare le batterie al piombo.

Stati Uniti
Autorità di controllo e potere di riscossione delle multe
United States Court of Appeal for the Second Circuit, John J. Fiero and Fiero Brothers, Inc. v. FINRA, 5.10.11
Secondo questa decisione della Corte d’appello federale del Secondo Circuito la FINRA (Financial Industry Regulatory Authority, Inc.) non possiede titolo per agire in giudizio per il recupero delle somme imputate a titolo di multa poiché la legge istitutiva della medesima autorità non ha inteso concedere tale potere.

Ungheria
Incostituzionali le rigide norme ungheresi limitative della libertà di stampa
Magyar Köztársaság Alkotmánybíróság, 19.12.11
La Corte costituzionale ungherese ha dichiarato incostituzionale poiché limitativa della libertà di stampa la legge che istituisce l’autorità nazionale sui media e sulle comunicazioni che avrebbe dovuto controllare radio e televisioni private, giornali e siti Internet. Secondo la legge censurata il governo avrebbe potuto imporre multe se i mezzi di comunicazione radiotelevisivi, online e i giornali avessero pubblicato materiali giudicati contrari alla moralità da parte della citata autorità mentre nel contempo avrebbe altresì limitato i diritti di segretezza delle fonti goduti dai giornalisti.

Written by Elena Falletti

January 12, 2012 at 5:42 am

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La crisi dei mercati e il ruolo del diritto in Europa

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Questo è il titolo del convegno che si terrà il prossimo 12 gennaio 2012 a Castellanza presso l’Università Carlo Cattaneo – LIUC, dove terrò una relazione in tema di democrazia e partecipazione.

Written by Elena Falletti

January 9, 2012 at 11:06 am

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Correlazione tra dolo eventuale e strategie aziendali: il caso Thyssen – Krupp di Torino

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Pubblicato sul Quotidiano Giuridico del 5 gennaio 2012

Sentenza della Corte d’Assise di Torino, 15 aprile 2011 (dep. 14 novembre 2011)

La sentenza in epigrafe riguarda la condanna in primo grado degli imputati per la morte di sette operai avvenuta all’interno di una acciaieria a Torino il 6 dicembre 2007. Essa colpisce per la sua voluminosità (504 pagine, indici compresi) e per il dettaglio con cui il giudice estensore ha analizzato e ricostruito ogni aspetto della vicenda: l’incendio della notte del 6 dicembre, le sue conseguenze e la configurabilità dei reati ad esso connessi; le condizioni di lavoro nello stabilimento torinese, la descrizione della decisione di trasferire gli impianti a Terni e le relative conseguenze, la descrizione dei piani di emergenza e di evacuazione; la descrizione dei controlli sullo stabilimento e l’accertamento delle misure che avrebbero dovuto essere adottate; la valutazione delle posizioni di garanzia, le responsabilità in capo a ciascun imputato per i reati ascritti e la determinazione delle pene, nonché la configurabilità della responsabilità della persona giuridica; la partecipazione delle parti civili, enti territoriali e stretti congiunti ed infine l’imputazione delle spese legali e le determinazioni sull’eventuale dissequestro di luoghi e trasmissione di fascicoli ad autorità competenti.
Nella ricostruzione compiuta dai giudici torinesi, le sette povere vittime di questo infortunio sul lavoro sono state colpite da un c.d. flash ¿ fire provocato dall’incendio di olio idraulico fuoriuscito da una conduttura ad una forte pressione che ne ha causato una vasta diffusione istantanea, tendente a progredire negli altri ambienti e con gravi difficoltà di spegnimento. Infatti, si trattava di un incendio impossibile da domare senza che prima si fosse esaurito il combustibile, perciò le vittime sono state avvolte in una nube incandescente che ha provocato ustioni esterne di II e III grado sul 90% del corpo e altresì ustioni delle vie respiratorie interne.
Ma cosa ha causato questo incendio? I giudici ricostruiscono nel dettaglio la decisione dello smantellamento della fabbrica già a partire dal 2006, quindi più di un anno prima dell’evento mortale multiplo, per il trasferimento della produzione a Terni. Questa decisione provocò le gravissime carenze strutturali e organizzative nella sicurezza dei lavoratori, specie per quanto concerne la prevenzione degli incendi, tra queste: la mancanza del certificato di prevenzione incendi, la riduzione degli interventi di pulizia delle linee, lo spegnimento manuale dei frequenti focolai senza che i lavoratori venissero dotati di abbigliamento e formazione adeguati, la riduzione del numero dei dipendenti con le professionalità più adeguate e il conseguente eccessivo turnover dei dipendenti rimasti. La situazione così illustrata è il frutto di due strategie aziendali perseguite in contemporanea dai vertici dell’industria: da un lato la decisione sul trasferimento degli impianti torinesi nel polo produttivo di Terni, e quindi l’investimento esclusivo su questa fabbrica degli interventi di prevenzione incendi; dall’altro lato di continuare il più a lungo possibile la produzione torinese fino alla chiusura definitiva dello stabilimento torinese di corso Regina Margherita, anche se in condizioni degradate e inaccettabili (In dottrina, S. Zirulia, ThyssenKrupp, fu omicidio volontario: le motivazioni della Corte d’Assise, 2011, in www.dirittopenalecontemporaneo.it).
Sulla base di tali emergenze fattuali ricostruite nel dibattimento e riportate nella decisione, i giudici hanno deliberato il punto più controverso, ovvero l’attribuzione al responsabile apicale delle fattispecie di omicidio e incendio volontario con dolo eventuale. La spiegazione giuridica è stata risolta con il riferimento puntuale alla giurisprudenza più recente della Corte di Cassazione, in particolare alla sentenza 15 marzo 2011, n. 10411, della quale, per ovvie ragioni di brevità in questa sede, si riporta la massima: “Nel dolo eventuale il rischio deve essere accettato a seguito di una deliberazione con la quale l’agente subordina consapevolmente un determinato bene ad un altro. L’autore del reato, che si prospetta chiaramente il fine da raggiungere e coglie la correlazione che può sussistere tra il soddisfacimento dell’interesse perseguito e il sacrificio di un bene diverso, effettua in via preventiva una valutazione comparata tra tutti gli interessi in gioco – il suo e quelli altrui – e attribuisce prevalenza ad uno di essi. L’obiettivo intenzionalmente perseguito per il soddisfacimento di tale interesse preminente attrae l’evento collaterale, che viene dall’agente posto coscientemente in relazione con il conseguimento dello scopo perseguito. Non è, quindi, sufficiente la previsione della concreta possibilità di verificazione dell’evento lesivo, ma è indispensabile l’accettazione, sia pure in forma eventuale, del danno che costituisce il prezzo (eventuale) da pagare per il conseguimento di un determinato risultato” (massima tratta da Altalex).
È proprio sulla suddetta valutazione comparata che la Corte attribuisce in capo all’amministratore delegato la sua specifica responsabilità a titolo di dolo eventuale. Non solo fu costui a decidere la “chiusura a scalare” con il conseguente azzeramento degli investimenti previsti per gli interventi necessari (determinati anche su precedenti esperienze di gravi incendi occorsi in altri stabilimenti del gruppo), ma sulla base delle sue preparazione e competenza, la Corte d’Assise afferma con certezza che costui “si fosse rappresentato la concreta possibilità, la probabilità del verificarsi di un incendo, di un infortunio anche mortale”, cogliendo così la correlazione tra “le proprie scelte aziendali e il pericolo di eventi collaterali, lesivi della vita e dell’incolumità dei dipendenti. Sulla scorta di tali premesse, i giudici concludono che egli abbia consapevolmente subordinato il bene della incolumità dei lavoratori a quello degli obiettivi economici aziendali, accettando così il rischio che il primo venisse irrimediabilmente sacrificato” (S. Zirulia, op. cit.).

Written by Elena Falletti

January 8, 2012 at 6:12 pm

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Il silenzio

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che c’è la mattina di capodanno è assoluto, forse l’unico spazio di tempo durante l’anno che una città è davvero tranquilla, inerte, afona. E’ uno dei miei momenti preferiti. Inizia verso le sette, alle sei ancora gli ultimi instancabili dei veglioni tornano nelle loro dimore. Neanche gli animali si muovono: devono ancora smaltire la paura per i botti. Dura fino intorno alle nove, quando i vecchietti escono di casa per la passeggiata o la ricerca di un cappuccino. Si distingue dalle altre mattine, quando le prime ore sono animate da chi si reca al lavoro. Si  verifica una volta all’anno, va assaporato per bene. Se ve lo siete perso, ricordatevene il prossimo anno.

Written by Elena Falletti

January 1, 2012 at 7:16 am

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Rassegna di giurisprudenza in materia di Internet del mese di dicembre 2011

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pubblicata sul “Quotidiano Giuridico” del 15 dicembre 2011

Corte di Giustizia

Tutela patrimoniale dei diritti d’autore: no ai filtri su Internet

Corte di Giustizia dell’Unione Europea, C-70/10, 24.11.2011

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che in tema di bilanciamento tra diritti fondamentali in Internet deve prevalere la tutela dell’accesso alla Rete, della riservatezza, del diritto di manifestare liberamente il pensiero, di accedere alla conoscenza rispetto alla protezione delle pretese patrimoniali della tutela dei diritti d’autore. Infatti, ha statuito la Corte di giustizia che occorre tenere “presenti le condizioni derivanti dalla tutela dei diritti fondamentali applicabili” e che quindi le direttive europee (nella specie la 2000/31/CE, relativa al commercio elettronico; la 2001/29/CE, sulla protezione del diritto d’autore; la 2004/48/CE, sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale; la 95/46/CE, in materia di protezione dei dati personali; la 2002/58/CE, relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche), “devono essere interpretate nel senso che ostano all’ingiunzione ad un fornitore di accesso ad Internet di predisporre un sistema di filtraggio di tutte le comunicazioni elettroniche che transitano per i suoi servizi, in particolare mediante programmi «peer-to-peer», applicato a tutta la sua clientela, a titolo preventivo, a sue spese esclusive, e senza limiti nel tempo, idoneo ad identificare nella rete di tale fornitore la circolazione di file contenenti un’opera musicale, cinematografica o audiovisiva rispetto alla quale il richiedente affermi di vantare diritti di proprietà intellettuale, onde bloccare il trasferimento di file il cui scambio pregiudichi il diritto d’autore”.

Stati Uniti

Gli account su Twitter dei collaboratori di Wikileaks non sono protetti dal IV Emendamento.

United States District Court for the Eastern District of Virginia, Alexandria Division, 10.11.11

La questione è connessa alle indagini sul c.d. Cablegate provocato dalla pubblicazione di materiali segretati del Dipartimento di Stato americano nel novembre 2010 su Wikileaks. Nello specifico, i giudici federali hanno confermato la decisione di prime cure: accettando le condizioni di utilizzo di Twitter gli utenti del social network hanno accondisceso alla cessione di informazioni relative alla loro privacy, quali il nome dell’utente, indirizzo, Internet Protocol, la registrazione della localizzazione della connessione telefonica, la registrazione della durata delle conversazioni, la lunghezza e i tipi di servizio utilizzati, il numero di telefono e il nome del suo titolare, compreso il numero temporaneamente assegnato dal provider e la traccia dei mezzi di pagamento per il servizio fruito da ciascun utente.

Italia

Il direttore di una rivista telematica non è responsabile per i commenti postati dai lettori

Corte di Cassazione, 29.11.11., n. 44126

La condizione di direttore responsabile di un periodico telematico non è assimilabile a quella dell’omologo di un periodico cartaceo in quanto in questo caso è impossibile impedire la pubblicazione di commenti diffamatori. Ne consegue che, in ossequio al divieto di analogia in malam partem, l’inapplicabilità dell’art.57 c.p. al direttore delle riviste online discende sia dalla impossibilità di ricomprendere l’attività di controllo dei commenti postati dai lettori nel concetto di stampa periodica, sia per l’oggettiva impossibilità del direttore responsabile di rispettare il precetto normativo, il che comporterebbe la sua punizione a titolo di responsabilità oggettiva, dato che verrebbe meno non solo il necessario collegamento psichico tra la condotta del soggetto astrattamente punibile e l’evento verificatosi, ma lo stesso nesso causale.

Giappone

Connessione automatica ad una linea di comunicazione

Supreme Court, 2009 (Ju) No. 653, 18.1.2011

La Corte suprema del Giappone ha affermato che il device, collegato con una linea di telecomunicazioni destinata all’utilizzo pubblico, avente la funzione automatica di trasmissione, che su richiesta dell’utente, riceva informazioni, è considerato come un server pubblico di trasmissione automatica, anche nel caso in cui detto device sia l’unico strumento in grado di eseguire tale trasmissione verso un ricevente predeterminato, purchè utilizzi una linea di telecomunicazioni pubblica.

Stati Uniti

Lo status di Facebook è protetto dal Primo Emendamento

United States District Court Eastern District of Arkansas, Western Division, 1.11.11

La questione concerne una pubblica dipendente la quale aveva supportato la campagna elettorale del “county clerk” suo superiore che, a causa della sconfitta elettorale, doveva lasciare il suo ufficio al nuovo “county clerk”. La dipendente, nonostante avesse superato la fase di “spoil system”, si lamentò delle disposizioni del nuovo superiore sul suo status pubblico di Facebook ottenendo commenti a suo sostegno. Il nuovo superiore lesse questa conversazione e la licenziò. La donna impugnò la decisione affermando che provvedimento di licenziamento violasse i suoi diritti di free speech protetti dal Primo Emendamento, il superiore si oppose chiedendo conferma del licenziamento con un summary judgment, ma il giudice ha accolto l’istanza della ricorrente, bloccando provvisoriamente il licenziamento e inviando la causa a trattazione successiva.

Canada

La Corte Suprema canadese stabilisce che postare un link non costituisce defamation

Crookes v. Newton, 2011 SCC 47, 19.10.11

Uno dei punti più accesi del dibattito sulla responsabilità in Rete ha trovato una autorevole soluzione da parte della Corte Suprema canadese, la quale ha stabilito che postare un link in un testo pubblicato online non costituisce diffamazione. Il punto chiave della motivazione concerne il passaggio in cui il giudice estensore afferma che “un hyperlink, di per sé, non è considerabile come “pubblicazione” del contenuto cui si riferisce”. Esso quindi sarebbe equiparabile a una citazione, come le note a piè pagina dei testi scientifici ove vengono riportate le fonti delle informazioni.

Stati Uniti,

Se il giurato twitta, la pena di morte è sospesa e il processo è da rifare

Supreme Court of Arkansas, 2011 Ark. 515, 8.12.11

Un membro della giuria, coinvolto in un processo contro un omicida per il quale era stata chiesta e ottenuta la pena di morte, comunicava le sue impressioni sul dibattimento attraverso Twitter, violando le disposizioni del giudice sul comportamento dei giurati. I giudici supremi dell’Arkansas hanno annullato il processo affermando che twittare in quelle circostanze ponesse fondatamente in dubbio l’imparzialità del giurato e quindi le garanzie del giusto processo a favore dell’imputato.

 

Written by Elena Falletti

December 23, 2011 at 8:25 am

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Anche questa è una forma di razzismo

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Una forma di razzismo che strumentalizza l’appartenenza ad una tribu (“se non hai 4/4 di sangue nativo della mia tribu sei fuori”) per restringere i membri della comunità tribale aventi diritto ai dividendi degli incassi dei casinò. Dal New York Times: qui.

Written by Elena Falletti

December 13, 2011 at 10:09 pm

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Rassegna di giurisprudenza internazionale del mese di dicembre 2011

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Pubblicata sul Quotidiano Giuridico del 1 dicembre 2011

Islanda
Default islandese: la Corte suprema autorizza il pagamento dei creditori Icesave
Hæstiréttur Íslands, No. 340/2011, 28.10.11
Questa vicenda giudiziaria è originata dal crollo finanziario islandese del 2008 che ha provocato anche tensioni diplomatiche tra Islanda, Inghilterra e Olanda, Stati di appartenenza della maggioranza dei risparmiatori che avevano investito i loro fondi nella banca Icesave, controllata della nazionalizzata Landsbanki. Con una complessa motivazione, argomentata sulla base sia della costituzione islandese sia su trattati internazionali, compreso il Primo Protocollo della CEDU (che garantisce il rispetto al diritto di proprietà), la Corte Suprema islandese conferma la validità della legge d’emergenza 125/2008 per la liquidazione del patrimonio della banca debitrice privilegiando gli investitori stranieri. È probabile che la vertenza abbia un seguito davanti alla Corte di Strasburgo.

Argentina
Protezione transfrontaliera del minore down
Corte Suprema de la Justicia de la Nación – Procuración General de la Nación, 8.11.11
La questione sottoposta alla suprema giurisdizione argentina concerne la vicenda di un minore disabile conteso tra genitori di nazionalità diverse. La Corte effettua ampi richiami di diritto delle convenzioni regionali e internazionali a protezione dei minori. Altrettanto interessante risulta essere la ricostruzione della vicenda concreta effettuata dalla Procuración General de la Nación.

Canada
La Corte Suprema del British Columbia conferma l’incostituzionalità della poligamia
British Columbia Supreme Court, 2011 BCSC 1588, Section 293 of the Criminal Code of Canada, 23.11.11.
L’istanza di incostituzionalità della previsione del codice penale canadese era stata avanzata da un gruppo di aderenti ad una setta fondamentalista di ispirazione cristiana i quali affermavano che tale proibizione violasse il diritto di professare la loro fede religiosa. Con una corposa sentenza ricca di riferimenti giuridici, storici e sociologici, la Corte Suprema del British Columbia ha rigettato tale argomentazione affermando non solo che la monogamia è uno dei valori fondanti la civiltà giuridica occidentale, ma è altresì lesiva dei diritti umani delle donne, nei confronti delle quali la poligamia è da considerarsi una forma di violenza, e dei figli, poiché può provocare loro disturbi emotivi.

Regno Unito di Gran Bretagna
Il parroco è un impiegato della Chiesa cattolica?
High Court of Justice, Queen’s Bench Division, [2011] EWHC 2871 (QB), 8.11.11
Un giudice inglese ha preliminarmente affermato che i parroci delle chiese cattoliche potrebbero essere qualificati come impiegati. La conseguenza di ciò riguarda che la Chiesa cattolica può essere considerata responsabile per gli abusi sessuali perpetrati dai suoi membri a titolo di vicarious liability, relativa alla responsabilità del datore di lavoro per gli illeciti commessi da un suo impiegato. La soluzione definitiva di tale questione è stata rinviata in una successiva udienza presso altro giudice.

Stati Uniti
Anche se all’epoca del commesso omicidio era minorenne, il condannato può subire l’ergastolo “without parole”
US Court of Appeals for the Eleventh Circuit, Loggins v. Thomas, 7.9.11.
Il caso riguarda un detenuto che a 17 anni uccise brutalmente un autostoppista e originariamente venne condannato a morte. Negli anni scorsi la Corte Suprema dichiarò incostituzionale la condanna a morte per i minorenni macchiatisi di reati sanzionabili con tale pena [Roper v. Simmons, 543 U.S. 551 (2005)]. Tale sentenza consentì la commutazione della pena capitale del carcere a vita, tuttavia senza possibilità di libertà anticipata. La Corte adita ha affermato che tale pena non è crudele e non viola l’Ottavo Emendamento, che sanziona le “pene crudeli e inusitate”, se relazionata alla gravità del crimine commesso.

Papua Nuova Guinea
Quali sono i requisiti della diffamazione di un professionista?
Papua New Guinea National Court, SMY Luluaki Ltd v Paul Paraka Lawyers [2011] PGNC 82; N4360, 19.8.11
La vertenza riguarda la pubblicazione di un articolo di giornale dove si affermava che gli attori avrebbero iniziato una causa fondata su basi fittizie, che non vi era alcuna pretesa azionabile, che l’attività professionale intrapresa era stata condotta in modo illegale e che in realtà si sarebbe trattato di una truffa ai danni dell’Erario. I professionisti diffamati hanno citato il giornale per danni conseguenti alla diffamazione subita. I giudici hanno risolto il caso dando ragione agli attori diffamati, facendo anche riferimento a decisioni di common law, mentre la liquidazione dei danni è stata aggiornata ad una decisione successiva.

Sudafrica
La sola istanza di interpretazione della legge non è questione giuridica concreta e quindi non è ammissibile
The North Gauteng High Court, Pretoria, 70018/10 7.11.11
La controversia riguarda l’interpretazione di una normativa sanitaria che stabilisce la remunerazione di certe prestazioni mediche. Si tratterebbe dell’interpretazione di un inciso contenuto nel § 8(1) del General Regulations del Medical Schemes Act 1998. Le parti chiedono ai giudici di dirimere quale sia il corretto significato attribuibile alla locuzione “pay in full”. Invece, i giudici hanno rigettato l’istanza perchè non inerisce a una questione giuridica concreta attinente a specifici interessi delle parti.

Stati Uniti
Bloccata la legge che interdiceva ai medici del pronto soccorso di chiedere ai pazienti se sono in possesso di armi da fuoco.
US District Court for the Southern District of Florida, Wollschlaeger v. Farmer, 14.9.11
La legge della Florida Firearm Owner’s Privacy Act che stabiliva la sospensione della licenza una multa fino a diecimila dollari a carico del medico che chiedesse al paziente se fosse stato in possesso di un’arma oppure molestasse un paziente proprietario di un’arma è violativa del Primo Emendamento. Afferma il giudicante che tale legge non è protettiva dei diritti del Secondo Emendamento (che garantisce a ciascun cittadino americano il diritto di muoversi armato), ma infrange il diritto del medico di avere un veritiero flusso di informazioni con il proprio paziente.

Written by Elena Falletti

December 13, 2011 at 12:02 am

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